Settimana da dimenticare, podisticamente parlando. Settimana che si chiude con un bello ZERO su tutti i fronti. Il clima umido e freddo dei giorni scorsi ha avuto la meglio su di me e mi ha lasciato in eredità una bella bronchite con annessi e connessi. Ancora oggi, a otto giorni dalla mia ultima uscita di corsa ho la testa pesante, il catarro che non si scioglie e mi causa difficoltà di respiro e otturazione all’orecchio.
Intanto mi stò sciroppando iniezioni di antibiotico e tutti quegli accorgimenti che danno l’illusione di star meglio (inalazioni, bagni di vapore ecc. ecc.).
E’ saltata ovviamente la partecipazione alla mezza maratona di Orzinuovi, gara in cui avevo intenzione di attaccare il mio PB, e rischia seriamente di saltare anche la Proai-Golem, nonostante il mio nominativo figuri già nell’elenco degli iscritti.
Quando e se riprenderò non oso pensare alla velocità da clinica geriatrica che riuscirò a ottenere. Pazienza, l’importante è prendere le cose per il verso giusto, qualcosa di buono esiste sempre.
lunedì 17 maggio 2010
lunedì 10 maggio 2010
Scalata Muratello-Maddalena
E’ fatta. Ma che fatica! Ho sperimentato quello che già immaginavo: certe gare non si possono affrontare alla leggera, occorre allenamento e allenamento duro. Invece io ho passato una settimana praticamente di scarico sia fisico che mentale, dopo la bella e faticosa organizzazione della 10 Miglia in Franciacorta. Solo il venerdì ho deciso di togliere un po’ di ruggine dalle mie gambe e mi sono fatto una serie di ripetute in salita (breve) col risultato che sabato mattina zoppicavo per un dolore al tendine della gamba destra.
Inoltre, come se non bastasse, ho iniziato già giovedì ad accusare un po’ di mal di gola e sabato ero bello intasato con testa pesante e naso chiuso.
In queste “pietose” condizioni presentarsi alla partenza a Muratello di Nave sabato pomeriggio è stata poco meno di una follìa, oltretutto non avevo il minimo sospetto di ciò che mi aspettava: una bella, tosta e interminabile salita per arrivare fino alla sommità del monte Maddalena.
Il primo chilometro è pianeggiante e stò tranquillamente in gruppo senza farmi prendere dalla foga dei primi che sono schizzati via velocissimi. Poco dopo iniziano le danze: la strada sale e la pendenza aumenta sempre di più. In breve mi ritrovo a dover procedere al passo, ma sono in buona compagnia. Mi alterno con i miei compagni di viaggio, Valter e Claudio, ma loro hanno il vantaggio di aver già percorso questa salita quindici giorni fa in occasione della XX miglia di Brescia. Non piove ma il cielo è solcato da nubi minacciose: corro in canotta e calzoncini col cappellino in testa; sudo abbondantemente e il cuore galoppa a ritmi elevati. Non ho preso né la fascia cardio né il garmin, ma lo sgomento iniziale quando mi sono accorto della dimenticanza lascia posto a un sentimento di sollievo dovuto al fatto che, nelle condizioni in cui ero, sarebbe stato già un successo riuscire ad arrivare arrancando fino alla fine.
Dal terzo al quinto chilometro il tratto più duro, la strada non accenna a diminuire la pendenza, poi finalmente al settimo Km finisce l’ascesa e lì ne ho approfittato per fare un allungo che mi ha permesso di riprendere e superare un gruppetto di 4-5 podisti.
Ho tagliato il traguardo in 55’ 58” al 322° posto su 356 arrivati; 44° di categoria su 48. Dati che consiglierebbero di appendere le scarpe al chiodo e dedicarsi.. all’ippica!
Ma non mi sento abbattuto, anzi se considero tutte le attenuanti mi reputo soddisfatto per essere arrivato fino al traguardo e non essere arrivato ultimo. Ci sarà modo di recuperare (spero) magari il prossimo anno.
Pochi minuti dopo l’arrivo si è scatenato un mezzo nubifragio con grandine fitta; il maltempo è durato un buon quarto d’ora proprio mentre era in svolgimento la gara degli assoluti. Ho visto l’arrivo del vincitore De Matteis (30’52”), un fulmine di guerra!
Solita confusione del dopo gara per recuperare la borsa del cambio e ripararsi come possibile dall’ennesimo scroscio d’acqua; indi riuscire a trovare un passaggio per il ritorno a Muratello e ritrovare i compagni di viaggio per il ritorno a casa. Nel complesso bella gara, ben organizzata e partecipazione record. E’ una gara per uomini duri… alla prossima!
Inoltre, come se non bastasse, ho iniziato già giovedì ad accusare un po’ di mal di gola e sabato ero bello intasato con testa pesante e naso chiuso.
In queste “pietose” condizioni presentarsi alla partenza a Muratello di Nave sabato pomeriggio è stata poco meno di una follìa, oltretutto non avevo il minimo sospetto di ciò che mi aspettava: una bella, tosta e interminabile salita per arrivare fino alla sommità del monte Maddalena.
Il primo chilometro è pianeggiante e stò tranquillamente in gruppo senza farmi prendere dalla foga dei primi che sono schizzati via velocissimi. Poco dopo iniziano le danze: la strada sale e la pendenza aumenta sempre di più. In breve mi ritrovo a dover procedere al passo, ma sono in buona compagnia. Mi alterno con i miei compagni di viaggio, Valter e Claudio, ma loro hanno il vantaggio di aver già percorso questa salita quindici giorni fa in occasione della XX miglia di Brescia. Non piove ma il cielo è solcato da nubi minacciose: corro in canotta e calzoncini col cappellino in testa; sudo abbondantemente e il cuore galoppa a ritmi elevati. Non ho preso né la fascia cardio né il garmin, ma lo sgomento iniziale quando mi sono accorto della dimenticanza lascia posto a un sentimento di sollievo dovuto al fatto che, nelle condizioni in cui ero, sarebbe stato già un successo riuscire ad arrivare arrancando fino alla fine.
Dal terzo al quinto chilometro il tratto più duro, la strada non accenna a diminuire la pendenza, poi finalmente al settimo Km finisce l’ascesa e lì ne ho approfittato per fare un allungo che mi ha permesso di riprendere e superare un gruppetto di 4-5 podisti.
Ho tagliato il traguardo in 55’ 58” al 322° posto su 356 arrivati; 44° di categoria su 48. Dati che consiglierebbero di appendere le scarpe al chiodo e dedicarsi.. all’ippica!
Ma non mi sento abbattuto, anzi se considero tutte le attenuanti mi reputo soddisfatto per essere arrivato fino al traguardo e non essere arrivato ultimo. Ci sarà modo di recuperare (spero) magari il prossimo anno.
Pochi minuti dopo l’arrivo si è scatenato un mezzo nubifragio con grandine fitta; il maltempo è durato un buon quarto d’ora proprio mentre era in svolgimento la gara degli assoluti. Ho visto l’arrivo del vincitore De Matteis (30’52”), un fulmine di guerra!
Solita confusione del dopo gara per recuperare la borsa del cambio e ripararsi come possibile dall’ennesimo scroscio d’acqua; indi riuscire a trovare un passaggio per il ritorno a Muratello e ritrovare i compagni di viaggio per il ritorno a casa. Nel complesso bella gara, ben organizzata e partecipazione record. E’ una gara per uomini duri… alla prossima!
lunedì 3 maggio 2010
Dall'altra parte della barricata
Eccomi finalmente a rispolverare il mio blog.
Sono state giornate intense quelle appena trascorse anche se i miei Km di corsa sono stati ZERO!
Ieri abbiamo concluso la nostra gara "10 miglia in Franciacorta" organizzata dalla mia società e quindi ho dovuto darmi da fare per gestire al meglio l'organizzazione logistica.
Cosa si prova a stare per una volta dall'altra parte della barricata? E' una sensazione strana, ci si trova a dover essere il punto di riferimento di tutti, dai compagni di squadra sempre pronti (a parole) a dare una mano salvo scoprire a pochi minuti dall'inizio che, beh.. sì.. insomma.. però... io vorrei correre... ma se serve.... però.... , ai partecipanti che vogliono sapere di tutto e di più ( a che ora si parte? Da dove si parte? E se piove? E i servizio... le docce... i ristori...), a tutte le incombenze sia logistiche che tecniche (sorveglianza strada, permessi da richiedere, sito internet da aggiornare, chi fa le foto, chi premiare, registrazione iscritti, classifica da stilare il più velocemente possibile e senza errori....).
Non voglio dire che ho fatto tutto io, non ci sarei mai riuscito, ma semplicemente devo dire che questa esperienza mi è servita per capire quali e quanti problemi comporta l'organizzazione di una gara.
Non tutto è andato bene, errori ne sono stati commessi e nei prossimi giorni presterò particolare attenzione alle critiche e osservazioni che mi saranno fatte presenti. Certo, mi godo anche i complimenti ricevuti e il mio personale "momento di gloria" per aver portato a compimento la realizzazione della gara; essere presidente di una società ha i suoi onori e i suoi oneri ma adesso quando (finalmente) andrò a correre da qualche parte per una gara competitiva o non competitiva cercherò di apprezzare e comprendere gli aspetti positivi e gli sforzi di chi deve stare "dall'altra parte della barricata".
Sono state giornate intense quelle appena trascorse anche se i miei Km di corsa sono stati ZERO!
Ieri abbiamo concluso la nostra gara "10 miglia in Franciacorta" organizzata dalla mia società e quindi ho dovuto darmi da fare per gestire al meglio l'organizzazione logistica.
Cosa si prova a stare per una volta dall'altra parte della barricata? E' una sensazione strana, ci si trova a dover essere il punto di riferimento di tutti, dai compagni di squadra sempre pronti (a parole) a dare una mano salvo scoprire a pochi minuti dall'inizio che, beh.. sì.. insomma.. però... io vorrei correre... ma se serve.... però.... , ai partecipanti che vogliono sapere di tutto e di più ( a che ora si parte? Da dove si parte? E se piove? E i servizio... le docce... i ristori...), a tutte le incombenze sia logistiche che tecniche (sorveglianza strada, permessi da richiedere, sito internet da aggiornare, chi fa le foto, chi premiare, registrazione iscritti, classifica da stilare il più velocemente possibile e senza errori....).Non voglio dire che ho fatto tutto io, non ci sarei mai riuscito, ma semplicemente devo dire che questa esperienza mi è servita per capire quali e quanti problemi comporta l'organizzazione di una gara.
Non tutto è andato bene, errori ne sono stati commessi e nei prossimi giorni presterò particolare attenzione alle critiche e osservazioni che mi saranno fatte presenti. Certo, mi godo anche i complimenti ricevuti e il mio personale "momento di gloria" per aver portato a compimento la realizzazione della gara; essere presidente di una società ha i suoi onori e i suoi oneri ma adesso quando (finalmente) andrò a correre da qualche parte per una gara competitiva o non competitiva cercherò di apprezzare e comprendere gli aspetti positivi e gli sforzi di chi deve stare "dall'altra parte della barricata".
mercoledì 28 aprile 2010
Krily, sarai sempre qui!
"... non mi faccio molte domande, non faccio progetti... bene o male di cose belle ne vengono fuori ogni giorno. Ogni tanto capitano anche cose meno belle... ma pazienza, dietro verrà qualcos'altro di bello!"
Ciao Paolo
lunedì 26 aprile 2010
Ciao Paolo.
Si rimane senza parole, con un freddo in fondo al cuore che ti gela persino le lacrime.
Paolo, alias Krily, 35 anni da Lavinio(Roma) se n'è andato all'improvviso, stroncato da un malore a soli 97 metri dalla fettuccia del traguardo della mezza maratona di Rieti. Lascia la moglie e una splendida bambina di soli due mesi (la "piccola Krily" l'amava definirla).
Grazie Paolo, non ti dimenticherò mai.
Paolo, alias Krily, 35 anni da Lavinio(Roma) se n'è andato all'improvviso, stroncato da un malore a soli 97 metri dalla fettuccia del traguardo della mezza maratona di Rieti. Lascia la moglie e una splendida bambina di soli due mesi (la "piccola Krily" l'amava definirla).
Voglio riportare ciò che scrissi su running forum all'indomani della maratona di Roma in cui ho incontrato Paolo, venuto apposta da casa sua, dopo la maratona, per condividere con me e altri amici una serata in allegria:
"Ma permettetemi di ringraziare particolarmente Krily: se i giovani di oggi sono come te non abbiamo nulla da temere per il futuro, è bello sentire la freschezza e la "pulizia" semplice che sai trasmettere, la tua carica di entusiasmo, la tua serenità. Mi hai fatto davvero commuovere e la foto che ci ritrae vicini è una cartolina preziosa che mi porto da Roma. Mi hai fatto sciogliere quando con legittimo orgoglio mi hai mostrato la foto della piccola "signorina Krily"; con un padre simile ha già imboccato la corsia bella della vita!"
"Ma permettetemi di ringraziare particolarmente Krily: se i giovani di oggi sono come te non abbiamo nulla da temere per il futuro, è bello sentire la freschezza e la "pulizia" semplice che sai trasmettere, la tua carica di entusiasmo, la tua serenità. Mi hai fatto davvero commuovere e la foto che ci ritrae vicini è una cartolina preziosa che mi porto da Roma. Mi hai fatto sciogliere quando con legittimo orgoglio mi hai mostrato la foto della piccola "signorina Krily"; con un padre simile ha già imboccato la corsia bella della vita!"
Gli dedico le parole di una bella e profonda canzone di Renato Zero: LA VITA E' UN DONO
Nessuno viene al mondo per sua scelta, non è questione di buona volontà
Non per meriti si nasce e non per colpa, non è un peccato che poi si sconterà
Combatte ognuno come ne è capace
Chi cerca nel suo cuore non si sbaglia
Hai voglia a dire che si vuole pace, noi stessi siamo il campo di battaglia
La vita è un dono legato a un respiro
Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo
Ogni emozione che ancora ci sorprende, l'amore sempre diverso che la ragione non comprende
Il bene che colpisce come il male, persino quello che fa più soffrire
E' un dono che si deve accettare, condividere poi restituire
Tutto ciò che vale veramente che toglie il sonno e dà felicità
Si impara presto che non costa niente, non si può vendere né mai si comprerà
E se faremo un giorno l'inventario sapremo che per noi non c'è mai fine
Siamo l' immenso ma pure il suo contrario, il vizio assurdo e l'ideale più sublime
La vita è un dono legato a un respiro
Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo
Ogni emozione, ogni cosa è grazia, l'amore sempre diverso che in tutto l'universo spazia
e dopo un viaggio che sembra senza senso arriva fino a noi
L' amore che anche questa sera, dopo una vita intera, è con me, credimi, è con me.
Non per meriti si nasce e non per colpa, non è un peccato che poi si sconterà
Combatte ognuno come ne è capace
Chi cerca nel suo cuore non si sbaglia
Hai voglia a dire che si vuole pace, noi stessi siamo il campo di battaglia
La vita è un dono legato a un respiro
Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo
Ogni emozione che ancora ci sorprende, l'amore sempre diverso che la ragione non comprende
Il bene che colpisce come il male, persino quello che fa più soffrire
E' un dono che si deve accettare, condividere poi restituire
Tutto ciò che vale veramente che toglie il sonno e dà felicità
Si impara presto che non costa niente, non si può vendere né mai si comprerà
E se faremo un giorno l'inventario sapremo che per noi non c'è mai fine
Siamo l' immenso ma pure il suo contrario, il vizio assurdo e l'ideale più sublime
La vita è un dono legato a un respiro
Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo
Ogni emozione, ogni cosa è grazia, l'amore sempre diverso che in tutto l'universo spazia
e dopo un viaggio che sembra senza senso arriva fino a noi
L' amore che anche questa sera, dopo una vita intera, è con me, credimi, è con me.
domenica 25 aprile 2010
Rudiano: 21 Km su e giù nel parco dell'Oglio
Ho rotto gli indugi e, messa da parte l'idea di seguire Valter e Claudio alla XX miglia di Brescia, ho invece partecipato a questa gara non competitiva a Rudiano, gara che avevo già "assaggiato" tre anni fa quando ero alle prime avventure podistiche. Stavolta ho deciso per il percorso più lungo, 21 Km dei quali i primi 15 abbastanza suggestivi lungo il parco del fiume Oglio attraversando sentieri tra gli alberi che davano almeno un pò di frescura. Parto al mattino insieme a mio figlio Alberto (è stata dura convincerlo a lasciare il letto prima del solito) e, non senza qualche problema di localizzazione, arrivo a Rudiano verso le 8.45; ci mettiamo al via attorno alle 9, il sole è già alto e ovviamente sono tutti o quasi già partiti. Al primo Km sbagliamo strada ma poi fortunatamente ritroviamo le segnalazioni e man mano recuperiamo alcuni podisti e camminatori. Dopo 6-7 Km i percorsi si dividono e Alberto sceglierà quello da 13 Km, io proseguo seguendo le indicazioni per i 21. Dopo il 10° si entra nel fitto della vegetazione e pur con un'andatura rallentata dal fondo sconnesso e sterrato e dalle continue variazioni di direzione, mi godo il bel paesaggio col fiume Oglio che scorre pieno e scrosciante lì accanto. Al 14° Km ri-raggiungo mio figlio che stava rifiatando e nel vedermi riprende a correre e arriverà fino alla fine mentre io seguo l'indicazione dei 21 Km e mi sorbirò gli ultimi 5 Km in aperta campagna, in pieno sole senza alcun albero, quasi un deserto. Ho fatto anche uno scatto trovando insperate energie per sfuggire a un'oca che stava puntandomi con intenti bellicosi!
Alla fine giungo al traguardo un pò accaldato e stanco in 1.51.42 per complessivi 20,79 Km.
[dettagli su gàrmin cònnect]
Alla fine giungo al traguardo un pò accaldato e stanco in 1.51.42 per complessivi 20,79 Km.
[dettagli su gàrmin cònnect]
giovedì 22 aprile 2010
Doppietta...
...sì, ma molto lenta, quasi spuntata come un'arma a salve.
Stamattina mi sono svegliato dopo una notte in cui a causa della mia maledetta sinusite non ho riposato bene, anzi in piena notte mi son dovuto piegare all'evidenza di un mal di testa rognoso che non ne voleva sapere di chetarsi ed ho preso un analgesico. Al risveglio ero abbastanza "suonato" ma dopo colazione ho deciso di farmi una corsa pur cosciente che non sarei andato tanto veloce.
Non ho fatto le previste ripetute questa settimana ma per la situazione fisica (scarsa) in cui mi trovo va bene così, per adesso.
Stamattina mi sono svegliato dopo una notte in cui a causa della mia maledetta sinusite non ho riposato bene, anzi in piena notte mi son dovuto piegare all'evidenza di un mal di testa rognoso che non ne voleva sapere di chetarsi ed ho preso un analgesico. Al risveglio ero abbastanza "suonato" ma dopo colazione ho deciso di farmi una corsa pur cosciente che non sarei andato tanto veloce.
Ho scelto di fare un percorso molto pianeggiante raggiungendo la frazione Pedrocca e poi Ospitaletto e, attraverso una bella mulattiera nei campi, la località Cà del diaol: in totale sono stati poco più di 16 Km godibilissimi. Mi sono sentito meglio dopo la corsa. [dettagli su gàrmin cònnect].
Stasera, dopo che ho passato il pomeriggio a recuperare i dati per il 730 tra una miriade di scontrini dove trovi di tutto tranne quello che cerchi, e dopo una "odissea" per sistemare le ultime (spero!) cose da ultimare per la nostra corsa del 2 maggio, ho deciso di uscire una seconda volta e con l'amico Claudio D. abbiamo fatto un giretto di circa 8 Km, anche stavolta senza tirare troppo ma con un bell'allungo nel finale.
Non ho fatto le previste ripetute questa settimana ma per la situazione fisica (scarsa) in cui mi trovo va bene così, per adesso.
mercoledì 21 aprile 2010
Intervista col podista by Pasteo
Quale onore! Oggi ho avuto il privilegio di essere nientepopòdimeno che intervistato dal "mitico" Pasteo che ha voluto inserirmi nella sua rubrica settimanale: intervista col podista.
Confesso che quando mi è arrivata la mail con le domande che Pasteo mi ha proposto per l'intervista mi sono sentito sorpreso, orgoglioso e un tantino imbarazzato: ma come? Proprio io? E a chi cavolo potrebbe interessare quello che penso e che faccio, io che mi sono avvicinato al running all'età in cui per molti è l'ora di appendere le scarpette al fatidico chiodo?L'intervista completa la trovate cliccando qua se vi va di conoscere qualcosa d'altro di me.
Per il resto in questo blog cerco di mettere tutte le mie "avventure" e vedete bene che io proprio "podista" forse non lo sono, ma ho i miei traguardi e i miei obiettivi e ogni tanto mi lascio andare ad autoincensazioni che sò benissimo che sarebbero anche fuori luogo.
Grazie Pasteo, non ho ancora avuto l'occasione di conoscerti dal vivo ma sò che prima o poi succederà; sappi che ti sono debitore di una birra ;)
Capitolo allenamento: periodo di fiacca, stò facendo un pò di lavori di tinteggiatura in casa approfittando di qualche giorno di ferie arretrate e tra una cosa e l'altra il tempo di uscire a correre è sempre limitato, ancor meno di quando vado al lavoro. Se riesco però domattina una corsetta non me la leva nessuno.
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