giovedì 31 dicembre 2009

Buon anno 2010

Va oggi in archivio uno splendido 2009. Un anno che mi resterà nel cuore in modo speciale perchè in questo 2009 sono diventato maratoneta.
Ho disputato due maratone (Roma e Venezia), 10 mezze maratone e altre 25 gare tra competitive e non competitive.
L'elenco completo lo conservo qui.
Spero di poter proseguire anche nel 2010, intanto lascio qui alcune foto che mi fanno rivivere emozioni vissute e adrenalina pura....
Buon 2010 a tutti.

mercoledì 30 dicembre 2009

30 dicembre: giro dei boschi

Ultimo (?) allenamento di questo straordinario 2009 (podisticamente parlando). Appena sveglio (alle 5.40) ho notato che c'era bagnato fuori e istintivamente ho pensato che avrei fatto meglio a starmene a letto ancora un pò ma subito ho gettato via quel diavoletto e mi sono preparato ad uscire. Non pioveva, c'era solo una leggerissima polvere di umidità e il cielo era coperto e sono partito. Destinazione il solito giro verso Calino e i boschi ma stavolta in senso contrario rispetto a ieri. Non ho incontrato anima viva, mi sembrava di essere l'unico vivente dell'universo, una sensazione insieme strana e bella. Puntavo alle remote e tremule luci che indicavano il cammino mentre l'assenza di stelle rendeva ancor più buio il buio ma ormai il buio non mi fa paura quando corro.
In totale ho fatto 8,65 Km in 44'33" - media 5'09"/Km.
[dettagli su garmin connect]
E oggi chiudo pure con il lavoro, mi prendo qualche giorno di ferie (arretrate) approfittando del lungo ponte pre e post Epifania. Si riprende l'11 gennaio ma nel frattempo cercherò di non perdere il "vizio" della corsa e dell'aggiornamento del blog. Buon anno a tutti.

martedì 29 dicembre 2009

29 dicembre: e stavolta ci siamo!

Ho rimandato per tanto tempo la buona abitudine di correre al mattino presto con la scusa del freddo, del buio e di altre mille motivazioni che, prese tutte insieme, non avevano nessun senso se non quello di dire che, beh, sì, insomma... mi stavo impoltronendo. Allora ieri sera, dopo una giornata passata a combattere i rigori del freddo (in ufficio il riscaldamento era "out" e così oggi) ho preparato per bene l'occorrente per iniziare bene la giornata con una corsetta.

Ho deciso di fare il giro dei boschi di Calino rientrando dal paese, in tutto poco meno di 9 Km ma con una bella salita nella prima metà parte. Freddo sì, ma sostanzialmente accettabile, ho impiegato un paio di Km per ingranare un'andatura abbastanza regolare e mi sono goduto la mattinata. Era buio ma il cielo stellato e qualche lucina accesa qual e là accanto alle cascine mi hanno permesso di correre senza problemi. Ghiaccio ce n'era ma meno di qualche giorno fa.
Sono rientrato soddisfatto, non tanto della "prestazione" quanto della ritrovata voglia di uscire a correre prima dell'alba, e ho ritrovato le belle sensazioni che aiutano a iniziare bene la giornata.
[dettagli su Garmin Connect]

Intanto ieri ho verificato sul sito della maratona di Roma la mia iscrizione e ho trovato il numero di pettorale: 6038.
Quest'anno avevo 11769, dunque un bel passo avanti è stato fatto.....mmmmhhhh illuso, è adesso che iniziano i giochi e allora.... sotto col lavoro duro, questo molliccione occorre ritrasformarlo in maratoneta, ci riuscirò?

lunedì 28 dicembre 2009

Difficile ricominciare...

Le feste sono sempre aspettate e gradite perchè si interrompe la routine quotidiana fatta di impegni, doveri, stress, abitudini e ci aprono a una doverosa riconquista di noi stessi, però...però... io non sò voi ma dopo tre giorni di festa preceduti da giorni di preparazione, insomma... ho in parte per forza, in parte per scelta, dovuto abbandonare la corsa col risultato che poi a riprendere è stata dura, come previsto.
Dal 16 al 26 dicembre la mia agenda segna impietosamente "zero" Km di corsa.

Il giorno di Santo Stefano ho dunque raccolto le mie residue energie e mi sono fatto un 12 Km a ritmo lento, molto lento, per favorire lo smaltimento dei troppi Kg che ho acquisito nelle feste di Natale.
Per terra c'era tanto ghiaccio e dovevo far molta attenzione per non rischiare di scivolare; unico errore: non ho messo i guanti e alla fine le mie mani erano cianotiche...

[garmin connect 26 dicembre]

Il giorno dopo stesso percorso a ritmo diciamo "medio" fatto un pò più agevolmente ma sempre un tantino faticoso. Clima sempre freddo, attorno allo zero, ma stavolta mi son protetto bene "dalla cintola in su" mentre, a differenza del giorno prima, ho corso con i calzoncini corti ma non ho sofferto il freddo.
[garmin connect 27 dicembre]

Stamattina sono al lavoro, in ufficio c'è freddo perchè il riscaldamento non va.... e si annuncia un cambiamento in peggio del meteo. Facevo meglio a starmene a casa e magari fare una corsetta approfittando delle residue ore di sereno?

venerdì 18 dicembre 2009

Quota ventimila!!!



Solo un piccolo post per comunicare che il mio blog ha riscosso la "curiosità" di oltre 20.000 (ventimila) visitatori!

Vabbè, niente di eccezionale anche perchè pare che almeno metà delle visite siano da attribuire a Gian Carlo ; però direi che è pur sempre una bella soddisfazione.

Ma, mi chiedo, che ci troveranno di così interessante???


giovedì 17 dicembre 2009

16 dicembre: allenarsi con i “top”

Ieri sera alle 20 ho raccolto l’invito di Walter F. e sono andato a fare l’allenamento del mercoledì sera che solitamente vede protagonisti i nostri atleti “top”, quelli per intenderci che viaggiano agevolmente a 4’/Km (e pure meno) anche su distanze lunghe. Io ovviamente non ho la cilindrata adatta a quei ritmi per cui ho sempre evitato di allenarmi con loro, scusandomi per questa defezione. Però l’altra sera Walter mi ha chiesto di andarci anche perché, mi diceva, lui non avrebbe fatto un allenamento tirato in quanto aveva qualche problemino fisico.
Sticazzi” direi! Fatto stà che mi sono recato all’appuntamento e c’erano, oltre a lui, Pierangelo ed Elena. In quattro siamo dunque partiti per fare due giri del percorso Cazzago-Calino con salita dalla chiesa e ritorno dalla zona dietro il campo sportivo dell’oratorio, un bel collinare. Il primo giro son riuscito a tenere il loro passo ed eravamo attorno ai 4’25”/Km mentre al termine del secondo, fatto a velocità un tantino più sostenuta, sono arrivato staccato di circa 30 secondi. Il tempo di riprendere fiato e via per un 2000 a 4’/Km (due giri dell’isolato della “Collina”). Pierangelo ha cronometrato in 8 minuti esatti e, sia pure al limite delle mie facoltà fisiche, sono riuscito a stare in gruppo. Li ho quindi salutati e sono rientrato a casa defaticando. In totale sono stati 12,23 Km in 1.00.56 (media 4’59”/Km).
[dettagli su Garmin Connect]
Faceva freddo, la temperatura era al di sotto dello zero e io, pur bardato con fuseaux e maglia a maniche lunghe e cappello in testa, non avevo messo i guanti. Alla fine le mie mani protestavano vivacemente. Una bella doccia calda però mi ha riportato rapidamente nel mondo dei viventi.
Stamattina, a sorpresa, una leggera e uniforme coltre bianca ha cambiato i connotati del paesaggio: è bella la neve, un po’ meno la prospettiva di mettersi in viaggio… ma questa è un’altra storia!

mercoledì 16 dicembre 2009

13 dicembre: Santa Lucia con un “happy run”

Happy run era il nome della gara di Castenedolo, grosso comune alle porte di Brescia, dove ieri mattina mi sono recato per disputare una gara competitiva del circuito Hinterland Gardesano. Il grosso del gruppo della mia società è invece andato a Gavardo per disputare l’ultima gara di cross della stagione 2009. Con me sono venuti Elia, il figlio di Piero e Claudio Delbarba, mio coscritto e ultimo acquisto della società.

Il cielo è grigio e minaccia…neve? Fa piuttosto freddino e opto per correre con la maglia a maniche lunghe mentre sotto bastano un paio di calzoncini corti.

All’iscrizione ci viene consegnato un bel copricapo da Babbo Natale (io riesco a fatica a far entrare il mio “testone” ma lo tengo molto volentieri anche perché l’aria è ancora piuttosto fresca).

C’è abbastanza gente nonostante sia la mattina di Santa Lucia che qui da noi è il giorno in cui i bambini buoni ricevono i doni. E io sono felice di aver scelto, sfidando le “perplessità” della moglie, di andare a correre anziché stare a casa giocare con i figli perché so che mi sarei lasciato tentare dai troppi dolciumi che coprivano il tavolo della cucina.

Il riscaldamento pre gara lo facciamo accanto… al falò che generosamente gli organizzatori hanno allestito e poi schierati alla partenza veniamo inondati dalla musica a palla che ci dà la giusta carica.

Pronti via, mi assesto su un buon ritmo che cercherò di tenere fino alla fine. Il percorso non è difficile anche se qualche variazione altimetrica la si sente. I primi Km sono su stradine sterrate con qualche pozzanghera e fanghiglia di troppo ma tutto sommato si corre abbastanza agevolmente. Al termine chiuderò i 13, 17 Km (dato Garmin) in 1.01.12 alla media di 4’39”/Km piazzandomi 11° di categoria (se tutto va bene premieranno i primi 10… vabbè l’importante è la soddisfazione morale). Ottima la scelta del pacco gara: oltre al cappellino di Babbo Natale anche una rete di arance… in questo periodo la vitamina C è d’obbligo. Alla prossima!

[dettagli su Garmin Connect]

giovedì 10 dicembre 2009

Maratona di Roma 2010: iscritto!

Stamattina nella mia casella di posta elettronica mi è arrivato questo messaggio:

Caro ALESSANDRO ORIZIO

la tua iscrizione alla XVI Maratona di Roma – 2010 è completa.
Quando ti sarà assegnato il pettorale potrai scaricare la lettera di conferma necessaria per il ritiro consultando la tua area riservata sul sito http://www.maratonadiroma.it.

Cordiali saluti,
Staff Maratona di Roma

Ed ecco cosa mi aspetterà, se arriverò ancora una volta a portare i miei piedi oltre la fettuccia dei 42195 metri:

LA MEDAGLIA 2010: ARTE PER VOI
In una fusione di metallo, la nuova fusione di sport ed arte firmata Nena.
L'artista assorbe l'epopea di Bikila e la reinterpreta. L'etiope trasfigura nell'inconfondibile runner androgino di Nena. Capelli lunghi e lineamenti europei. Ma piedi nudi e 11 sul petto. È il Corridore del Mondo, è bianco e nero insieme, campione e amatore. E' il messaggio di Abebe che innerva la passione di migliaia di maratoneti.
Il tradizionale slogan "Vinciamo ogni discriminazione" assume un significato insieme nuovo e antico: siamo tutti parte della stessa comunità. La pulizia del disegno è un inno alla semplicità liberatrice della corsa. La fattura artigianale dell'oggetto, un'esaltazione dell'unicità.
È la medaglia della Maratona di Roma 2010.
"Chiunque termina la maratona è un vincitore".
Tratto da La Grande Olimpiade, 1961

Sarò un pò sciocco ma devo dire che mi sento emozionato: è una nuova Grande Avventura che inizia.
Forza, vecchio mio, adesso l'unico avversario da battere... sei Tu.

mercoledì 9 dicembre 2009

Se il Melo non produce ci toccano le pere…

Sono imperdonabile... o no?
Mi sono completamente dimenticato che ieri sera c'erano le gare di Champions e, con sorpresa, stamattina mentre in macchina mi recavo la lavoro, ho saputo della terribile batosta juventina. Ancora sono incredulo...
ma sotto sotto me l'aspettavo, quando c'è da tirar fuori gli attributi noi italiani (calcisticamente parlando) ci troviamo "evirati" e così, invece delle magìe del Melo ci ritroviamo con ben quattro pere sul groppone! OK, lasciamo che gli "amati" nerazzurri ridano di gusto, e poi vediamo se stasera rideranno ancor di più.
Ma lasciamo perdere il calcio per carità (anche il Brescia che vuole salire in A ieri ha collezionato l'ennesima figuraccia, e poco importa che l'eroe sia stato il portiere avversario...) e parliamo di corsa.
Festa dell'Immacolata e mattinata passata con la corale per una bella esibizione nella Santa Messa al convento dell'Annunciata a Rovato. Nel pomeriggio, approfittando del cielo sereno anche se a volte soffiava qualche raffica di vento gelido, ho deciso di provare a fare la salita del monte Orfano partendo da casa a ritmo tranquillo (sui 5'15"/Km). E' stata una bella faticata ma tutto sommato ci sono riuscito abbastanza agevolmente fermandomi solo per una sosta di un minuto a riprendere fiato proprio davanti alla chiesa dei frati prima di raggiungere la casetta degli alpini più in alto per poi ridiscendere e tornare verso casa con un ritmo leggermente più alto (poco sotto i 5'/Km).
Credo che rifarò questo allenamento in salita per preparare al meglio la Montefortiana di gennaio.
In totale ho fatto 10,41 Km in 58'21" alla media di 5'36"/Km.
[dettagli su garmin connect]

lunedì 7 dicembre 2009

5-6 dicembre: finalmente...

Finalmente ho ripreso a correre, dopo una settimana di stop. Stop dovuto a circostanze varie:
  • il compleanno (volevo festeggiare con una bella corsa ma appena arrivato a casa "Guarda che stanno arrivando tua mamma e tuo fratello per farti gli auguri, vorrai mica che non ti trovino..." ho dovuto cambiare propositi).
  • la donazione AVIS: giovedì pensavo di fare una corsetta al mattino presto prima di andare a "farmi dissanguare" ma appena aperti gli occhi... ho lasciato vincere la pigrizia e non mi sono alzato ;(
Vabbè, mettiamoci pure un mezzo raffreddore, che per fortuna è passato, e il gioco è fatto. Però sabato pomeriggio e domenica mattina ho approfittato delle giornate serene e mi sono goduto due belle corsette attraverso le colline della mia terra: 16,5 Km sabato alla media di 5'08"/Km e 8,8 Km domenica alla media di 5'04"/Km. I dettagli su garmin connect [sab] e [dom].

Ieri mattina la temperatura era piuttosto freschina e ho infatti incrociato altri podisti e ciclisti tutti ben bardati; io invece ho corso (s)vestito leggero: calzoncini svolazzini e una maglietta a maniche corte con un giacchino antivento smanicato. Non avevo freddo, stavo bene. Ma, mi chiedo, sarà un pò azzardato correre così leggero? Mah... sentiamo i vostri consigli.

mercoledì 2 dicembre 2009

1957-2009 ...ho un anno di più



Ma che cosa è cambiato dopo che ti ho incontrato?

Direi non molto.
Ma che cosa è restato dopo che ti ho amato?
Direi non molto.
Ho un anno di più e qualcosa in meno, tu.
Ho un anno di più e qualcosa in meno, tu.
Ho un anno di più.
Io giocavo a pallone, sono il solito scarpone,
ma ancora gioco.
E per fare impressione, sai che imitavo il pavone,
ancora gioco.
Ho un anno di più e qualcosa in meno, tu.
Ho un anno di più e qualcosa in meno, tu.
Ho un anno di più.
Il mio vecchio editore, l' ho sempre fatto arrabbiare,
lavoravo poco.
Ora è quasi contento, dice che scrivo con più sentimento,
lavoro poco.
Ho un anno di più e qualcosa in meno, tu. ...
Ho un anno di più e qualcosa in meno, tu.
Ho un anno di più.
Ma che cosa è cambiato dopo che ti ho incontrato?
Direi non molto.
Ma che cosa è restato dopo che ti ho amato?
Direi non molto.
Un anno di più, un anno di più... un anno di più...
Ho un anno di più e qualcosa in meno, tu. ...
(Lucio Battisti)

Ma cosa è davvero cambiato dopo che ho incontrato questo bellissimo sport, la corsa, e questa bellissima comunità di pazzi, i bloggers?
Molto, direi, tante cose sono cambiate in me: è cambiato il mio fisico, è cambiato il mio spirito ma l'entusiasmo, quello no, quello è rimasto lo stesso di quando correvo in cortile, ragazzino, dietro a un pallone... sempre avanti, c'è ancora un traguardo che mi aspetta e poi ancora e ancora... finchè quel ragazzino che ho dentro avrà ancora energia e vita!
Grazie a tutti.


lunedì 30 novembre 2009

Maratonina internazionale di Padenghe

Difficile scrivere qualcosa di sensato, ma ci provo anche perchè una mezza maratona è pur sempre una rispettabile esperienza, bella, tosta, faticosa, emozionante quanto basta.
Tempo da stare a dormire ma poi per fortuna la pioggia che pareva imminente ci ha risparmiato. Avevo il cappellino da mettere all'occorrenza ma ho corso tutta la gara col cappellino in mano!
Il tempo finale (real time) è 1.41.06 e mi balza subito all'occhio quello che feci un anno fa: 1.41.07!
Gara fotocopia? Mah, direi di no. L'anno passato c'era il sole,faceva più freddo, partii appena appena dietro i primi e mi tirai un pochino il collo da subito; ieri invece.... e qui devo fare una premessa:
un anno di frequentazione di blog di corsa e forum hanno lasciato il segno: probabilmente ho scritto tante di quelle castronerie che ormai sono conosciutissimo. Avevamo deciso un incontro al ritiro pettorali ma stante il clima da pioggia imminente e la gran confusione non ho trovato nessuno salvo trovarli quasi tutti a ridosso della linea di partenza. Sono infatto appena arrivato con i miei compagni di squadra al castello, zona dello start e mentre loro si posizionavano vicino alla linea del via io mi sento chiamare "Ma tu sei Ale57?" "Ciao, sei quello che scrive sul blog?" "Alessandro, sei quello del forum?" Insomma, in breve tempo vedo, conosco, saluto e chiacchiero con un bel pò di gente che prima conoscevo solo virtualmente. Sono tutti bravi ragazzi, simpaticissimi (e maledettamente velocissimi). Io mi imbarazzo non poco e non posso fare a meno di notare che sono di gran lunga il più vecchio e quindi forse dovrei anche essere un pò più misurato in quello che scrivo...
Si parte ma io sono nelle retrovie e ci vorranno ben 47" per transitare sul tappetino della partenza, mentre i primi hanno già bruciato qualche centinaia di metri. Nei primi due Km in leggera salita vengo raggiunto e superato da altri amici "del web". Non vedo e non vedrò nessuno dei miei compagni di squadra (che infatti arriveranno tutti prima di me) ad eccezione di Claudio, esordiente, che raggiungo al 5° Km. Al 6° Km mi raggiunge Michele e corre bene, mi stacca, lo lascio andare e io cerco di tenere un ritmo sostenibile. Il percorso alterna salite e discese non impossibili ma lunghe. Dopo lo strappo del 16°Km la strada sale ancora per altri 2 Km e sento di faticare un pò; intanto ritrovo Michele e insieme faremo praticamente tutto il resto del percorso fino all'arrivo con gli ultimi 3 Km finalmente in discesa.
Dopo l'arrivo trovo Fatdaddy (ri-complimenti, il duro lavoro lo ha gratificato con un risultato eccezionale!) e altri che non cito per non far torto a nessuno. Ci facciamo anche un paio di foto e vado alla macchina per cambiarmi trovandola chiusa... poco male, mi fiondo al ristoro e mi pappo un bel piatto di tortellini fumanti, poi finalmente ritrovo i miei compagni e posso andare a rimettermi in sesto.
Ottimo e abbondante il ristoro e bello il pacco gara che io ho "scambiato" scegliendo una confezione di bottiglie di vino al posto della bella (ma per me sarebbe stata inutile) sacca.
Avevo preventivato una gara senza ambizioni, sull'1.45; l'ho chiusa meglio del previsto e mi accontento così. Certo che gli altri vanno come treni, beati loro....

Chicca finale: i magnifici tre!

venerdì 27 novembre 2009

In attesa della mezza di Padenghe

Eccomi alla vigilia dell'ennesima gara competitiva del 2009. Sarà l'ultima? Penso di sì, di sicuro sarà l'ultima di questo runner cinquantunenne anche perchè da mercoledì sarà già cinquantaduenne...

Si alternano previsioni meteo positive ad altre un pò più preoccupanti (pioverà? si, no, forse, probabile...) ma in questa stagione, pioggia o non pioggia, io vado decisamente meglio rispetto a quando fa più caldo.
In settimana ho fatto solo un'uscita mercoledì con Roberto ma gli 11,37 Km collinari (salita a Calino, discesa e poi salita a Bornato, ritorno dalla Costa) fatti a 4'54" di media ma soprattutto senza particolare affanno mi fanno ben sperare [qui i dettagli]. Obiettivo? Non saprei, stare attorno a 1h45' ma soprattutto divertirmi e godermi la corsa. Troverò anche (spero) gli amici del web (running forum e blogtrotters) e sarà bello incoraggiarci a vicenda e fare il pieno di belle emozioni da riversare poi nella rete.
Stasera farò un'ultima sgambata per non far arrugginire le gambe e domenica, con un pensiero affettuoso agli amici maratoneti a Firenze, via con un'altra avventura podistica.
Mi piace questo sport...

lunedì 23 novembre 2009

22 novembre: Castelmella - 10K - 44'27"

Oggi gara competitiva del circuito Hinterland Gardesano a Castelmella nell'immediata periferia sud di Brescia.
Avevo voglia di cimentarmi in una gara breve per testare la mia condizione in attesa della mezza maratona di Padenghe domenica prossima. La scelta è caduta su Castelmella per due motivi: era una gara competitiva e dunque "stimolante" abbastanza e poi eravamo un bel gruppo (10) della società e ci siamo dunque portati a casa un riconoscimento che fa sempre piacere.
Tempo meteo tutto sommato buono anche se la cappa di grigiume non era certo un bel biglietto da visita. Buona l'organizzazione, non granchè il percorso che prevedeva un lungo tratto lungo l'argine sterrato del Mella.
Dopo aver fatto un breve riscaldamento e salutato qualche amico con cui ci si ritrova ormai quasi sempre a queste manifestazioni domenicali, ci si prepara alla partenza. Pronti via e parto abbastanza deciso per non perdere subito terreno rispetto agli "extraterrestri" che viaggiano a 3' e qualcosa. Al terzo Km vedo e raggiungo Walter S. anche lui partito veloce. Il ritmo è elevato e sento che sono al limite delle mie possibilità (stò attorno ai 4.15-4.20). Lo sterrato del Mella mi mette subito un pò di freno ma vado abbastanza bene almeno fino al 6° Km dove inizio ad accusare un pochino di fiatone e rallento per portarmi attorno ai 4.40. Intanto mi ha raggiunto e superato Luca ma sò che i suoi tempi sono ancora inaccessibili per me. Finito lo sterrato gli ultimi 3 Km su asfalto li corro con meno fatica (4.26 - 4.30 - 4.18). Mi raggiunge Fabio, di Castegnato, va veloce e mi lascia indietro ma lo tengo puntato e arriverò a qualche metro da lui con il rettilineo finale, infinito, che mi vede fare una bella progressione. Stoppo il garmin a 44'27" a 9,98 Km. Non sò se rammaricarmi guardando la tabella dei miei personali (44'24" sui 10K) o se essere soddisfatto per aver tenuto una buona media (4.27 con 165 bpm di FC media e 175 bpm FC max).
Mi sono divertito ed è quello che conta.

[dettagli su Garmin Connect]

venerdì 20 novembre 2009

una telefonata inaspettata... mitico Bress!

Appena rientrato dalla pausa pranzo ero comodamente seduto in un luogo “particolarmente riservato” e stavo sfogliando una rivista, guarda caso, di corsa quando mi squilla il cellulare.

- Pronto?

- Buongiorno, sono il Bress!

Quale sorpresa!
E che emozione!
Proprio lui, il "mitico" Bress fulmineo presidente.
Per pura casualità avevo appena finito di leggere il suo ultimo post sul suo blog giusto per scoprire che si stà dando da fare, oltre che a correre (e quanto veloce corre, complimenti!), ad organizzare una gara tra amici che ha uno scopo particolare: quello di "ringraziare perché abbiamo la fortuna di avere due gambe che corrono".
Grazie Bress, mi ha fatto riflettere questa tua affermazione.
Di solito ci intestardiamo su ritmi, frequenze cardiache, strategie, allenamenti… e non si pensa mai che il solo fatto di poter disporre di tutte le facoltà fisiche non è per niente una cosa dovuta.
Tutto è grazia.
Il ringraziamento è il minimo che ci sia concesso di dover fare.

Sempre sulla stessa rivista (Runner’s world) ho letto una frase che mi è piaciuta, ed è questa:
“Il vero miracolo non è essere giunto al traguardo, ma aver avuto il coraggio di partire.”

Capitolo corsa: dopo l'uscita di mercoledì sera con Roberto, stasera si replica ma solo per un'oretta scarsa a ritmo tranquillo; in serata ho la riunione della mia società, stà per finire l'anno e gli adempimenti (FIDAL e altro) non finiscono mai...

martedì 17 novembre 2009

...e io corro...

Latita il mio blog.
Mi sono accorto che l'ultimo post riguardava la gara di Carpenedolo in cui ho avuto la bella soddisfazione del mio personale sulla mezza maratona.
E poi?
Il blog è rimasto desolatamente vuoto ma io non mi sono certo fermato. Non ho fatto granchè anche perchè al termine del lavoro si arriva a casa che è già buio e la motivazione di uscire a correre è direttamente proporzionale alla durata della luce solare; aggiungiamo poi che in queste giornate c'è stata anche quella pioggerellina noiosa di novembre che invoglia a dormire... e il gioco è fatto!
Come se non bastasse i miei "doveri" di presidente della mia società mi stanno rubando un bel pò di tempo....
Però, anche perchè vedo avvicinarsi inesorabili i miei "amici-avversari" di squadra che minacciano di superarmi alla prima occasione (e non mi riferisco solo a Fatdaddy) ho pensato bene di non fermarmi del tutto ma di uscire anche al buio a fare il mio percorso testando di volta in volta forza, resistenza, fiato, cuore e gambe.
  • mercoledì: 12,9 Km in 1.02.12 (giro dei boschi di Calino) [dettagli]
  • sabato: 14,09 Km in 1.14.23 (giro di Villa Pedergnano, Bellavista, Erbusco) [dettagli]
  • domenica: ripetute con le gambe soto il tavolo (favoloso pranzo di Cresima e Prima comunione del nipote alla trattoria "il gallo" di Clusane d'Iseo) [dettagli non disponibili]
  • lunedì: 10,89 Km in 52.14 (tre volte giro di Calino con salita dalla chiesa) [dettagli]

Ieri sera ho volutamente tenuto un ritmo abbastanza sostenuto, la media è risultata di 4'47"/Km e considerando l'ora tarda, il dopo cena e la salita fatta tre volte direi che mi posso considerare abbastanza soddisfatto.

Stamattina mi sono iscritto alla maratonina di Padenghe del 29 novembre.
Dovrebbe essere l'ultima competitiva del 2009...forse...

domenica 8 novembre 2009

Maratonina del Basso Garda: il PB che non t'aspetti!!!

Cosa sono sei-secondi-sei?

Oggi appena conclusa la maratonina di Carpenedolo, (detta abbastanza impropriamente "del Basso Garda" in quanto il Garda non lo si vedeva neppure col binocolo) ho realizzato che per una manciata di secondi non avevo migliorato il personale. A casa invece, apro il sito TDS e, sorpresa!, il mio real time 1.37.19 è il nuovo PB sulla mezza maratona.
Cosa sono sei piccolissimi secondi? Nulla di più di un soffio; per me lo spartiacque tra una prova buona e una da incorniciare.
La mattina si preannuncia molto difficoltosa: alla partenza (stavolta siamo un bel gruppo numeroso della mia società) piove e fa freddo anche se la pioggia è leggera ma verso sud, in direzione di Carpenedolo nuvoloni neri ci dicono che sarà una mattinata bagnatissima.

Il primo problema è "cosa indosso?" ma alla fine decido (scelta azzeccatissima) di non vestirmi troppo pesante, solo una maglietta bianca a mezze maniche sotto la canotta sociale, pantaloncini "estivi" e cappellino in testa.
Mentre ci rechiamo a Carpenedolo lungo la strada ci sono un sacco di poliziotti e volontari del traffico che presidiano ogni uscita della tangenziale; oggi è il giorno della visita del Papa a Brescia e c'è il rischio di trovare le strade chiuse, ma invece è tutto ok. Penso alla sfortuna dei numerosi fedeli e ragazzi che si accalcheranno in città per vedere e ascoltare il Papa con la pioggia incombente!
Quando è l'ora della partenza come per miracolo la pioggia si arresta e per i primi 10 Km si corre all'asciutto (almeno in alto perchè le pozzanghere sono numerosissime e nel giro di poco i piedi sono già belli bagnati). Corro regolarmente attorno ai 4.30 anche se il garmin non lo guardo quasi mai. Dopo la metà gara inizia un forte vento contrario e trasversale e riprende a piovere. Io ho raggiunto il mio amico Walter S. e nel transito in centro a Montichiari noto che si è staccato ma io proseguo anche se adesso la pioggia è ripresa più forte. Da Montichiari a Carpenedolo la strada non presenta asperità e la corsa è fluida. Al 14° Km prendo un gel, memore delle difficoltà di Venezia, vedo che va tutto bene, sono affaticato ma noto che il mio passo è ancora buono. Davanti ho lunghi tratti di vuoto mentre dietro sento sempre il rumore caratteristico dei piedi che calpestano l'asfalto: stò facendo da lepre a tanti ma non mi importa, il "nemico" da battere sono io. Guardo il garmin e capisco che ho nelle gambe la possibilità di chiudere sotto l'ora e quaranta, il muro dei 100 minuti.
A 3 Km dall'arrivo faccio una rapida operazione 3x5=15, ancora 15 minuti, salvo crolli inattesi il muro dei 100 minuti è ampiamente abbattibile. Ultimo Km mi dico che dovrei rallentare per tentare il tutto per tutto negli ultimi metri ma non rallento, proseguo con passo regolare. Ultima curva, il gonfiabile a poco più di un centinaio di metri e lo speaker che urla "siamo a un'ora e trentasette". NO... il mio PB è 1.37.25 troppo distante il traguardo e infatti lo raggiungo e il garmin mi dice 1.37.31 peccato! Solo pochi secondi in più, ma sono contento perchè ho corso bene e nonostante pioggia, vento e freddo ho fatto un bel tempo (riferito ovviamente alle mie possibilità).

A casa accendo il pc e..... sorpresa, bella, grande, gratificante sorpresa!
Piove e c'è un cielo grigio ma per me oggi è una giornata bellissima!
Grazie amici!

[dettagli su Garmin connect]

venerdì 6 novembre 2009

Quei muri appesi ai Crocefissi…

Il mio post precedente ha scatenato un mezzo "vespaio": dovevo prevederlo.
Ringrazio coloro che hanno voluto commentare, a favore della mia idea o contro. Non voglio replicare, dovrei scrivere un poema e non ne ho il tempo e nemmeno mi piace usare questo blog per arrischiarmi su terreni "minati".
Vorrei però precisare che l'aggettivo "laico" non ha un significato anticristiano come purtroppo sembra averne nella cultura odierna. Io sono un laico anche se credo in Dio e nella Chiesa; sono un laico perchè la mia scelta di vita è stata di non essere un prete. Laico è chi non appartiene al clero: questo è il vero significato della parola "laico", non altro.
Voglio chiudere la parentesi riportando le riflessioni di un grande giornalista cattolico ( e come tale un tantino oscurato dai media): Antonio Socci. Mi pare una bella sintesi e lo ringrazio per aver scritto ciò che segue.

Gesù è stato giudicato – duemila anni fa – dalle varie magistrature del suo tempo. E sappiamo cosa decise la “giustizia” di allora.
Oggi la Corte europea di Strasburgo ha emesso una sentenza secondo cui lasciare esposta nelle scuole la raffigurazione di quell’Innocente massacrato dalla “giustizia umana” viola la libertà religiosa.
E’ stato notato che semmai il crocifisso ricorda a tutti che cosa è la giustizia umana e cosa è il potere ed è quindi un grande simbolo di laicità (sì, proprio laicità) e di libertà (viene da chiedersi se gli antichi giudici di Gesù sarebbero contenti o scontenti che una sentenza di oggi cancelli l’immagine di quel loro “errore giudiziario” o meglio di quella loro orrenda ingiustizia).
Ma discutiamo pacatamente le ragioni della sentenza di oggi: il crocifisso nelle aule, dicono i giudici, costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.
Per quanto riguarda la prima ragione obietto che quel diritto dei genitori è piuttosto leso da legislazioni stataliste che non riconoscono la libertà di educazione e che magari usano la scuola pubblica per indottrinamenti ideologici.
La seconda ragione è ancor più assurda. Il crocifisso sul muro non impone niente a nessuno, ma è il simbolo della nostra storia. Una sentenza simile va bocciata anzitutto per mancanza di senso storico, cioè di consapevolezza culturale, questione dirimente visto che si parla di scuole. Pare ignara di cosa sia la storia e la cultura del nostro popolo.
Per coerenza i giudici dovrebbero far cancellare anche le feste scolastiche di Natale (due settimane) e di Pasqua (una settimana), perché violerebbero la libertà religiosa.
Stando a questa sentenza, l’esistenza stessa della nostra tradizione bimillenaria e la fede del nostro popolo (che al 90 per cento sceglie volontariamente l’ora di religione cattolica) sono di per sé un “attentato” alla libertà altrui.
I giudici di Strasburgo dovrebbero esigere la cancellazione dai programmi scolastici di gran parte della storia dell’arte e dell’architettura, di fondamenti della letteratura come Dante (su cui peraltro si basa la lingua italiana: cancellata anche questa?) o Manzoni, di gran parte del programma di storia, di interi repertori di musica classica e di tanta parte del programma di filosofia.
Infatti tutta la nostra cultura è così intrisa di cristianesimo che doverla studiare a scuola dovrebbe essere considerato – stando a quei giudici – un attentato alla libertà religiosa. In lingua ebraica le lettere della parola “italia” significano “isola della rugiada divina”: vogliamo cancellare anche il nome della nostra patria per non offendere gli atei? E l’Inno nazionale che richiama a Dio?
Perfino lo stradario delle nostre città (Piazza del Duomo, via San Giacomo, piazza San Francesco) va stravolto? Addirittura l’aspetto (che tanto amiamo) delle vigne e delle colline umbre e toscane – come spiegava Franco Rodano – è dovuto alla storia cristiana e ad un certo senso cattolico del lavoro della terra: vogliamo cancellare anche quelle?
Ma non solo. Come suggerisce Alfredo Mantovano, “se un crocifisso in un’aula di scuola è causa di turbamento e di discriminazione, ancora di più il Duomo che ‘incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporrà l’abbattimento di entrambi?”
Signori giudici, si deve disporre un vasto piano di demolizioni, di cui peraltro dovrebbero far parte pure gli ospedali e le università (a cominciare da quella di Oxford) perlopiù nati proprio dal seno della Chiesa?
Infine (spazzata via la Magna Charta, san Tommaso e la grande Scuola di Salamanca) si dovrebbero demolire pure la democrazia e gli stessi diritti dell’uomo (a cominciare dalla Corte di Strasburgo) letteralmente partoriti e legittimati (con il diritto internazionale) dal pensiero teologico cattolico e dalla storia cristiana?
La stessa Costituzione italiana – fondata sulle nozioni di “persona umana” e di “corpi intermedi” (le comunità che stanno fra individui e Stato) – è intrisa di pensiero cattolico. Cancelliamo anche quella come un attentato alla libertà di chi non è cattolico?
E l’Europa? L’esistenza stessa dell’Europa si deve alla storia cristiana, se non altro perché senza il Papa e i re cristiani prima sui Pirenei, poi a Lepanto e a Vienna, l’Europa sarebbe stata spazzata via diventando un califfato islamico.
Direte che esagero a legare al crocifisso tutto questo. Ma c’è una controprova storica. Infatti sono stati i due mostri del Novecento – nazismo e comunismo – a tentare anzitutto di spazzare via i crocifissi dalle aule scolastiche e dalla storia europea.
Odiavano l’innocente Figlio di Dio massacrato sulla croce, furono sanguinari persecutori della Chiesa e del popolo ebraico (i due popoli di Gesù) che martirizzarono in ogni modo e furono nemici assoluti (e devastatori) della democrazia e dei diritti dell’uomo (oltreché della cultura cristiana dell’Europa e della civiltà).
Il nazismo appena salito al potere scatenò la cosiddetta “guerra dei crocefissi” con la quale tentò di far togliere dalle mura delle scuole germaniche l’immagine di Gesù crocifisso.
Non sopportavano quell’ebreo, il figlio di Maria, e volevano soppiantare la croce del Figlio di Dio, con quella uncinata, il simbolo esoterico dei loro dèi del sangue e della forza. Lo stesso fece il comunismo che tentò di sradicare Cristo dalla storia stessa.
Se le moderne istituzioni democratiche europee si fondano sulla sconfitta dei totalitarismi del Novecento, non spetterebbe anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo considerare che la tragedia del Novecento è stata provocata da ideologie che odiavano il crocifisso (e tentarono di sradicarlo) e che i loro milioni di vittime si ritrovano significate proprio dal Crocifisso?
Non a caso è stata una scrittrice ebrea, Natalia Ginzburg, a prendere le difese del crocifisso quando – negli anni Ottanta – vi fu un altro tentativo di cancellarlo dalle aule: “Non togliete quel crocifisso” fu il titolo del suo articolo. Scriveva: “il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? (…) Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano”.
La Ginzburg proseguiva: “Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo… prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini… A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola”.
Con tutto il rispetto auspichiamo che pure i giudici lo apprendano. “Il crocifisso fa parte della storia del mondo”, scrive la Ginzburg.
Infine il crocifisso è il più grande esorcismo contro il Male. Infatti non è il crocifisso ad aver bisogno di stare sui nostri muri, ma il contrario. Come dice un verso di una canzone di Gianna Nannini: “Questi muri appesi ai crocifissi…”. Letteralmente crolla tutto senza di lui, tutti noi siamo in pericolo.
Per questo potranno cancellarlo dai muri e alla fine – come accade in Arabia Saudita – potranno proibirci anche di portarne il simbolo al collo, ma nessuno può impedirci di portarlo nel cuore. E questa è la scelta intima di ognuno. La più importante.
Antonio Socci

Dal prossimo post tornerò a parlare di corsa, degli allenamenti fatti di cui non ho ancora dato il resoconto e dei programmi futuri. Intanto stò raccogliendo le storie dei bloggers per vedere di farne una pubblicazione, semplice, ma che le riunisca tutte. Il titolo? "Blogtrotters, storie di corsa e di cuore".

venerdì 30 ottobre 2009

E adesso che faccio?

La fettuccia sul lastricato di Riva dei sette martiri a Venezia ha segnato un traguardo non solo per la mia maratona ma anche per i miei impegni programmati.
A chi mi chiedeva “cosa hai intenzione di fare a novembre e dicembre?” rispondevo, convinto “Vedrò dopo Venezia in che condizioni fisiche e psicologiche ne uscirò e poi penserò al futuro”.

Ecco, archiviata la mia seconda maratona, guardo avanti e, a parte la mezza di Carpenedolo che è qui dietro l’angolo (8 novembre) a cui mi ero iscritto assieme ai miei compagni di squadra in tempo utile per usufruire della tariffa scontata, per il resto la mia agenda podistica è ancora intonsa.
Dopo una prova come la maratona che richiede mesi di preparazione e si prende una overdose di energie anche emozionali, è facile cadere in una sorta di svuotamento motivazionale pericolosissimo. E’ come quando hai dato un esame a cui hai dedicato giorni e giorni di preparazione e sacrificato tante risorse. Ci si sente talmente appagati che si ha solo voglia di staccare la spina col rischio di rimanere ben presto in “black out”.

E allora caro Sandro è tempo di smettere di voltarsi indietro e compiacerti per l’impresa compiuta (immortalata da diplomi, filmati, fotografie e quant’altro racimolato nel web), ma di riprendere in mano la situazione e trovare subito un altro traguardo.

Il primo pensiero appena chiusa la maratona è stato “Mai più, questo massacro non fa per me”; il secondo “Voglio subito farne un’altra, è troppo bella”.
Mi tenterebbe, lo ammetto, Reggio Emilia, il 13 dicembre ma è il giorno di Santa Lucia (che porta i doni ai bambini) e non posso far torto alla mia piccola Francesca, e neppure a Cecilia perchè sarebbe la classica goccia che fa traboccare il vaso e mi troverei col rischio grossissimo di essere “defenestrato” da casa !!!
Escludo per ora altre località non raggiungibili nella stessa giornata della gara; anche il budget ha le sue esigenze e purtroppo a fine mese si fa sempre più fatica ad arrivare…

Lascio perciò la parola e i suggerimenti ai miei lettori: voi cosa mi consigliate?

Ah, dimenticavo di postare l'allenamento fatto ieri sera, con Roberto. 10 Km a ritmo che per me era un tantino tirato, a circa 5/Km considerato anche che non era pianeggiante. Sul finale ho provato a fare un paio di allunghi: tutto bene ma non ho osato rischiare più di tanto.
I dettagli qui su Garmin Connect.

mercoledì 28 ottobre 2009

Analisi tecnica semiseria della mia Venice Marathon: alla ricerca di un senso (ma c’è?)

A bocce ferme, smaltiti i postumi, i traumi, l’acido lattico, le fatiche, le delusioni, (le emozioni quelle no), ho raccolto i risultati della mia corsa e incrociando, accorpando, estrapolando e “masturbando” gli aridi numeri cerco di trovare un qualche filo logico che mi dia consapevolezza e convinzione (e magari anche qualche nascosto motivo di soddisfazione).
Lunedì sera ho fatto una corsetta di circa una decina di Km per sciogliere la muscolatura e devo dire che è stata una scelta giusta. Adesso mi sento molto meglio e metabolizzo che ho portato a termine un'altra bella impresa che alla mia età non tutti possono vantare...e me ne vanto io!


Dunque, di fronte ai numeri di primo acchito affermo senza tema di smentita che “non è andata così male come al primo momento pensavo”.
E’ vero, avevo incautamente inseguito un obiettivo, quello di finire entro le 3 ore e 50 minuti ma avevo fatti i conti senza l’oste, senza sapere nulla di nulla sul percorso e sugli ostacoli tecnici, fisici, psicologici ed altro che avrei trovato.


Iniziamo dunque a leggere la prima tabella, quella dell’andamento chilometrico dove si nota subito che per i primi 2/3 di gara mi sono mosso praticamente col pilota automatico inserito: ritmo regolare attorno ai 5.15-5.20 e frequenza cardiaca da passeggiata romantica. Ricordo infatti il senso di tranquillità e serenità che ho provato sia sulla riviera del Brenta che nel tratto cittadino di Mestre fino al “maledetto” parco san Giuliano.
Ma poi non è che abbia sbattuto contro il famoso muro (il “drago”), direi che in realtà si è trattato di un affaticamento progressivo generale ma non ho avvertito dolori o crampi, neppure alla fine e il cuore ha sì accelerato ma come si nota la FC MAX non ha mai superatoi 155 bps, dunque a livello fisiologico non ero proprio messo male.
Credo che oltre alla sfera psicologica (quel parco infinito mi ha davvero provato) si sia trattato di una concausa di due errori che ho commesso (mea culpa, mea culpa, sapevo di sbagliare e.. ho sbagliato):
1 – aver bevuto fino al 35° Km solo acqua (e va bene) ma poi aver preso un integratore salino che mi ha “chiuso” lo stomaco.
2 – non aver ingerito nulla di solido (un frutto oppure un gel) col risultato di aver esaurito le scorte energetiche.


La tabella successiva mi dà un motivo in più di consolazione perché mi fa capire che se ho sbagliato io, ebbene sono stato in buona compagnia visto che ho gradualmente recuperato posizioni dall’inizio alla fine nonostante l’evidente flessione cronometrica.
Ho per curiosità inserito anche gli indici IP (indice di posizione), IS (indice sesso), IC (indice categoria) che mi fa vedere il mio piazzamento, fatti 100 i partecipanti, rispettivamente nella classifica generale, in quella dei solo maschi, in quella della mia categoria. Alla fine registro che essendo inferiori a 50 tutti i tre indici vuol dire che mi piazzo sempre nella prima metà della classifica.

Tutto bene? Non so, certamente riguardare ciò che si è fatto è utile per fare esperienza e per non rifare alla prossima maratona gli stessi errori.
Ma di essere libero di farne altri!

lunedì 26 ottobre 2009

Maratona di Venezia: il drago e l'angelo

Venezia. Da anni mi dicevo “prima o poi ci devo andare”, è una città unica e bellissima, è a poco più di 150 Km da casa mia ma c’è voluta la maratona per farmi ritornare a godere di queste bellezze straordinarie che tutto il mondo ci invidia. L’occasione era anche propizia per festeggiare con Cecilia il nostro 20° anniversario di matrimonio e così ci siamo fatti un week end unendo entrambe le cose.
Nessuno della mia squadra a farmi compagnia (che sapessero già a cosa sarei andato incontro?) ma per fortuna mi sono aggregato agli amici della Libertas Castegnato, società di cui ho fatto parte prima della fondazione della nostra e con i quali mi lega una bella amicizia cementata dalla comune passione podistica e la condivisione della maratona di Roma. Mancava Alberto (Bibe) appiedato da un infortunio fisico che l’ha un po’ depistato dal running (magari la concausa potrebbe essere il matrimonio…) ma ci ha raggiunto alla partenza da Castegnato per darci il saluto e l’incoraggiamento.
Il viaggio l’ho fatto con Massimo accompagnato dalla moglie e dal figlio e così anche le nostre signore hanno trovato subito il modo di “legare” e pianificare la loro vacanza a Venezia nella mattinata di domenica in attesa della conclusione della nostra gara.
Il sabato l’abbiamo passato a fare i turisti per le calli e i canali veneziani (con supplemento di fatica che ovviamente non doveva essere fatta prima della maratona…).
La notte però ho dormito profondamente, l’ansia della gara era svanita, ero consapevole che ormai quel che avevo seminato avrei raccolto e se la semina fosse stata scarsa non avrei dovuto aspettarmi miracoli, ma ero fiducioso.
Al mattino, dopo una buona colazione, rigorosamente dedicata all’immagazzinamento corporeo di carboidrati e zuccheri si sale sul pullman che ci porterà alla partenza a Stra. E lì li vedi tutti i maratoneti, chi più chi meno tesi e concentrati e pronti all’arrembaggio.
A Stra nella moltitudine incredibile di atleti quasi subito noto la sagoma inconfondibile di Albertozan e poi di Gianluca Master runners, poi alla spicciolata incontro diversi blogtrotters e amici di running forum.
E’ bello ritrovarsi così dopo che gli appuntamenti programmati erano “ovviamente” saltati; ognuno ha i suoi personali obiettivi ma ci sentiamo veramente uniti come un’unica famiglia e ci si dà appuntamento sui rispettivi blog/forum.
Ma occorre affrettarsi, il tempo passa e c’è da cambiarsi, consegnare le sacche e ingabbiarsi nei rispettivi settori (io sono in quello di mezzo, stavolta non più in fondo a tutti come a Roma). Alle 9.30 dopo che prima erano partiti i “professionisti” e i disabili ecco il via.
Inizia la mia seconda maratona.
Sono intruppato tra gente sconosciuta con cui ci si scambia qualche battuta al momento; gli altri sono dispersi, chi in altri settori, chi nel mio stesso ma non li vedo. Appena trovo spazio inizio a ingranare il mio passo, regolare, tra i 5.15 e i 5.20.
Stò bene, mi godo anche la bella riviera del Brenta, ad ogni paese attraversato l’incitamento della folla e soprattutto dei bambini che chiedono il “cinque” mi fa provare brividi di emozione. La maratona è un evento e io sono parte di esso. Il cielo è leggermente velato e per i primi 15 Km il sole non ci dà fastidio, il clima è ideale, il ritmo è regolare.
Finisce la riviera del Brenta e da Malcontenta ci si inoltra nella zona industriale di Marghera. Mi ero preparato psicologicamente a questo passaggio immaginandolo brutto e deprimente anche per le probabili prime avvisaglie di stanchezza, invece grazie anche al cielo sereno e al fatto che stò bene e non avverto stanchezza e fatica vado avanti contento, sorrido e gusto la corsa.
A Mestre addirittura sento un’orchestrina che intona la canzone di Battisti “dieci ragazze per me…” e mi metto addirittura a cantare!
Intanto è passata la boa della mezza maratona (1.52.31 il mio real time); i pacers delle 3.50 sono dietro e se tutto dovesse andare bene chiuderei davvero attorno a quel tempo stabilendo il mio nuovo personale.
Ma il “drago” è lì che mi stà aspettando e io inconsapevole mi ci stò dirigendo contro.
Qual è il punto più difficile? Il ponte della libertà dicono tutti e invece no, per me è il parco San Giuliano, quel maledetto polmone verde che ci fanno attraversare facendoci girare in su e in giù con saliscendi e che non finisce mai.
Al passaggio del 30° Km mi raggiunge Massimo, abbastanza stravolto e in palese difficoltà; vedendo lui ecco la prima zampata del “bastardo”, mi sento in crisi anch’io e faccio un tratto al passo; passano i pacers delle 3.50 ed è la seconda zampata, Massimo si ferma stremato, è la terza zampata.
Ho uno scatto d’orgoglio, finalmente il parco è finito e si sale verso il ponte della libertà.
Qui è il mio riscatto, vedo Venezia laggiù, so che saranno ancora 4 Km prima della fine del ponte, vedo un sacco di gente ferma, al passo, a fare stretching ma io vado con la mia corsa, non più fluida e veloce ma continua, mi dico che il mostro è stato abbattuto, mi ha colpito ma non mi ha fermato, adesso sono io che detto le regole.
Ma lui, il “bastardone” non è morto, è la che mi attende per darmi il colpo di grazia.
Al Tronchetto mi azzanna di nuovo, mi metto a camminare cercando di raschiare il fondo delle mie residue energie.
Ed ecco un angelo, un salvatore che mi strappa letteralmente dalle fauci della bestia. E’ Gianluca Master runners, mi si affianca mi incita mi sprona, mi spinge, mi vede in palese difficoltà e cerca di darmi pensieri positivi, siamo a Venezia, il tratto brutto del porto finirà, poi viene la parte spettacolare.
Breve sosta al ristoro del 40° Km, il 40° diamine…è finita no?
No, ci sono i 14 ponti come le 14 stazioni della Via Crucis… ma  percorro i primi ritrovando un barlume di energia, sempre con Gianluca al fianco che mi grida di non mollare.
Ecco il lungo ponte sul Canal Grande, di là c’è San Marco, folla immensa e osannante, non ce la faccio più, cammino per un tratto, l’incitamento della folla mi fa riprendere la corsa, siamo in vista del traguardo, ancora 7 ponti, la salita sulle passerelle riesco a farla bene ma non finiscono più…
L’ultimo sforzo, laggiù l’arrivo.
Sento un urlo di incitamento, è Cecilia.
Accenno uno scatto, non so come ma ecco la fine, sotto le 4 ore ma sono stravolto.
Mi appoggio alla transenna e poi si deve defluire, mi danno una sacca di viveri, la medaglia al collo, la sacca degli indumenti….
Mi dirigo come uno zombie a cercare un punto per riuscire a cambiarmi, sento lo stomaco chiuso, la stessa brutta sensazione di Roma, ma stavolta non ho mangiato ai ristori, ho solo bevuto acqua, e un bicchiere di integratore salino dopo il 35° Km, ma probabilmente è quello che non riesco a digerire.
Dopo un lungo tempo e un piacevole incontro con altri amici di running forum finalmente mi ricongiungo con Cecilia e con gli altri del nostro gruppo. Qualcuno ha avuto una crisi spaventosa, qualcuno è andato meglio ma siamo tutti molto provati.
Il ritorno è da incubo; io non riesco a digerire e l’ondeggiamento della zattera in attesa, lunghissima, di un vaporetto, col sole che picchia in faccia non è certamente una situazione agevole.
Dopo una buona mezzora però riesco a digerire e allora esco dal tunnel, mi sento molto meglio e analizzo la mia gara.
Mi consola la regolarità dei primi 30 Km; sono un po’ deluso perché avevo in mente un obiettivo diverso ma ancora di più perché sono arrivato troppo stravolto; a Roma provai brividi di emozione che qui invece non ho provato se non nella prima parte di gara. A sera poi la delusione di vedere il mio real time un paio di minuti superiore a quello segnato dal mio garmin per cui non ho neppure limato il tempo di Roma.
E’ stata però tutto sommato una bella esperienza; la maratona è una gara dura e va affrontata con serietà nella preparazione. I lunghi occorre farli. Adesso però stacco la spina per un certo periodo e poi analizzerò meglio cosa è andato bene e cosa è andato male… il maratoneta è stanco… ma un maratoneta non si arrende e sa che ogni sofferenza tempra il corpo e lo spirito.. e io SONO un maratoneta.


[dettagli su Garmin Connect]


giovedì 22 ottobre 2009

Sono pronto? No... si... boh....

Non sò perchè scrivo questo post, forse per esorcizzare la paura che come un tarlo si stà insinuando in me e sale piano piano ma inesorabile e mi fa tremare le mani e battere il cuore.
Probabilmente perchè ho bisogno di sentirmi vicino, sia pure virtualmente, gli amici che son certo mi possono capire.

In fin dei conti è "solo" una corsa, mi dico, e assisto quasi impotente a questa battaglia che si stà scatenando nella mia mente:
sono pronto diamine, mi sono allenato, non è la prima volta, ho appena fatto una mezza maratona senza problemi....
non sono pronto, non ho fatto diligentemente la preparazione, il clima sarà più caldo e umido, il ponte della libertà mi prosciugherà di ogni energia, a Roma fu un miracolo e quelli non si possono ripetere...

Al lavoro non riesco a concentrarmi, ho letto articoli, libri, consigli vari su come addomesticare la mente ma sembra che l'effetto non sia quello previsto.

Intanto raccolgo i risultati del sondaggio e leggo che molti hanno fiducia nel fatto che io riesca a chiudere entro le 4 ore (i 2 bontemponi che mi pronosticano entro le 3.30 non li considero, così come spero non abbia ad aver azzeccato quello che mi dice che non la finirò).

Sì, ormai è tutto pronto,"tutto è compiuto"; rimane solo da abbeverarsi al fiele amaro della sofferenza.

Esagero, lo sò, mi faccio paranoie assurde ma le voglio scrivere e chissà che "dopo" non mi rimanga da sorridere a rileggerle.

Ma è una traccia di me che voglio lasciare qui, che voglio lasciare qui, adesso.
A Venezia ho già altro da portare....
grazie amici.

lunedì 19 ottobre 2009

18 ottobre: maratonina di Cremona.

Una bella gara, un'ottima soddisfazione, era da tempo che non provavo il gusto di correre bene come stamattina.
Dopo i dubbi e le preoccupazioni a causa del dolore sciatico che mi ha colpito alla gamba destra ho fatto un pò di riposo e sono uscito venerdì sera per testare la mia condizione. Avevo in programma un giretto breve a ritmo maratona (attorno a 5.15) ma strada facendo ho voluto allungare, stavo bene e avevo davvero voglia di godermi la corsa, così i Km sono diventati 12,5 alla media di 5.10/Km
(vedi dettagli su Garmin Connect).

Da lì la decisione di andare a Cremona e di fare la mezza a ritmo maratona.
Parto assieme al mio compagno di squadra Valter Sbardellati e passiamo a raccogliere anche Alberto a Castegnato che porterà lo striscione dei blogtrotters perchè l'intenzione è quella di fare un blogpoint con gli amici bloggers che ci saranno a Cremona. Fa fresco, anzi direi freddo (3°C) ma è secco. E' il clima che piace a me anche se i gradi sono effettivamente pochini. Scendendo in autostrada verso Cremona è bello vedere i campi coperti da un leggero strato di nebbia che li fa sembrare dei mari... Arrivati ci rechiamo al ritiro pettorali, il freddo è lievemente calato (i gradi sono diventati 6) e io decido che correrò solamente con la canottiera senza niente sotto (e tale scelta si rivelerà azeccatissima). Intanto mi frulla un pensiero tra il serio e il faceto "tentare di fare una grande prestazione per fare il pieno di motivazione per Venezia", lo dico ad alta voce e mi merito i rimbrotti dei miei compagni d'avventura. In realtà temo che la gamba faccia brutti scherzi e il dolore sciatico mi riprenda all'improvviso. Dopo un pò di tempo passato ad aspettare i blogtrotters (arriveranno man mano Mic, Walter e Daniele) si va al deposito borse per non correre il rischio di arrivare in zona partenza troppo tardi. Là incontrerò Filippo, Innovatel e un altro runner di running forum. Saluti, strette di mano, pacche sulle spalle e foto di rito. Ma è ora di posizionarsi alla partenza. Perdo di vista tutti quanti e mi infilo nella già lunga teoria di podisti cercando di guadagnare qualche posizione. Vedo e raggiungo Daniele e finalmente arriva il momento del via. Parto cercando di tenere un passo regolare ma capisco già subito che il ritmo maratona non sarà certamente quello che stò facendo, attorno ai 5/Km. Dopo la comprensibile confusione iniziale la strada si fa più libera e io corro e corro bene; ogni tanto penso che oggi è il compleanno della mia Francy (8 anni) e sorrido, penso che chi mi avrà guardato avrà pensato a chissà che cosa, un sorriso da ebete eppure sentivo una gioia dentro che non mi faceva avvertire minimamente la fatica. Non riesco neppure a descrivere cosa provavo, una sensazione di beatitudine e di serenità, una voglia di correre che riempiva ogni fibra del mio corpo. Al 7° Km raggiungo i pacers dell'1.45 ma io vado col mio passo (tra i 4.50 e i 4.55) e dopo un pò li lascio indietro. Non voglio forzare ma solo godermi la corsa, al diavolo le preoccupazioni e le precauzioni; stò bene, le gambe girano bene, dolori non ne sento. Passa anche il 10° Km (49'08"), ecco la seconda metà gara e si ritorna verso la città, poi ecco il Po, ultimo parziale al 18° Km (1.28'08"). Poco dopo mi sento chiamare, è Daniele, autore di una prova maiuscola; l'effetto è quello di una sferzata, accelero insieme con lui e gli ultimi Km pur in leggera salita li faccio a 4.52, 4.37, 4,32 e taglio il traguardo con un ultimo sforzo per non farmi passare proprio sul tappeto rosso. Il tempo finale dice 1.42.55 non granchè ma ciò che conta è che non ho nessun fastidio, e neppure nessun affanno (la frequenza cardiaca media risulterà di 147 bps con punta massima di 162 bps.
Ma la cosa più bella è che registro un negative split per la prima volta, quando solitamente registravo un calo netto nella seconda parte.
[dettagli su Garmin Connect]



E adesso settimana di scarico fisico e di carico emozionale: Venezia arrivo!!!

lunedì 12 ottobre 2009

Dubbi a meno di 15 gg da Venezia

Il problema al collo si è risolto in un paio di giorni, era semplicemente un colpo di freddo.
  • Venerdì sera ho fatto una corsa in solitaria lungo il percorso della nostra gara sociale di maggio, dunque sufficientemente impegnativo ma non "estremo". Faccio i primi 2 Km e improvvisamente avverto un dolore forte che dalla base del gluteo scende fino a dietro il ginocchio destro. Stringo i denti e continuo ma sento la gamba come anestetizzata; la sensazione dolorosa e di torpore si protrae per altri 3-4 Km poi lentamente sparisce e posso chiudere il mio allenamento senza ulteriori conseguenza ma intanto la testa elabora foschi presagi...
  • Ieri mattina, dopo aver riposato nella giornata di sabato, vado con Valter C. ad Almè, poco oltre Bergamo, per partecipare ad una non competitiva che mi possa servire come lungo. La gara sembra ideale, sono previsti vari percorsi e quello più lungo è indicato di lunghezza pari a 27 Km (al garmin si riveleranno poi essere soltanto 25). Al risveglio non stavo bene, testa dolente e senso di spossatezza pur avendo dormito profondamente. Prendo un antiffiammatorio e decido che comunque non posso saltare l'allenamento. Giungiamo ad Almè abbastanza presto e nonostante il freschino correrò soltanto con la canotta. Per i primi 5 Km con una prima salita già affrontata sono ancora semiaddormentato e non sò se stò correndo o no, poi pian piano mi sento sempre meglio e pur non tenendo un ritmo elevato (ma il percorso è decisamente nervoso con saliscendi su sterrato abbastanza impegnativi) chiudo il percorso senza avvertire troppa fatica, anzi dopo una mezzoretta mi sento come se non avessi faticato per nulla. Il dolore di venerdì non si è fatto sentire. Valter, attardato da un "pit stop  tecnico" è arrivato dopo una decina di minuti. Bella corsa, ben organizzata, segnalazioni ottime (addirittura ogni Km segnalato anche se poi alla fine saranno due di meno). Unica pecca quella di non aver resettato il garmin in partenza e così ho potuto recuperare i dati non senza difficoltà.
Ora i dubbi sono essenzialmente riconducibili a questo: Venezia si avvicina, la tabella di preparazione che a suo tempo mi passò Bibe l'ho tralasciata concentrandomi su lavori diversificati e qualche lungo che però, ahimè, non è stato più lungo di 31 Km. 
  • Basterà? 
  • Ieri forse era meglio fare un lungo più lungo e meno collinare? 
  • E domenica prossima faccio bene a correre la mezza di Cremona? 
  • E se la faccio a che ritmo, a quello che di solito tengo nelle mezze tentando di avvicinare il mio PB oppure no?
Confido nei consigli dei miei amici virtuali (e, se necessario picchiate pure duro, se lo merito).

Ecco i dettagli su garmin connect:
[allenamento di venerdì]
[corsa di Almè]

giovedì 8 ottobre 2009

7 ottobre: il rischio di correre più con la testa che con i piedi

Svelo subito il mistero del titolo del mio post: si dice che bisogna correre più con la testa più che con i piedi, ma se il risultato è quello che mi è capitato ieri, avanzo qualche dubbio in merito.


Dopo aver fatto un bel 4x2000 con recupero 1000 tra una serie e l'altra, soddisfatto per aver portato a compimento questo lavoro che mi ha spremuto per bene, tornato a casa ho avvertito uno strano irrigidimento del collo e subito dopo un dolore diffuso che mi ha un tantino preoccupato. L'ho mitigato con una pomata e con un antidolorifico ma la sensazione dolorosa continua anche oggi. Probabilmente un colpo di freddo e la tensione dei muscoli del collo sono state le cause scatenanti. In compenso le gambe non danno segni di alcuna fatica.


Intanto ho scovato in rete un bell'articolo con consigli utili e che pare diano davvero ottimi risultati. Eccolo qui.

Le ripetute sono uscite a 4.20-4.30-4.45-4.45 con recuperi 5.33-5.50-6.00.5.59 mentre la FC MAX ha raggiunto i 166 bpm.
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martedì 6 ottobre 2009

5 ottobre: non ho resistito alla tentazione.

Eh no, non ho resistito. Dopo le tre giornate piene avevo pensato saggiamente di prendermi un giorno di riposo assoluto dalla corsa onde evitare eventuali e probabili problemi fisici ma una volta giunto a casa ho sentito crescere dentro di me un desiderio così forte e così intenso che pian piano mi ha piegato alla sua volontà tentatrice.
Su garmin connect avevo inserito un obiettivo da raggiungere, così tanto per provare, 70 Km da completare entro ieri. Me ne mancavano ancora 4 e quel “95% completato” mi suonava un po’ di beffa.
Mi sono preparato e sono uscito a correre. All’inizio le gambe erano un pochino come addormentate, se avessero avuto vita propria avrei sentito una vibrante protesta levarsi contro di me; poi man mano che cresceva l’euforia endorfinica anche loro si sono sciolte e sono diventate più leggere. Non avendo trovato Roberto (ci eravamo dati appuntamento ma non ci siamo intesi sul dove e quando) mi sono avviato prendendo la sterrata verso il Barco dove ho incrociato Sergio che ha fatto subito dietro front e si è affiancato a me e così tra una battuta e l’altra ci siamo fatti compagnia fino a quando l’ho lasciato nei pressi di casa sua.
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Non ho mai goduto tanto come ieri; oltretutto la serata era fresca e gradevole. Ah che bello!
Intanto vedo che qualcuno si sbilancia rispondendo al mio sondaggio, ma mi pare che si profili un esito un po’ troppo ottimistico…

lunedì 5 ottobre 2009

Fine settimana massacrante…

Sono abbastanza indolenzito, doloretti vari e gambe che mi dicono che sono un po’ stracche e forse hanno ragione: da venerdì a ieri ho corso tanto (rispetto ai miei standard) ma sono soddisfatto perché ho raggiunto il mio obiettivo che era quello di macinare chilometri in vista di Venezia (mamma mia, più si avvicina la data più mi sento impreparato…).
A tal proposito ho provato a inserire un sondaggio: forza dunque, sbilanciatevi.

Venerdì 2 ottobre
Ho fatto un giro collinare per testare la m ia condizione in vista della gazzetta run di Desenzano: 12,66 Km in 1.03’41”. Ho cercato di tenere un passo non proprio blando ma alla fine mi dico che realisticamente a Desenzano non riuscirò a stare sotto i 50 minuti, inutile cullare sogni di gloria…

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Sabato 3 ottobre: gazzetta run
Ero già rassegnato ad andare a Desenzano tutto solo soletto invece vedo Valter C. che in un attimo si convince a venire con me anche se, essendo scaduti i termini per l’iscrizione, si dovrà accontentare di correre fuori classifica. A Desenzano ci dovrebbe esere un mini blog point con i “mitici” Michele e Fatdaddy e in effetti dopo una lunga peripezia per arrivare in macchina fino al parcheggio (ma che traffico incredibile…) ci troviamo e riusciamo a farci una foto e anche a fare un po’ di riscaldamento insieme. Dopo un po’ trovo anche i miei compagni di squadra Elena, Pierangelo e Piero M. Che dire? In una società seria ci si sarebbe accordati per venirci insieme…

L’evento è imponente, c’è un sacco di gente e la partenza, prevista per le 18 è posticipata di mezzora. Finalmente ci si sistema per la partenza; io sono a fianco di Fatdaddy (che sfoggia un numero di pettorale da top runner) e Valter e tra di noi c’è una sorta di sfida interna, ma penso che sarà difficile per me riuscire a tenere un ritmo elevato, però ci provo. Al BANG parto con decisione e subito li perdo di vista; stò regolarmente e incredibilmente attorno ai 4’30” finchè la strada è scorrevole. Si entra nel centro storico e si scende fino al lago per poi passare su un tratto di spiaggia dove i piedi affondano nel ghiaione. Peccato, mi dico, qui purtroppo il ritmo viene spezzato e cala sensibilmente per tutti. Subito dopo si sale ripidamente per qualche centinaio di metri e poi prima dell’arrivo si deve fare un po’ di gimkane nel parco, insomma per fare il “tempo” non è certamente il percorso adatto. Gli ultimi 300 metri sono sulla pista di atletica. Con la coda dell’occhio vedo che ho un centinaio di metri di vantaggio sui miei due “avversari” (Fat e Valter) ma appena un atleta mi supera scatta in me una reazione che direi quasi rabbiosa: accelero e parto in progressione, all’ultima curva supero un gruppetto di 4 atleti e piombo come un fulmine sul traguardo. I dati scaricati dal garmin mi diranno che ho fatto l’ultimo tragitto in pista alla fantasmagorica media di 3’30” con punte di 3’10” !!! Sono strasoddisfatto anche perché le gambe rispondevano senza indugi alla volontà.

Tempo finale 45’35”
posizione 209 su 339 competitivi
posizione di categoria 44 su 67

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Domenica 4 ottobre
Con Valter C. ci siamo recati a Bonate Sopra (Bergamo) per partecipare a una bella gara non competitiva attraverso i sentieri sterrati del parco del Brembo. Ho iniziato a fare il percorso da 10 Km mentre Valter ha fatto quello da 22; completato il giro ho proseguito anch’io su quello da 22. In totale 32 Km (esattamente 31,55) completati in 3.02’41” (media 5’47”).

Belli i posti, un po’ più impegnativo del previsto il percorso ma alla fine anche questo lungo è stato portato in cascina. Oggi però mi riposo anche se la voglia di fare un corsetta non manca, ma credo sia saggio non rischiare.

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giovedì 1 ottobre 2009

30 settembre: piramide con check up


Di nuovo garminizzato!
Ieri pomeriggio in compagnia di Roberto e Valter C. ma soprattutto attrezzato col mio nuovo Garmin forerunner 305 con fascia cardio abbiamo affrontato un bell'allenamento di tipo piramidale (mi piace questa definizione!) così strutturato:
  • riscaldamento
  • 1 Km (media 4'33")
  • recupero di 2 minuti
  • 2 Km (media 4'39")
  • recupero di 2 minuti
  • 3 Km (media 4'48")
  • recupero di 2 minuti
  • 2 Km (media 4'39")
  • recupero di 2 minuti
  • 1 Km (media 4'30")
  • defaticamento
Ovviamente il tutto rigorosamente impostato tramite Training Center sul 305 che ho provveduto però a proteggere adeguatamente coprendo i forellini sul retro con lo stesso cerotto che uso per proteggere i capezzoli (e funziona!).
Con enorme curiosità ho scaricato i dati, soprattutto per verificare due cose:
  1. se avevo settato e registrato correttamente
  2. a quanto sarebbe salita la mia FC max
Il primo punto è stato ok, l'aggeggino è straordinario e tra Sport Tracks, Training Center e Garmin Connect mi sono visto un sacco di grafici che quasi quasi non sò più quale sia il migliore.
La frequenza cardiaca massima è stata di 165 bpm (87% FC max). Su questo dato mi piacerebbe avere il parere dei miei lettori più "navigati". E' troppo alta? E' troppo bassa?

Infine una considerazione: mi devo velocizzare, e non aggiungo altro.

Ecco i dettagli

lunedì 28 settembre 2009

27 settembre: Tre in uno a Chiari


Venerdì pomeriggio è passato a prendermi Valter C. per andare a fare il giro collinare del Monte Orfano: partenza dalla chiesetta di santo Stefano ai piedi del monte, a Rovato, e subito salita fino al convento dell'Annunciata e alla baita degli alpini per poi percorrere in cresta tutta la montagna fino alla croce di Zocco con alcuni tratti sia in salita che specialmente in discesa abbastanza impegnativi e da percorrere con molta attenzione. Il ritorno è stato fatto percorrendo il sentiero, bello, che costeggia il monte lato nord. Mi è piaciuto, bello, allenante e soprattutto un bel panorama con la pianura a sud e le colline a nord. Da rifare.
Ieri, domenica, avevo in mente di fare il primo "lungo" in vista dell'ormai vicina maratona di Venezia. Con rammarico, e spero non con rimorso, ho abbandonato la tabella che mi aveva gentilmente passato Alberto. Il perchè non è ben chiaro, probabilmente la mancanza di compagni di allenamento con lo stesso obiettivo mi hanno fatto desistere; oltretutto andare a Castegnato ad allenarmi con loro alle 6 del mattino non è agevole, non tanto per l'orario quanto per la situazione, diciamo, logistica: il doversi cambiare e riassestare dopo l'allenamento per arrivare in tempo al lavoro... insomma ho deciso che ormai quel che ho fatto ho fatto: qualche collinare, qualche lavoro specifico (ripetute) e quei due-tre lunghi che ancora mi mancano dovrebbero consentirmi di riuscire a tornare da Venezia sano e salvo (speriamo!).

Allora ieri mi sono recato a Chiari dove era in programma una non competitiva, percorso pianeggiante e dunque non impegnativo, ideale per fare finalmente un lungo senza soffrire troppo la solitudine. Tre erano i percorsi a scelta: 6, 12, 21 Km. Ho iniziato partendo sul percorso da 6 Km e in un amen sono ritornato al punto di partenza. Allora senza interruzione ho iniziato quello da 21 e al termine anche se iniziavo a sentire un pochino dio fatica ho rifatto ancora una volta quello da 6Km. Totale 6+21+6 anche se le distanze sono certamente spannometriche e in attesa che mi arrivi il nuovo Garmin (ho preso il 305) prendo per buono l'aver fatto circa 30 Km in 2 ore e 40 minuti.
La cosa che mi ha gratificato è stato il sentirmi bene, quasi la stanchezza non l'ho avvertita, tutto il contrario della situazione che ho vissuto la domenica precedente alla mezza di Brescia.
Alla fine comunque ho corso in solitudine lo stesso ma almeno ho approfittato dei punti di ristoro (stavolta ben forniti) per non farmi mancare l'acqua e qualche fettina di mela.
E da stasera si riprende...