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lunedì 2 settembre 2013

Sale in zucca..... e sudore sul corpo.


Si è svolto ieri il 5° trofeo Sale in zucca a Sale Marasino, gara conclusiva dell’8° trofeo del Sebino iniziato con la corsa di Zone e proseguito con Marone e Sulzano. Dopo la partecipazione alla gara inaugurale ho corso anche quella di Marone, di gran lunga la più dura dell’intero circuito, e proprio lì ho accusato un dolore agli ischiocrurali (muscoli del retro coscia) che mi hanno costretto a un riposo forzato che mi è costato il dover rinunciare alla gara di Sulzano. In conseguenza di ciò ne ha risentito ovviamente anche la mia preparazione e in queste gare di montagna è indispensabile avere un po’ di energia nelle gambe e di fiato nei polmoni. Però mi sarebbe dispiaciuto non esserci nemmeno a Sale e così ho deciso di presentarmi al via.
il "dream team" Libertas: Carlo, io, Angelo e Fabio
Insieme agli amici di squadra ci siamo fatti la solita graditissima foto di gruppo prima della partenza e poi ognuno ad inseguire i propri obiettivi. Il mio? Semplicemente divertirmi e se possibile difendere la posizione nella classifica generale del trofeo del Sebino che, anche se non conta nulla, mi vedeva piazzato nella top ten della mia categoria (quella dei “veterani” nati dal 1957 e prima).
La partenza era fissata dal campo sportivo di Sale dove sono giunto molto presto per trovare il posto auto e la location che non ricordavo bene dove fosse; subito al colpo d’occhio ho afferrato che i partecipanti erano abbastanza numerosi e questo mi ha fatto piacere perché l’intero circuito di gare è ben organizzato e, ciliegina sulla torta, i fotografi coadiuvati dal mitico Conte Oliver immortalano le nostre fatiche nella cornice dei bellissimi luoghi che il mondo intero ci invidia. E’ veramente uno spettacolo vedere il lago dall'alto dalle colline immerse nel verde degli ulivi e dei vigneti…. 
Subito il percorso scende ma appena riscaldati ecco che la salita non tarda a materializzarsi e costringerci al fiatone; la corro però abbastanza bene, perlomeno in riferimento ai compagni di corsa. Finita la salita si respira un po’ e si scende ma all'incirca al 5° Km ecco che si risale di nuovo e stavolta sono costretto al passo; mi raggiunge l’amico Carlo che è in lotta per un posto sul podio (obiettivo che sarà felicemente raggiunto) e mi stacca di qualche decina di metri che conserverà fino alla fine. Il mio punto debole è anche la discesa che andrebbe corsa a perdifiato mentre io temo sempre di perdere l’equilibrio; però riesco a raggiungere e superare qualche gruppetto pur essendo consapevole che finirò decisamente nelle retrovie, quantomeno eviterò l’ultimo posto.
All’arrivo cerco di tenere un’espressione che mi faccia immortalare dal fotografo in una posa un po’ meno indecente del solito e, visti i risultati, penso di esserci riuscito.
L’errore che commetto è quello di non stoppare il Garmin che così mi cronometra tutto il dopo gara, doccia e viaggio fino a casa compresi!
Riuscirò con un pò di impegno (e di fortuna) a correggere parzialmente i dati ma alla fine la cosa è poco importante; ciò che mi rimane è una bella soddisfazione per una bella corsa in una bella giornata. Per la cronaca anche il piazzamento finale (9° posto) mi lascia contento; c’è sempre tempo per migliorare…

Prossimi appuntamenti in gara: ad Erbusco, domenica prossima e poi la Brixia half marathon il 15. 

venerdì 2 agosto 2013

CorrinGhedi: una bella corsetta per una bella serata


Garetta con chilometraggio facile, poco più di 7 Km tutti pianeggianti, quella che ho corso ieri sera a Ghedi.
Non l’avevo mai fatta prima e devo dire che invece è una di quelle garette che non dovrebbero mancare mai nell’agenda di un podista. Unico problema è il caldo estivo ma quello di ieri, pur importante (circa 35° alle 20) era però meno afoso e al riparo del sole si stava anche bene. Sulla linea di partenza ho incontrato con grande piacere l’amico Eros che sfoggiava la canotta AVIS SPORT, e la cosa mi ha fatto ancora più piacere. Eravamo davvero in tantissimi, segno che la gara godeva anche del favore di chi l’aveva corsa negli anni precedenti, e questo va ascritto al merito degli organizzatori.
Causa il susseguirsi di impegni sia di lavoro che di famiglia ho rischiato di non riuscire ad arrivare in tempo, invece ho provvidenzialmente trovato la strada libera e un parcheggio comodo presso il centro commerciale a poche centinaia di metri dalla zona di partenza. Appena fatta l’iscrizione l’incontro, come già detto, con Eros e una veloce corsa al bagno (grazie alla gentilezza della ragazza del bar) e poi l’attesa dello start che è stato dato una quindicina di minuti di ritardo rispetto all’ora prefissata.
Parto bene in pancia al gruppo numerosissimo; il percorso lascia subito il centro abitato per portarci verso la campagna su strade sterrate ma ben tenute. Sudo per il caldo ma il respiro è buono, non si soffoca, non c’è afa e le gambe vanno bene. Riesco a tenere un ritmo attorno ai 5/Km e il mio obiettivo è quello di riuscire a tenerlo fino alla fine. So che in una gara del genere si potrebbe fare meglio ma per me alle condizioni attuali è già un grande successo vedere che la media finale è stata sotto, sia pure di poco, di quella soglia.
Gran confusione al ristoro finale con frutta fresca graditissima e gettonatissima e poi, dopo aver ritirato un nutrito pacca gara (con un costo d’iscrizione di 3 euro non si poteva certo pretendere molto) sono tornato soddisfatto a casa.
Bella serata, ottima gara, buone sensazioni.
Alla prossima.

lunedì 29 luglio 2013

Zone: la via (impervia) degli gnomi


Riprendo il blog a distanza di tempo; tant’acqua è passata sotto i ponti e le troppe incombenze (ma per sincerità sarebbe meglio dire “la troppa pigrizia”) mi hanno impedito di tenere aggiornato questo diario.
Sabato sera ho partecipato alla gara di Zone, la via degli gnomi, prima prova del Trofeo del Sebino 2013.
Nell’attesa della partenza un podista mi ha chiesto come mai non aggiornassi più il blog e allora ho capito di avere ancora qualche lettore che, probabilmente per farsi quattro risate, viene a vedere i miei “progressi”.
Ma veniamo al dunque.
Avevo già fatto la gara di Zone qualche anno fa, me la ricordavo difficile e faticosa; ebbene l’hanno ulteriormente resa più dura. Io che non sono una gazzella e che neppure in discesa riesco ad avere un’andatura accettabile l’ho affrontata con l’incoscienza e la spregiudicatezza di chi non sapeva cosa aspettarsi. Infatti appena la strada ha iniziato ad inerpicarsi ho iniziato a boccheggiare e a trascinarmi, al passo, cercando di non dare ascolto alle nettissime sensazioni di “disagio” delle mie gambe. La salita non finiva mai e io, che avevo come obiettivo quello di arrivare al traguardo e lasciarne indietro possibilmente uno, temevo di dover issare quanto prima bandiera bianca. Bello l’ambiente, indubbiamente, ma l’unico pensiero era quello di resistere e andare avanti, passo dopo passo. Dopo un tempo immenso ecco che la pendenza cambia direzione, si scende, ma la fatica non cambia, all’affanno subentra la paura di cadere e la media di corsa (se di “corsa” si può parlare) non migliora di molto. Dopo la Croce di Zone si entra in un tratto boschivo e il sentiero è molto stretto ma riesco a tenere il passo di due atleti davanti a me; a un certo punto una ragazza poco più avanti lancia un grido e cade a terra inciampando in una radice, l’aiuto a rialzarsi, per fortuna niente di grave. Usciti dal bosco ecco che la stessa sorte tocca a me, mi ritrovo a strisciare a terra con un bel graffio lungo la gamba sinistra. Non c’è nessuno vicino né davanti né dietro e mi coglie un attimo di paura ma mi rialzo, un po’ di dolore ma sono ancora tutto intero. Poco prima del sospirato traguardo un gruppo di bambini mi indicano l’ultima curva e mi applaudono festanti: tutte le cose negative spariscono di colpo. E’ finita, l’obiettivo è raggiunto, ultimo non sono: mi rendo perfettamente conto che queste non sono le gare per me ma è stato bello esserci. Sudato, stanco e un pochino dolorante alla gamba sbucciata torno a casa; nonostante tutto mi sono divertito e ho anche avuto la gioia di salutare alcuni compagni di squadra (ci siamo anche fatti una foto prima del via) e altri amici.
Alla prossima (magari con meno sofferenza…).
Il "dream team" Libertas, prima del via

la partenza

pronti via!

al primo Km

quasi finita?

quasi finita!

arrivo

obiettivo raggiunto!!!

giovedì 14 marzo 2013

Un punto di (ri)partenza!



con Carlo dopo l'arrivo
Domenica 10 marzo ho partecipato alla mezza maratona della mia città. E' stata la prima gara competitiva del 2013 in cui con non poca apprensione ed emozione ho reindossato un pettorale.
Il nuovo percorso (coincidente per i primi 19 Km con quello della Art Marathon), la possibilità di utilizzare la nuova metropolitana cittadina e soprattutto l'inaugurazione della nuova divisa sociale assieme ai compagni di squadra della Libertas Castegnato sono stati argomenti più che sufficienti per farmi decidere di essere tra i protagonisti.
Per la verità ero ben consapevole che la distanza di 21 Km fosse ancora un tantino oltre le mie possibilità (in allenamento ero arrivato a gestire abbastanza bene i 14-15 Km e non oltre) però il mio obiettivo era solo quello di completare la mezza, anche mettendoci...una vita!

Il nuovo percorso mi è piaciuto anche perchè conoscevo bene tutte le strade per averle calpestate di corsa più volte; l'unico tratto che avrei evitato è stata la zona industriale di Cellatica.
ultimi metri....
Positiva la decisione delle autorità di indire la giornata ecologica, così senza le automobili sembrava di essere in un mondo finalmente civile. Il ritmo che ho tenuto è stato agevole fino al 16° Km poi, come ampiamente previsto, ho avvertito un netto calo di energia, complice anche il caldo decisamente inaspettato (fino alla sera prima si paventava addirittura una corsa bagnata dalla pioggia che era prevista) e me ne sono accorto anche perchè i pacers delle 3 ore e 45 della maratona che avevo lasciato indietro mi hanno raggiunto e superato piazzandosi avanti di un paio di centinaia di metri. Ma ormai mancava poco e il rientro in centro città  mi ha dato la spinta necessaria per arrivare fino in fondo.

Ho pensato a Paolo e Simone, due persone straordinarie e appassionate di corsa che adesso non sono più tra noi.
Paolo l'avevo incontrato e conosciuto a Roma in occasione della mia seconda maratona e mi colpì la serenità e la freschezza giovanile, la sua voglia di vivere e di divertirsi e la simpatia che traspariva dalla sua persona, la morte lo ha colto beffarda pochi metri prima del traguardo di una gara a Rieti ma il suo ricordo non se n'è andato e non se ne andrà mai; di Simone invece ho letto e conservo il suo libro in cui emerge la volontà di lottare senza sosta contro il male che alla fine lo ha strappato alla vita ma che non lo mai sconfitto: un Grande!
A loro dedico la mia piccola impresa: un punto da cui ripartire.... grazie amici!


sabato 26 maggio 2012

Sopralapanca, ultima gara ?

Ho partecipato ieri sera alla prima gara FIDAL provinciale, il trofeo Sopralapanca, organizzato dalla società Atletica Brescia Marathon con partenza presso l’oratorio di Torbiato. Il percorso, di circa 7 Km e mezzo prevedeva un primo strappo dopo circa 1 Km nei pressi del santuario della Madonna della Neve per poi continuare con una lunga e leggera discesa fino al 6° Km e infine ancora un cambio di pendenza, ma sempre nei limiti dell’accettabile. Si è transitato attraverso strade di campagna sia asfaltate che sterrate in mezzo a vigneti in un ambiente, la Franciacorta, che apre i cuori e rigenera le menti.
Non stavo molto bene, il dolore al tendine mi ha condizionato non poco anche se durante la corsa non ne ho risentito. Alla fine mi ritengo soddisfatto, temevo davvero l’onta dell’ultimo posto invece ho tenuto una media inferiore ai 5/Km.
Per la cronaca la vittoria è andata a Mauro Pifferi (Atl Treviglio) che ha chiuso in 24’.42”, un secondo prima del 2° classificato.
Io ho terminato la mia fatica al 146° posto (su 183), 7° di categoria (su 12) in 36’.17”.
Qui la classifica.
I problemi sono sorti, purtroppo, il mattino dopo: il tendine della gamba sinistra infiammato mi costringe a zoppicare e a questo punto mi sa che o decido di fare qualcosa, fosse anche un nuovo intervento chirurgico dopo quello, positivamente concluso, alla gamba destra, oppure si tratta di appendere le scarpe al chiodo e cancellare i “sogni di gloria”. Ecco perciò che la prima gara rischia di essere anche l’ultima. Per adesso sospendo ogni programma e prendo appuntamento dal medico.

lunedì 23 aprile 2012

Sarnico-Lovere: sole, pioggia e…

Grandine! Anche una spruzzatina di ghiaccio non è mancata a suggello di questa bellissima giornata che mi ha visto alla partenza da Sarnico con mille e uno dubbi in testa. Venivo da una settimana da cancellare con raffreddore e intasamento di tutte le vie respiratorie, con allenamento praticamente nullo ad eccezione di una corsetta (se così si può chiamare) di 40 minuti sul tapis roulant. Stavo meditando di non partecipare ma l’insistenza del mio amico Roberto (maledetto bergamasco !!!) mi ha convinto a provarci con l’impegno che lui sarebbe stato al mio fianco, ad andatura senza pretese, con l’unico obiettivo di arrivare in fondo, possibilmente in penultima posizione. C’erano anche due sue amiche, Annette e Samantha (che ho scoperto poi essere due che abitualmente si cimentano su lunghissime distanze, insomma due ultramaratonete) ma dopo poche centinaia di metri dal via le abbiamo perse per ritrovarle poi all’arrivo.
Il tempo era molto instabile alternando grigiore con nuvoloni neri minacciosi e qualche spruzzata di pioggia ad attimi in cui il sole ha occhieggiato splendente e lo si sentiva! Temperatura attorno ai 15°, ottimale per me. Parto con Roberto in fondo al gruppone di circa 2000 atleti. Il primo Km lo chiudiamo in 6 minuti a dimostrazione che davvero la folla di atleti era impressionante; d’altronde il percorso è suggestivo snodandosi lungo la strada sebina occidentale completamente chiusa al traffico.
Prendo un’andatura abbastanza tranquilla e Roberto mi ragguaglia sul tempo ammonendomi che stò andando un po’ più veloce del previsto, ma per me va bene così, so che potrei correre più veloce ed ho il rammarico di questa maledetta indisposizione che non mi ha permesso di allenarmi adeguatamente.
I Km si susseguono tranquilli, io risparmio il fiato al contrario di Roberto che ha sempre una battuta pronta per tutti e incita anche lo scarso pubblico presente (da morir dal ridere la richiesta alla signora che si era affacciata da casa sua “è pronta la polenta?” “la stò preparando” “allora arriviamo dopo”).
Lungo il tragitto vedo, raggiungo e supero Claudio Delbarba, un saluto e nel cuore sempre quel retrogusto amaro di chi sai che ha scelto altre strade senza dartene mai una spiegazione. Poco dopo trovo anche due compagni di squadra, Tiziano e Carlo che però perdo poco dopo, evidentemente sono un tantino più cotti di me. Poco prima della galleria di Riva di Solto ecco anche una bella grandinata, fortuna che i chicchi erano piccoli però sulla testa si sono sentiti! Al 21° Km vedo il garmin segnare 1h 50m, bene, stò bene, manca poco ma sento un dolore alle dita dei piedi (i pollicioni scoprirò poi a casa che sono abbastanza malconci, forse le scarpe sono ancora troppo nuove oppure devo proteggerli meglio sennò le unghie col cavolo che riescono a ricrescere). Ancora qualche saliscendi e noto con un po’ di sopresa più di un atleta in crisi, al passo. Eppure sono solo 25 Km e poco più e mi dico che io non posso non farcela dopo aver corso una maratona. Chiudo in 2 ore e 13 minuti. Obiettivo ampiamente raggiunto, bella soddisfazione, non manca neppure l’abbraccio con Roberto, lo devo proprio ringraziare perché avrebbe certamente fatto molto meglio ma ha scelto di stare al mio fianco dal primo all’ultimo Km.
Grazie anche per il passaggio in auto per il ritorno proprio mentre il cielo s’è aperto rovesciando acqua a secchiate. Bella gara, sicuramente da mettere in agenda anche per l’anno prossimo.



martedì 20 marzo 2012

Non ho il fisico del maratoneta.

Non c’ho il fisico per la maratona: inutile girarci attorno e contarsela su, “a me me manca er fisico der maratoneta! “.
Iscrivermi alla maratona di Roma è stato un gesto quasi istintivo e incosciente che feci ancora nell’autunno scorso tanto che il mio nome è ancora ufficialmente associato alla mia ex società, ora estinta. I miei compagni di squadra della Libertas non trovandomi nell’elenco TDS filtrato per società si sono chiesti se fossi saltato o cos’altro mi fosse capitato. Niente paura, sono ancora qui vivo e vegeto, ancora una volta finisher in via dei Fori Imperiali anche se con una prestazione superiore di circa mezzora rispetto al precedente di due anni fa.
Ne ero consapevole, gli allenamenti non sono stati rigorosi e nell’ultimo mese ho inanellato una serie di contrattempi uno dietro l’altro: pubalgia, tendinite, responsi clinici poco incoraggianti e morale che si è inesorabilmente abbassato fino a livello terra.
Eppure non sono deluso; l’emozione mi ha pervaso fin dal primo momento in cui ho messo piede sul suolo romano alla discesa dell’aereo che mi ha portato, assieme all’amico Paolo, esordiente in maratona, da Orio a Ciampino.
La Città Eterna mi conquista sempre, suoni, odori, immagini mi fanno sentire subito in pace con me stesso; la amo anche senza un motivo razionale, anzi anche contro ogni logica ma è, mi permettano i romani, “la mia città”: ecco perché sono qui. E poi come non menzionare l’incontro conviviale del sabato sera al mitico “Cantinone” al Testaccio! Su tutti un grande ringraziamento a Yogi che non solo si è offerto per accompagnarci, io e Paolo, ma anche per quello che ha organizzato per il giorno della gara.
Già, la gara.
Mattinata che si presenta serena ma che preannuncia un caldino mica male; infatti stavolta non ho indossato una maglietta per ripararmi dal freddo dell’attesa ma mi sono ingabbiato direttamente in canotta e calzoncini. Primo problema: siamo in ritardo e l’operazione di afflusso verso la griglia di partenza è lentissima tanto che alle nove, ora in cui viene dato lo start, noi siamo ancora in coda senza riuscire a entrare. Dopo lunghi e interminabili minuti finalmente si riesce a passare ma ormai siamo praticamente in coda al gruppone: poco male, non avevo obiettivi cronometrici e la situazione pone fine a ogni possibile ripensamento. Partiamo affiancati, io, Paolo e il grande amico Yogi con il palloncino da Grande Puffo. Unico obiettivo per me è finirla, e non ne sono poi così sicuro. Tra stop e rallentamenti si viaggia fin ben oltre il 5° Km. Attorno al 7° raggiungo i pacers delle 4 ore e 30 minuti e saluto l’amico Domenico. Allungo un pochino e me li lascio alle spalle; in cuor mio mi immagino che vedrò anche quelli delle 4.15 ma non sarà così. Intanto il trio si sfilaccia, si ricompatta, ma è nella logica della corsa. Il passaggio alla mezza è ben oltre le due ore: il primo tratto ovviamente è stato lentissimo anche se via via si sono recuperate posizioni. Al 25° Km rischio di dover abbandonare: mi guardo la canotta e vedo che stò sanguinando: maledetti capezzoli! Nemmeno il cerotto è servito ad evitarne lo sfregamento, si è staccato e adesso ci sono ancora troppi Km da fare. Panico! Ma la sensazione la supero dicendomi che prima o poi troverò un posto medico dove qualche rimedio si troverà. Intanto corro con una spugna tenuta sul capezzolo per evitare il peggiorare della situazione. Ma come si fa a correre così? Non aiuta neppure il passaggio nel tratto nuovo del percorso che francamente a me è parso più noioso e lungo rispetto al transito sulla tangenziale che si correva nelle edizioni precedenti. Finalmente trovo il posto medico e lì mi mettono un po’ di vaselina e dei cerotti che fortunatamente hanno resistito fino alla fine. Più di me.
Al 30° Km mi si affievolisce la luce e l’energia si riduce al minimo vitale. Non è un vero e proprio muro, non ci ho sbattuto contro, semplicemente ho registrato che le forze andavano spegnandosi pian piano come un lumicino. Ho bevuto e ho camminato per circa 500 metri e intanto mi ha riraggiunto Paolo, anche lui molto provato. Riprendo a correre (e riperdo Paolo) e si arriva, dopo il sottopassaggio, al cuore della Roma monumentale. L’emozione è forte, la forza è debole, il coraggio tenta di sopperire alla mancanza di energia. Altro stop con breve camminata in occasione del ristoro poco prima di piazza Venezia. E si affronta la bellissima e interminabile via del Corso e poi il tratto più duro ma più suggestivo con un susseguirsi di luoghi straordinari: piazza del Popolo, piazza di Spagna, la fontana di Trevi. Al 39° Km mi dico che del crono non me frega nulla e l’obiettivo di finire è ormai raggiunto e allora stacco la spina e cammino tranquillamente per circa 1 Km e mezzo. In cima alla salita di via dei Cerchi riprendo a correre e nel tratto di via di S.Gregorio e sulla salita attorno al Colosseo supero una marea di podisti che si trascinano al passo, stravolti dalla fatica. Taglio il traguardo a braccia alzate. Ricevo e bacio la medaglia. E’ finita, ce l’ho fatta ancora una volta!
Nessun dolore di quelli che temevo e tutto sommato non ho neppure la sensazione disfatta delle precedenti maratone.
Sono felice, felicissimo.
Ho stabilito il mio personale negativo ma non me frega niente: che avessi i coglioni l’avevo già dimostrato diventando maratoneta; adesso ho capito che non ne ho il fisico, ci dovrei lavorare a lungo e mancherebbe sempre qualcosa nel mio DNA.
Ma ho una certezza: lo spirito, quello sì, è quello del maratoneta. Grazie Roma!

lunedì 20 febbraio 2012

Giulietta & Romeo half marathon


Il primo imbarazzo è stato il numero di pettorale: 49 per una gara che ha annoverato ben oltre 4000 iscritti.
Misteri dell’organizzazione. Eppure mi ero iscritto riportando fedelmente il mio PB sulla distanza (quell’1.37 e rotti che per adesso vedo come un miraggio lontanissimo) e infatti mi hanno assegnato la griglia VERDE.
Sono partito in compagnia di un nutrito gruppo di compagni di squadra e questo fatto mi ha messo di buonumore; inoltre buona parte di noi, accompagnati dalle rispettive consorti, ci saremmo poi fermati a Verona per il pranzo. Così è stato e infatti ammetto che le energie spese per la gara sono state ampiamente e abbondantemente reintegrate nel pomeriggio.
Ma veniamo alla gara: ero in pensiero per la pubalgia e non sapevo cosa sarebbe stato saggio fare. Rinunciare? Sì, ma poi come la metto con la maratona in programma tra meno di un mese?
Mi sono ripromesso di correre senza strafare cercando di mantenermi in buone condizioni e se, ahimè, il dolore fosse sopraggiunto, mi sarei arreso senza rischiare di peggiorare la situazione. Gran confusione in zona partenza: eravamo davvero tantissimi e la scelta di far partire la gara dallo stadio l’ho considerata saggia. Poco tempo per ritirare il pettorale e prepararsi e già è ora di entrare in griglia. Il cielo è grigio e rischia anche di minacciare pioggia ma non fa freddo, perlomeno non il freddo polare delle ultime settimane. Decido di mettere una maglietta a maniche lunghe con sotto un capo tecnico a pelle e sopra la canotta sociale. E sotto solo i pantaloncini estivi, le gambe non sono un problema, correndo si scaldano. Curiosamente indosso i guanti (rossi) mentre in testa mi metto una cuffia. Insomma, non sono un bel soggetto da immortalare in foto, come potete vedere :)
Si parte e subito noto la presenza dei palloncini dei pacers e tra quelli dell’1.40 una bella “leprottina” con tanto di codino che mi attira… ma so che quel tempo sarà fuori della mia portata. Non ho mai amato la presenza dei “palloncini” perché a un certo punto se vai in crisi e ti superano hai voglia a riprenderti dalla mazzata! Infatti a un certo punto della gara verrò preso da quelli dell’1.50 e li recupererò solo all’ultimo Km. Il percorso è tortuoso, ci sono numerosi cambi di direzione e incroci per cui non si sa se si sta andando a nord o a sud. Avevo anche seguito il video del percorso ma in diretta i riferimenti sono davvero difficili da avere. Per contro è molto suggestivo il doppio passaggio nel centro storico che ci ha fatto toccare praticamente tutti i luoghi più caratteristici della città che è giustamente insignita del titolo di patrimonio mondiale dell’umanità. Bello il passaggio in arena, ma sarebbe stato molto più da brividi se ci fosse stato il pubblico sugli spalti. Ma non si può avere tutto. Arrivo soddisfatto per essere sotto l’ora e cinquanta e soprattutto perché non avverto dolore, solo un leggero pizzicore che mi fa ricordare che il problemino fisico c’è.
Real time: 1.49.02 
posizione finale maschile 2201 su 3411 arrivati (IP 65%) 
categoria M6 92° su 220 (IC 42%)
Odissea finale per avvicinarmi al ristori dove ho potuto prendere un bicchiere di succo, freddo, forse troppo. Ulteriore odissea per la riconsegna del chip. Siamo proprio italiani: l’idea di mettersi tranquillamente in fila non passa per la testa a nessuno, né organizzatori né atleti, tutti a spingere e sgomitare, bagnati di sudore e desiderosi di uscire quanto prima da quella situazione.
Meno caotico il recupero della sacca indumenti, ma qui mi ha agevolato il numero basso di pettorale, salvo poi fare strip tease direttamente in strada con la gente che passava….
Poi l’assalto al bus navetta per tornare allo stadio, riuscire a farsi la doccia e finalmente essere pronto per il “terzo tempo”.
Tutto bene, dai. Sono decisamente giù di forma e la cosa in ottica maratona mi inquieta un pochino, ma anche questa è fatta, un’altra medaglia arricchisce il mio medagliere e se lo guardo mi compiaccio di quello che ho realizzato in questi pochi anni di vita da runner. Alla prossima.

domenica 22 gennaio 2012

Maratonina Montefortiana

Prima gara ufficiale competitiva con i nuovi colori della Libertas Castegnato.
Soddisfatto? Mah, direi di sì visto le condizioni in cui sono: ho sofferto il giusto, forse un tantino di più ma alla fine l'ho portata a casa. Quello che mi ha gratificato maggiormente è stata l'aver corso sempre senza mai fermarmi nè mai andare al passo.
L'appuntamento era alle 7.15 a Castegnato dove ci siamo "compattati" in due macchine (eravamo un bel gruppo di 9 atleti). Tralascio le peripezie dell'arrivare e riuscire a trovare un buco dove lasciare i mezzi: alle 9.30 viene data la partenza a mezzo di tre colpi di cannone. Folla strabocchevole, tra competitivi e marciatori non si riusciva veramente a capirci qualcosa. Con tutta la buona volontà è stato però inevitabile qualche disguido, il peggio è stato una segnalazione poco chiara che ha dirottato moltissimi competitivi sul percorso sbagliato. Io sono partito in compagnia di Sergio e Massimo e li ho avvisati per tempo di non sbagliare percorso, grazie al fatto che ero l'unico ad avere esperienza per aver fatto la stessa corsa due anni fa. I primi 5 Km li facciamo ad andatura soft, poi inizia l'ascesa e si avverte già subito che sarà dura. Scollino attorno al 10° Km con i due amici a portata di sguardo. In discesa mi getto d'istinto senza pensare al rischio che potrebbero esserci zone ghiacciate (ma per fortuna non ce n'erano). Raggiungo e supero Massimo mentre Sergio si allontana con un passo più spedito. Qualche spintone per superare gruppi di camminatori che affrontano la gara in maniera un pò troppo allegra invadendo ogni traiettoria e ci si avvicina a Soave. Si gira all'interno del castello e poi gli ultimi 4 Km verso l'arrivo dove lì ho sofferto un pò più del previsto. Nel rettilineo finale l'amico Massimo mi prende e mi stacca tagliando il traguardo 6 secondi prima di me. Ma va bene lo stesso, all'arrivo ci si ritrova soddisfatti e vicendevolmente complimentosi. Odissea per restituire il chip e prendere il pacco gara, ma qui la "colpa" è a metà tra l'organizzazione poco attenta e il vizio (italico ma non solo) di non mettersi buoni buoni in fila ma di voler a tutti i costi essere serviti per primi.
Conclusione: a caldo direi ok, ma mi riservo di raccogliere meglio le idee e fare un'analisi più completa della mia corsa. I dati? Eccoli qui:

lunedì 28 novembre 2011

Maratonina internazionale di Padenghe.


Il castello di Padenghe

Alla vigilia non avevo voglia di andarci. Ero consapevole dello scarso stato di forma che ho, anzi del fatto che i miei livelli si sono assestati su uno standard molto più basso rispetto a prima dello stop per infortunio e che il lavoro per ritornare a quote più soddisfacenti è lungo e difficile e richiederebbe maggior convinzione che allo stato attuale non ho. Ci sono delle ragioni, lo so, e sono anche consapevole cosa ci vorrebbe: nuovi stimoli per nuove motivazioni che passano necessariamente per scelte non più procrastinabili. Ma ne parlerò, intanto lascio che cose giungano a maturazione.
A Padenghe ci arrivo abbastanza in anticipo rispetto all’orario ufficiale di partenza (le 10) ma è già una piccola impresa riuscire a trovare un parcheggio non troppo distante dallo start. Sono in compagnia di Enzo che proprio oggi disputerà la sua prima gara competitiva con i colori biancorossi della nostra società. In zona partenza faremo poi l’incontro con Eros e Beppe, altri due nostri compagni di squadra. Di Tullio invece nessuna traccia, ma scoprirò poi scorrendo la classifica che c’era e ha corso bene.
Il clima meteorologico è ottimo e il primo freddo mattutino si arrende presto al tepore dei raggi del sole che riscalda il giusto. Indosso una maglietta a maniche corte e calzoncini e sotto a pelle ho una canottiera che tiene il corpo ben asciutto: stavolta ho proprio fatto la scelta più appropriata.
Ci si porta al castello e subito noto la fiumana di podisti che è già allineata alla partenza: alla fine i classificati saranno ben 1516! Numeri da record giustificati non solo dalla bellezza del territorio e del tracciato ma anche dal fatto che oggi sono in palio i titoli regionali di categoria. Ultimissimo dei miei pensieri!
Ho perso Enzo ma non perdo tempo a cercarlo, sarebbe come trovare il classico ago nel pagliaio: siamo davvero tanti e io sono abbastanza in coda anche se dietro ce ne sono ancora tantissimi. Dal bang al transito sul tappeto del via passa un buon minuto. Primi due Km in salita, leggera ma nervosetta, mi assesto sul mio ritmo e vado via tranquillo: oggi non mi interessano i tempi, tanto il mio PB in mezza maratona è destinato a durare ancora per tanto. In discesa verso Lonato mi affianca l’amico Roberto così come successivamente incontrerò Walter ma dopo poche centinaia di metri lascio che ciascuno vada col proprio passo: io stò sul mio ritmo e voglio godermi la corsa senza troppa sofferenza. Roberto lo ribeccherò al 18° Km e stavolta sarò io ad andarmene più veloce. Le gambe vanno bene, il fiato c’è, il tendine è buono buono. A metà percorso scambio due parole con una ragazza che indossa una maglia che attesta la sua presenza alla recente maratona di New York. Ci andrò mai? Al 15° Km mi fermo al ristoro, bevo un pochino di integratore e un po’ d’acqua, cammino un centinaio di metri ma poi riprendo a correre e mi sorprendo della facilità con cui ritorno al ritmo di prima. Al 16° Km si materializza la famosa salita spacca gambe, quasi un muro, riesco a correrla tutta fino in cima mentre attorno più d’uno si mette al passo. Finalmente al 19° Km le salite sono finite e c’è una lunga e continua discesa fino al traguardo. In pieno centro di Padenghe provo a lasciare andare le gambe e accelerare: riprendo tre o quattro podisti che erano davanti e brucio l’ultimo a circa 50 metri dal traguardo. Spesso ero io a subire quasti sorpassi in dirittura d’arrivo, stavolta è il contrario. Arrivo alla fine con il garmin che mi dirà che ho corso il tratto finale addirittura sotto i 4/Km!
Sono arrivato al 1236° posto su 1516. L’obiettivo di arrivare al penultimo posto è stato ampiamente raggiunto! Scherzi a parte, mi sono divertito, ho corso con l’animo leggero gustando la soddisfazione di esserci anch’io nel bel mezzo di una bella festa baciata dal sole e impreziosita dai panorami mozzafiato e dalla simpatia e amicizia di tanta gente accomunata da una bellissima passione. La corsa.

lunedì 21 novembre 2011

Maratonina di Crema


Non ero mai stato a Crema: una lacuna imperdonabile perché la città dista poco da casa mia, una mezzoretta o poco più in macchina e ci si arriva e poi perché l’ho trovata molto graziosa con il suo centro storico che è un piccolo gioiello con le sue strade acciottolate, la piazza e le numerose e bellissime chiese (Crema è anche sede vescovile) e palazzi che la impreziosiscono.
Ma a Crema non ci sono andato da turista; era in programma la maratonina che, comunque la si voglia girare, son sempre i fatidici 21097 metri da percorrere uno dietro l’altro!
Dopo la guarigione clinica del mio tendine è stato difficile rientrare nell’agone podistico, ci ho lasciato un buon 30 secondi e più a Km rispetto ai tempi che avevo prima (e che non erano già certamente tempi da buoni risultati) ma adesso affronto la corsa con un nuovo spirito che è quello di goderne la fruizione indipendentemente dal risultato. Penso infatti sempre a chi non è nelle condizioni fisiche di poterlo fare e magari lo è senza alcuna colpa o responsabilità. E’ un dono grande che ci è stato dato, quello di poter correre, ma spesso non ci si pensa e lo si dà per scontato.
Ma veniamo al resoconto della gara.
Parto da casa al mattino presto perché penso che il primo problema da risolvere sarà il trovare un parcheggio per lasciare la macchina. In settimana ho fatto solamente alcune uscite nella pausa pranzo a Brescia correndo ogni volta non più di 10,5 Km. So già che dovrò affrontare la maratonina senza strafare all’inizio e gestendo l’inevitabile crisi che arriverà attorno al 15° Km o giù di lì.
La giornata pare aprirsi a un bel sereno, il sole non è ancora sorto ma il cielo è limpido. Stò ancora pensando se sarà opportuno indossare la maglietta a maniche corte oppure quella a maniche lunghe quando dopo circa 4 Km da casa in direzione di Crema ecco il muro! No, non quello dei maratoneti ma quello della nebbia che infatti sarà la costante di tutta la mattinata cremasca. Arrivo senza problemi in città e senza problemi lascio l’auto e mi dirigo al ritiro pettorali. Incontro quasi subito l’amico e compagno di squadra Roberto con cui ci si prende un caffè e si fanno due chiacchiere per ingannare l’attesa (e sottrarci al freddo). Troviamo poi altri amici in zona partenza e alle nove in punto viene dato il via.
Mi metto subito su un ritmo regolare e tranquillo, non troppo veloce ma nemmeno lento come avrebbe voluto Roberto per fare il “trenino” delle due ore, proprio per ottimizzare la fatica.
Correre nella nebbia ha un fascino particolare, addirittura mi sembra che i piedi scivolino sull’asfalto, non sento molta “presa”. Ci si porta fuori città e si affrontano un paio di cavalcavia che… bè, non ci fossero stati avremmo ringraziato in tanti! Capergnanica e poi Passerera sono le località che attraversiamo, immersi nella nebbia e nell’indifferenza dei pochi passanti. Io non capisco se stiamo andando in direzione nord o sud o est od ovest, ma il bello è proprio quello. Ora siamo su una ciclabile, chiusa al traffico e il passo è regolare. Ho saltato il ristoro del 10° Km ma mi fermo a quello del 15°, bevo un tè caldo e inghiotto una manciata di uva sultanina, cammino un centinaio di metri e poi riprendo il ritmo di prima. Si ritorna a Crema, altro cavalcavia e poi ecco la città. Al 20° Km avverto una piccola crisi, medito uno stop al punto di ristoro ma poi mi dico che sarebbe da sciocchi arrendersi proprio ora. Alzo il pensiero a un paio di amici, uno che è lassù in cielo e che so che mi incita e mi aiuta, l’altro che è in piena lotta per superare una crisi che lo costringe su un letto di ospedale: forza Alberto, indimenticabile ex collega di lavoro, forza!
Ecco la porta che dà l’ingresso nel salotto buono della città, il centro storico che si attraversa in lungo tutto transennato, dove racimolo le ultime forze ma stavolta sono io a raggiungere e superare qualcuno che era davanti. Cerco di assumere un’espressione buona per i fotografi (ma poi queste foto dove si reperiscono?) ed ecco l’arrivo proprio sotto porta Serio. Bellissimo!
Il tempo? Ufficialmente è 1.51.22 (real time 1.50.41) che mi classifica all’867° posto su un totale di 1081 arrivati. In una gara e una giornata che ha fatto rettificare numerosi PB io mi accontento di essere giunto con circa 10 minuti in più dei miei standard pre operazione al tendine. Non so se riuscirò a tornare a quei livelli ma francamente è un pensiero che non mi assilla. Ho goduto una bella mattinata di corsa e di amicizia e questo è per me l’aspetto più gratificante.

lunedì 26 settembre 2011

Mezza maratona di Bergamo: il ritorno!


“Quanto vale un abbraccio di un amico?????
Per me moltissimo,
e l'abbraccio di Alessandro al termine della gara di oggi chiusa sotto il traguardo dell'1h50' è il risultato + bello che questa gara poteva darmi!
Grazie Alessandro di questa bella giornata di sport!”

Quanto sopra è ciò che ha condiviso su Running Forum l’amico Roberto Corrioni che mi ha fatto da angelo custode permettendomi di arrivare a tagliare il traguardo del Sentierone in 1.48.45.
Che dire di questa gara che segnava il mio ritorno ufficiale alle competizioni competitive?
E’ stata dura, ma questo l’avevo già preventivato. Completare 21 Km di corsa richiede un’adeguata preparazione sia di gambe che di testa e in entrambi i campi riconosco di avere ancora un po’ di strada da fare. Non voglio parlare delle polemiche sugli errori organizzativi (percorso modificato in corso d’opera!!! Ci hanno fatto sbagliare strada facendola allungare di qualche centinaio di metri poco dopo Longuelo per poi farcene tagliare un pezzo per riportarci alla distanza giusta) ma delle belle sensazioni così ben condensate da Roberto.
Ricordo che mentre lui parlava, parlava, incitava il pubblico e spronava noi atleti, io faticavo anche a tenere sveglia la mente. L’obiettivo dichiarato era di stare entro le due ore ma alla partenza ho azzardato di voler stare nell’1 e 50 e lui si è messo subito a disposizione tenendo il mio passo e ragguagliandomi ogni tanto sulla media che stavamo tenendo. Con noi anche un suo amico che aveva lo stesso obiettivo. Purtroppo la giornata era abbastanza afosa e calda, nonostante il settembre avanzato, e questo fattore è stato più duro che non le salitelle che ogni tanto ci trovavamo ad affrontare. Attorno al 15° Km ho accusato un surplus di fatica e stavo quasi pensando di abbandonare ma lui con i suoi “tieni duro”, “non mollare”, “bravissimo, bene così”, “dai che prendiamo quel gruppetto in crisi” mi ha letteralmente trascinato fino in fondo.  A 500 metri dall’arrivo, quando ormai si intravedeva l’ultima curva, Roberto ha rotto gli indugi ed è partito fortissimo; io ho tentato di resistere, non a lui, ma alle mie gambe che volevano rifiutarsi di muoversi, ma ho stretto i denti e sul tappeto blu del Sentierone ho sferrato un’accelerazione che ha sorpreso persino me stesso. Tagliato il traguardo la prima cosa che ho istintivamente fatto è stato un abbraccio con il mio amico, incurante del fatto che ero fradicio di sudore ed esausto.
Poco dopo è giunto al traguardo anche Roberto, l’altro mio amico e compaesano con cui ero arrivato in macchina da casa. Stracontento anche lui perché era convinto che non ce l’avrebbe fatta a concludere la gara.
Una bella domenica, di sport e soprattutto di amicizia: alla partenza ho conosciuto e salutato alcuni amici che erano fino a poco prima solo “virtuali”, gente con cui ogni tanto si scambiano battute in rete. E’ la dimostrazione che le cose “vere” e “reali” sono di gran lunga meglio di ogni “effetto speciale” che però è solo virtuale. La corsa è anche (e soprattutto) questo. Per i PB, i podi e gli allori c’è tempo…

lunedì 19 settembre 2011

ScorriMella


Alla 4° edizione di questa suggestiva gara ho finalmente potuto parteciparvi per la prima volta e devo dire che mi è piaciuta tantissimo, davvero bello correre da Gardone Val Trompia a Brescia costeggiando il fiume Mella su sentieri sterrati ma agevoli, lontano dal traffico e dal caos delle strade asfaltate, accompagnato dal tipico rumore dell’acqua che scorre.
Previsioni fosche (nel senso del meteo) hanno creato un pochino di apprensione ma sapere che finalmente la cappa di afa e gran caldo se ne sarebbe andata mi ha messo di buon umore alla vigilia della partenza. L'amico Roberto, vittima di un malanno fisico, è costretto a dare forfait così alle 7.20 assieme a Bara partiamo per Gardone V.T. Quando siamo là è ancora prestissimo e prima di procedere al ritiro dei pettorali c’è il tempo per un caffè. L’aria è fresca, proprio come piace a me e anche se non piove ci sono minacciosi nuvoloni in cielo, però in direzione sud, verso la città pare di scorgere un cielo più rischiarato. Vedo e saluto alcuni amici (Vincenzo, Claudio, Annalisa, Ivano e altri ex compagni di squadra) mentre qualcun altro (Ivan) si tiene un po’ sulle sue (sarà concentrazione pre gara, spero).
Il via è previsto per le 9.30, i partecipanti sono circa 500, un bel numero che gratifica gli organizzatori. Ho il tempo di raccogliere il disappunto di due ragazzi venuti dal Trentino ai quali, inspiegabilmente, i giudici FIDAL negano il pettorale essendo fuori regione (ma che razza di regole inventano?) e non vogliono neppure considerare che questi si sono sciroppati un’alzataccia e un bel po’ di strada…
Mi piazzo nelle retrovie, quasi in fondo a tutti, non mi va di essere pigiato nella ressa di chi sgomita per conquistare un metro in più in partenza. Bang! Il serpentone ha un sussulto e si snoda velocissimo; i primi Km in discesa leggera ma continua, su asfalto, mettono le ali ai primi che viaggiano anzi volano alla media di 3 e rotti al Km. Io parto bene ma non forzo, voglio tenere un ritmo il più possibile regolare. Supero un po’ di gente e raggiungo prima Annalisa e poi Claudio, saluto e vado via a ritmo costante.
Si lascia l’asfalto e inizia il tratto su sterrato: bello ma ogni tanto ci sono cambi di direzione e ponticelli in legno che ci portano alternativamente sui due lati del fiume. Il tempo pare minacciare, qualche gocciolina cade, ma poi nulla più, va bene così. Riesco a tenere nel mirino alcuni atleti che mi fanno da riferimento e i Km si snocciolano regolari.
Chiudo in un più che dignitoso 1.27.28 (real time 1.26.57) i 17,5 Km del percorso con una media che è sotto i 5/Km e la cosa mi fa enorme piacere, se penso che solo una settimana fa faticavo a tenere i 5,30 su percorsi meno lunghi anche se un pochino più impegnativi. Lo considero un mezzo miracolo…
Vedo Bara un tantino deluso dal suo 1.22.29 ma ha fatto un mese di stop (per il Ramadan) e cerco di incoraggiarlo, ha le qualità per ottenere prestazioni di ben altro spessore.
C’è il tempo per farmi la doccia, cambiarmi e attendere che il pullman dell’organizzazione ci riporti a Gardone V.T. dove abbiamo lasciato l’automobile. 
Purtroppo questo ci porta via un po’ di tempo ma alle 13 sono a casa, neanche troppo stanco ma felice. Finalmente l’estate si fa da parte e allora correre sarà un piacere….

lunedì 12 settembre 2011

Maratona dell'acqua

"Sono il bergamasco Andrea Cortesi e l’africana trapiantata ad Imperia Joyce Kagume i vincitori della prima edizione della “Maratona dell’acqua” disputatasi domenica mattina fra Lovere ed Iseo. Cortesi è arrivato per primo sul traguardo con il tempo di 2h54’47’’, la Kagume in 3h13’03’’.

Non si tratta di riscontri cronometrici di grande rilievo, ma non era questo l’obiettivo della manifestazione promossa dal dottor Gabriele Rosa. Si puntava ad una grande partecipazione di atleti (e c’è stata: 1.600 in gara, fra maratona completa e staffetta) e di pubblico (e c’è stata anche questa, lungo tutto il percorso). Insomma, la “Maratona dell’acqua” ha passato a pieni voti l’esame della prima edizione."




Quanto sopra è il resoconto della corsa tratto dal Giornale di Brescia.
Io sono stato presente, anche se in incognito, come secondo staffettista e mi sono dovuto sorbire i 21097 metri tra Predore e Iseo sotto un sole e un'afa implacabili che, uniti alla mia impreparazione sulla distanza, mi hanno messo a durissima prova. 
Ho infatti sostituito un amico che all'ultimo momento è stato impossibilitato a partecipare ed essendo secondo frazionista avrebbe inevitabilmente lasciato "a piedi" anche il primo. Non sò se alla fine gli ho fatto un favore oppure no ma dopo che avevo accettato, all'approssimarsi del momento della partenza mi sono maledetto. E' stato il mio personale 11 settembre (con tutto il rispetto per la vicenda che questa data evoca) ma a differenza delle torri gemelle non sono crollato, ho con fatica raggiunto il traguardo con un tempo complessivo (letto sul garmin) di oltre due ore (2.03.35).
Ma rimane però, oltre alla stanchezza e a una bella vescica sotto il piede sinistro, una bella soddisfazione.
Alle sei del mattino è passato a prendermi Daniele (il primo frazionista) che era emozionato essendo alla sua prima partecipazione ad una 21K (ed è stato bravissimo, chiudendola in 1.37 e spicci) e ci siamo portati a Lovere. Da lì, sbrigate le formalità di ritiro del pettorale, ci siamo salutati, lui sarebbe partito (alle 9.40!) e io l'avrei aspettato a Predore in zona cambio. Ci hanno trasportato in battello e la crociera sul lago è stata piacevole, ho salutato e chiacchierato con gli amici di Castegnato e in men che non si dica eravamo a destinazione. E' iniziata l'attesa dei compagni di squadra, occorreva transitare insieme sotto il gonfiabile della mezza maratona: c'era davvero tanta gente e ho rischiato di perdere Daniele, l'ho visto all'ultimo momento, lui lanciatissimo a chiudere la sua frazione. Il sole era alto e picchiava forte, l'aria era satura di umidità, un mix micidiale, davvero un'impresa riuscire a correre. Ho iniziato abbastanza tranquillo cercando un ritmo che mi fosse congeniale. Bello il passaggio da Sarnico sul lungolago e poi a Paratico con un discreto numero di persone ad applaudire (però quando siamo passati vicino alla spiaggia con alcune splendide bellezze mozzafiato in bikini la tentazione di fermarsi lì è stata forte!). A Clusane si è lasciato il lago e iniziata una salita che ci ha portato a Colombaro e Nigoline di Cortefranca. Pensavo di soffrirla di più invece devo dire che quella salita è stato forse il tratto che ho fatto meglio; poi però i Km e il caldo umido si sono fatti sentire e ho un pò tirato i remi in barca trascinandomi con alcuni tratti al passo fino all'arrivo. 
Un pò problematico il dopo corsa con la necessità di ritornare a Lovere con il pullman dell'organizzazione ma il ritrovare amici e compagni "di sventura" ha ingannato bene l'attesa.
Mi ritrovo oggi con una bella vescica sotto il piede, segno che le mie scarpe sono ormai da pensionare. 
E' andata anche questa, sotto con la prossima!


lunedì 5 settembre 2011

Sale in zucca e.... umidità

Più che la scarsa quantità e qualità degli allenamenti, più che "le discese ardite e le risalite"(parafrasando il compianto Lucio), più che le temperature alte, ciò che mi schianta è il tasso di umidità.
Bella storia, direte voi, il clima umido è un problema per tutti.... sì, però per me è "il " problema dei problemi.
Me ne accorgo sempre quando vedo la stragrande maggioranza dei podisti che arrivano stanchi ma ancora relativamente asciutti mentre io sono una fontana vivente....
Mi ero ripromesso di fare un pò di salite per allenarmi in vista del terzo e ultimo appuntamento del Trofeo del Sebino, che si è svolto domenica scorsa a Sale Marasino (trofeo "Sale in zucca" per ricordare nel nome anche la celeberrima sagra della zucca che incoronerà domenica prossima la zucca più grossa e pesante in gara) ma, complice il clima avverso, non ho potuto far altro che un allenamento mercoledì seguito da una corsa non competitiva venerdì sera (Insieme nel Borgo a Borgo Trento, zona nord di Brescia). Proprio la garetta di venerdì mi aveva fatto tornare un pò di ottimismo, sono infatti riuscito a chiudere i 10,5 Km a una media poco sopra i 5/Km nonostante, appunto, l'afa pesante.
Ieri mattina con gli amici Roberto e Beppe siamo dunque andati a fare la corsa di Sale.
Non me la ricordavo così difficile, la seconda salita in particolare mi ha letteralmente schiantato e ho fatto fatica anche a percorrerla al passo mentre sentivo le gambe di gomma, svuotate di ogni forza. La successiva discesa mi ha consentito di riprendere un pochino e alla fine sono giunto al traguardo in 98a posizione su un totale di 116 classificati (22° di categoria su 26) con un tempo ufficiale di 48'02" alla media di 5'40"/Km.
Si è però trattato di una bella gara che rifarò sicuramente nei prossimi anni.
Intanto tra liquirizia (per alzare la pressione) e scongiuri cerco di sopravvivere all'afa.... c'è qualcuno che sa suggerirmi qualche rimedio?

martedì 30 agosto 2011

Sentiero degli elfi: quando la corsa è solo un dettaglio...

Sì, perchè se devo guardare all'aspetto atletico ci sarebbe da deprimersi: sono arrivato nelle ultime posizioni (non ultimo per fortuna, però 148° su un totale di 187 classificati non è da esserne particolarmente orgogliosi) ma la bellissima giornata e i panorami mozzafiato che ci ha regalato bastano e avanzano per farmi dire che ho fatto benissimo ad esserci.
Durante la settimana il clima è stato torrido e afoso fino all'inverosimile; da lunedì a mercoledì sono stato con il resto della famiglia (moglie e figlia piccola) al mare a Cavallino sul litorale di Venezia mentre i due figli più grandi erano con i coetanei a Madrid per la GMG (o meglio JMJ). Pensavo di fare qualche allenamento sia al mare che poi a casa su qualche salita per prepararmi al meglio alla gara di domenica invece il gran caldo mi ha letteralmente schiantato. Domenica mattina, ricevuto il cordiale ma deciso rifiuto di un paio di amici a venire a Nistisino con me, ho deciso di partecipare comunque anche perchè il temporale della serata precedente aveva spazzato via calura e afa.... e davvero la giornata si è aperta con un clima di quelli ottimali per cui anche se consapevole che avrei fatto una magra figura sono partito lo stesso deciso a godermi la corsa. Giunto là ho incontrato alcuni cari amici con cui si è chiacchierato e passato il tempo che ci separava dalla partenza. Circa 200 i competitivi e un centinaio di non competitivi, ma insisto a dire che queste gare sulle colline del Sebino bresciano meriterebbero ben più nutrita partecipazione: l'organizzazione è stata semplicemente ottima e i 5 euro di iscrizione sono stati davvero ben spesi.
Pronti via, io mi metto nelle retrovie e il primo Km in leggera discesa scorre bene; poi la strada si inerpica per altri 4 Km fino a raggiungere la chiesa di Santa Maria del Giogo, 300 metri più su. Alternando corsetta e camminata veloce riesco ad essere in cima ma poi ci si inoltra in un sentiero sassoso e traditore per cui ho dovuto preoccuparmi di riuscire a mettere bene i piedi per evitare pericolose storte. Infine, dopo aver scollinato e ammirato la magnificenza del luogo con vista sul lago, su Montisola e sulle colline dell'altra sponda del lago, ci si fionda in discesa, ripida e rischiosa e qui temevo di mettere a dura prova il tendine, che invece è stato anche stavolta molto buono. All'arrivo stoppo il time su 1h.02'.31" alla media di 6'.56"/Km, circa due minuti in più della mia precedente esperienza che risale a due anni fa. Potevo forse fare meglio e stare entro l'ora ma, ripeto, il riscontro cronometrico era una delle ultime priorità.
Bella gara, da non perdere per i prossimi anni; nel frattempo registro ancora un passettino verso la ricerrca della possibilità di ripotermi definire ancora un runner.

martedì 16 agosto 2011

Trofeo dell'Assunta: è andata!!!

Sabato sera ho fatto il mio rientro “agonistico” partecipando al Trofeo dell’Assunta a Marone, sul lago d’Iseo. Bella gara, ottima l’organizzazione per non parlare del magnifico scenario paesaggistico. Poco più di un centinaio i partecipanti ma questa gara avrebbe meritato certamente una partecipazione più nutrita.
Mi sono recato a Marone verso le 17.30 e stavolta c’erano anche mia moglie e mia figlia che mi hanno incoraggiato e incitato.
Faceva molto caldo, oltre 30° e alla partenza, data alle 19 precise, ero già bello accaldato anche senza aver fatto il dovuto riscaldamento. Mi sono piazzato accanto all’amico Sergio della Libertas Castegnato nelle retrovie e al via sono partito abbastanza bene, almeno per i primi 2 Km che erano in piano. Poi è iniziata la salita ed è iniziata la sofferenza: avevo le gambe legatissime e quasi incollate, il fiato assente e in pratica ho issato quasi subito la bandiera bianca mettendomi al passo e facendomi sorpassare da tanti. Il percorso prevedeva un doppio giro da 5 Km con un dislivello di circa 200 metri dal 2° al 4° Km circa e poi discesa ripida fino al punto di partenza. Pensavo in cuor mio che avrei finito il primo giro e poi avrei deciso se continuare col secondo oppure fermarmi. Ho poi ripreso a corricchiare fino al punto più alto e gli ultimi due Km in discesa son riuscito a lasciarmi andare e sentire che recuperavo un po’ di forza. Ho deciso dunque di percorrere anche il secondo giro e devo dire che mi è riuscito meglio anche se la salita l’ho sofferta. Nella discesa finale ero in scia con altri due che avevo raggiunto in salita e inizialmente ero riuscito anche a staccarli ma nella seconda parte della discesa sono stato inesorabilmente risorpassato e staccato di poco.
Avevo due obiettivi: arrivare almeno penultimo e riuscire a chiudere la gara in un’ora. Il primo l’ho ampiamente raggiunto (la classifica mi dà all’86° posto su un totale di 99 classificati più 6 ritirati) mentre il secondo l’ho fallito di poco (tempo ufficiale: 1.00.38).
Sono comunque molto soddisfatto: non era una gara facile e il solo fatto di averla conclusa mi dà una buona carica di ottimismo. Il tendine non ha dato segni di fastidio alcuno e la forma verrà con una buona dose di allenamento che devo mettere in programma. Prossimo appuntamento è per il 28 agosto: a Nistisino di Sulzano il “Sentiero degli elfi”, altra gara tosta, altra faticaccia in programma, spero di esserci.



martedì 29 marzo 2011

Corritalia... e adesso stop davvero!

Indeciso se iscrivermi come non competitivo oppure provare per l'ultima volta l'ebbrezza di indossare un pettorale, ho optato per quest'ultima scelta. Obiettivo dichiarato: divertirmi senza rischiare ed evitare l'onta dell'ultimo posto! Confesso che alla partenza, dopo un minimo di riscaldamento con i compagni di squadra Bara e Roberto, vedendo gli altri atleti mi ha preso un dubbio forte di non riuscire nel mio intento. La giornata era nuvolosa ma senza pioggia però non faceva molto caldo per cui ho deciso di tenere indosso una maglietta a maniche corte sotto la canotta della società. Pronti via e subito il serpentone parte spedito ma io stò nella pancia del gruppo e tengo un ritmo attorno ai 5/Km. La strada presenta un paio di Km in leggera salita, ma va bene, mi volto indietro e vedo che di gente ce n'è. Si attraversa Urago Mella e poi si percorre il bellissimo sterrato sull'argine del Mella. Un pochino di problemi (per il traffico tenuto però ben domato dagli addetti) nell'attraversamento di via Valle Camonica e poi bella volata finale negli ultimi due Km. Mi dicevo che dall'ottavo alla fine avrei perso almeno 5 posizioni e infatti subito mi hanno superato in due, poi ho a mia volta superato una ragazza e quindi mi sono detto "meno uno, niente male". All'arrivo sprinto (si fa per dire) e mi viene cronometrato un "poco" onorevole 51'39" per una distanza ufficiale di 10085 metri, 170° in classifica su un totale di 188 arrivati. Ovviamente premo il tasto sbagliato del garmin (lap) e così dopo una decina di minuti mi accorgo che lui stà ancora cronometrando....
E così adesso ho davvero concluso, se ne riparlerà.... quando?

mercoledì 8 settembre 2010

Tra sconforto e speranza....

Prima di partire per Senigallia ho fatto l'ecografia ai miei tendini e l'esito non è, mi pare, molto incoraggiante. La diagnosi, o meglio il sospetto clinico è: tendinopatia achillea. In pratica si evidenzia l'ingrossamento dello spessore postero anteriore che raggiunge i 12 mm a destra e gli 8 mm a sinistra. Le dimensioni normali dovrebbero essere attorno ai 6-7 mm.
Vedrò col fisioterapista che possibilità di ripresa ci sono (se ci sono!) e nel frattempo lascio nel limbo ogni programma futuro.
Per quanto riguarda la corsa ne consegue che le mie uscite si sono drasticamente ridotte e ne stò subendo le conseguenze: sono nervoso, stò aumentando di peso, le poche corse che faccio noto che la velocità è diminuita, insomma mi si prospetta un indecoroso viale del tramonto con il fatidico chiodo già pronto nel muro a cui appendere le scarpette....

A Senigallia ho partecipato a una gara competitiva (che spero non sia l'ultima della mia carriera podistica) organizzata dall'ARCA (associazione culturale e ricreativa dei dipendenti delle aziende elettriche del gruppo Enel). Bello il contesto di vacanza, bella la corsa in cui ho scoperto con sorpresa che anche tra i colleghi di lavoro ci sono appassionati di corsa che corrono come campioni. Mi sono piazzato al 44° posto su 80 partecipanti, un onorevole piazzamento nell'anonimato di metà classifica, ma di questi tempi bisogna sapersi accontentare. 10 Km quasi esatti al centimetro fatti in 48'.27" alla media di 4'.51"/Km [vedi gàrmin cònnect]

domenica 29 agosto 2010

29 agosto: Trofeo AIDO Castelcovati

Ho rinunciato con dispiacere alla gara di Nistisino di Sulzano per il Trofeo del Sebino ma in sostituzione ho deciso di misurarmi a Castelcovati, gara competitiva Hinterland Gardesano, due giri pianeggianti attraverso le vie del paese con partenza e arrivo nella pista di atletica, per un totale di circa 8 Km (7,82 al mio garmin).
Sensazioni? Ottime per due motivi: 
1. la breve distanza non ha sollecitato più di tanto il mio tendine (mercoledì andrò a fare l'ecografia e allora vedrò che problemi ci sono);
2. il clima finalmente fresco e più secco mi ha fatto sentire un'altra persona!

Fino all'ultimo ero indeciso se andarci o meno ma una volta là sul posto ho incontrato il compagno di squadra Paride e più tardi Tarcisio che in preparazione della sua maratona di Berlino è arrivato a Castelcovati dopo aver fatto un lungo di circa 25 Km a cui ha aggiunto anche gli 8 della gara!
Mi è piaciuto tornare nel clima agonistico anche se prudentemente non ho fatto la partenza a razzo ma sono stato abbastanza regolare. Nel secondo giro sono anche riuscito a raggiungere e superare tre o quattro atleti che mi precedevano. Ho chiuso in 36'.54" alla media di 4'.43"/Km [dettagli su gàrmin cònnect].
Numerosissimi i pacchi gara riservati ai premiati ma, come al solito, anche stavolta non sono rientrato tra i fortunati ( e bravi). C'è gente, anche su di età, che viaggia davvero a ritmi mostruosi.
Adesso ho ancora una settimana di ferie in cui, dopo l'ecografia di mercoledì, giovedì partirò per 4 giorni di mare a Senigallia, con una corsa sabato di cui spero di fare un resoconto positivo. Speriamo!