E' stata dura, più del previsto. Con Claudio e Pietro C. da Castegnato, siamo passati a raccogliere anche Valter C. e siamo partiti alla volta di Iseo da dove abbiamo preso il traghetto verso Monte Isola. Allo sbarco a Peschiera Maraglio ci siamo dovuti recare a piedi fino al luogo della partenza, al campo sportivo di Menzino. Il sole era caldo e c'era una elevata umidità. Siamo giunti alla zona della partenza che io ero già bello sudato (e anche i miei compagni di avventura non lo erano da meno). Poco prima della partenza prevista per le 18 ha iniziato a piovere per poi smettere quasi subito col risultato che l'afa è ulteriormente cresciuta. Il cielo in lontananza era nero scuro e rumori sinistri di incombente temporale gravavano sui circa 400 atleti pronti al via. Finalmente si parte con un inspiegabile ritardo di circa 10 minuti. Ci si dirige verso Siviano e poi inizia una lunga discesa fino a Carzano, da lì in piano accanto al lago per raggiungere Peschiera. Io vado abbastanza bene ma quest'afa mi uccide; penso a tenere un'andatura regolare e in effetti ci riesco abbastanza bene. Spero che si metta a piovere invece l'umidità cresce ma la pioggia non arriva. Intanto mi raggiunge Valter C. io provo a tenermi in scia ma quando la strada sale per gli ultimi due Km la mia benzina finisce: non ne ho davvero più. A Sensole ci fanno deviare su una stradina laterale e poi ci si presenta una lunga e ripida salita che faccio al passo così come quasi tutti quelli che sono con me. Riprendo a correre ma prima dell'arrivo c'è da salire ancora fino al castello e allora riprendo a camminare. Poi in picchiata fino all'arrivo, raccolgo le ultimissime energie e sprinto tagliando l'agognato traguardo in 52'22" alla media finale di 5'10"/km. Mi lascio andare disteso sul prato allarmando anche una gentilissima volontaria del pronto soccorso. No, non è niente, solo che mi sono sentito letteralmente a terra, svuotato di ogni energia. Mi rifocillo azzannando e divorando tre fette di anguria: buonissima e miracolosa. Ci si cambia e si riparte per riprendere il traghetto verso Iseo. Ma sembra che si avveri la legge di Murphy: quando le cose potrebbero andare storte, ebbene ci vanno. Ecco cosa combiniamo: andiamo a Sensole e realizziamo che da lì non ci sarebbe stato l'attracco del traghetto, perdiamo tempo sviati anche da consigli inesatti; decidiamo allora di tornare a Peschiera, intanto si è messo a piovere, il tempo passa e ci dobbiamo fare anche dei tratti di corsa, in pratica facciamo le ripetute con borsoni e altri oggetti da portare; arriviamo appena in tempo per vedere il traghetto partire....
Fortunatamente alla fine finalmente si ritorna a casa: la temperatura è scesa fino a 18° mentre in corsa si era attorno ai 30°, adesso sarei anche disposto a ripartire di corsa!
Lo sò, è il caldo il mio peggior nemico, che posso fare per sconfiggerlo?
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