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lunedì 9 luglio 2012

Ritorno alla partenza!

Avete presente il "gioco dell'oca"?
E' un semplice e bellissimo gioco da tavola in cui i concorrenti si sfidano lanciando due dadi e avanzando sulla plancia del gioco di tante caselle quanti sono i punti sommati dei dadi gettati. Vince il primo concorrente che arriva esattamente sulla casella 90.
E' solo questione di fortuna, non servono competenze particolari nè abilità, ecco perchè piace a grandi e piccini. I più fortunati al primo lancio fanno 12 e passano subito alla casella 89 da cui con un solo tiro (e un solo dado) facendo 1 vincono velocemente la partita.
Durante il gioco può capitare di finire su alcune caselle speciali, in particolare se si va su un'oca si raddoppia il punteggio appena fatto mentre altre caselle possono farti avanzare o indietreggiare a seconda del soggetto che raffigurano.
Ce n'è una che è particolarmente temuta perchè capitandovi sopra si è ricacciati immediatamente alla partenza. Di solito è contraddistinta da un teschio ed è lo spauracchio di tutti.
La metafora del gioco dell'oca la posso applicare alla mia vita podistica: in questo "gioco" mi è, ahimè, capitato di finire sulla casella teschio per ben due volte e dunque eccomi costretto anche stavolta a ripartire dal via.
L'intervento chirurgico è andato bene, adesso per qualche giorno ancora sarò immobilizzato e costretto ad usare le stampelle, poi inizierò la riabilitazione fisica e, finalmente, ad estate ormai finita si potrà ricominciare a correre, partendo purtroppo ancora una volta da zero. Pazienza, spero che la motivazione non mi abbandoni.
Un saluto a tutti e, a voi che potete, buone corse!

mercoledì 20 giugno 2012

Stress, fisiologia o destino cinico e baro?

Lo sapevo, anzi lo sospettavo per essere più preciso ed onesto verso me stesso.
Fatto il prericovero, in attesa dell’intervento chirurgico previsto in prima battuta per il 2 luglio, ecco che mi arriva una chiamata dall’ospedale: l’anestesista non ha dato l’ok perché ci sono dei “problemini” che richiedono una visita cardiologica.
Stamattina, armato di un bel plico di accertamenti che avevo fatto nel 2007 e 2008 mi reco fiducioso (e un tantino preoccupato) all’appuntamento col cardiologo. Dopo un’attesa di circa un’ora rispetto all’ora prefissata ecco che è il mio turno. L’esito è alquanto sconfortante: ci sono, mi dice, numerose aritmie e si richiede pertanto un ecocardiogramma.
Non mi ha neppure detto che non c’era da preoccuparsi, per cui… mi preoccupo.
In primo luogo perché non vorrei essere ritornato alla situazione iniziale, del 2007, quando alla prima visita per l’idoneità agonistica ebbi questa spiacevole “sorpresa”. Poi dopo un anno sembrava che il tutto fosse rientrato grazie anche al beneficio dell’attività fisica.
Infatti non ho più avuto né problemi né tantomeno sintomi di allarme.
In secondo luogo mi preoccupa il possibile (probabile) slittamento della data dell’intervento.

Inutile dire come mi sento: sfiduciato, abbattuto, deluso.


Ma qual è la causa di tutto ciò? Probabilmente sono fatto così, è una questione fisiologica, ma forse c’è di più.
Se ripenso a ciò che ho vissuto in questi ultimi due anni è facile che vi trovi anche la con-causa di questo problema.
Ho attraversato vicissitudini che mi hanno davvero spezzato il cuore, amici che credevo tali e che invece mi hanno tradito ed altri che invece si sono allontanati cancellando ogni traccia di sé.
Ogni tanto ci penso e ogni volta provo un sentimento di angoscia e tristezza e tutto questo il mio cuore lo deve smaltire dentro di sé visto che non posso neppure scaricare queste tensioni con la corsa.
Devo smetterla di soffermarmi sul passato e guardare avanti a ciò che ogni giorno la vita sa offrire di nuovo e di bello.

Però...

Però non è facile….

Non credo al destino cinico e baro, saprò rialzare la testa e ricominciare con più serenità.

Domani sarà un altro giorno, un’altra storia, ma oggi mi sento giù.

venerdì 1 giugno 2012

Lascia o raddoppia?

Eccomi di nuovo al capolinea!
Ieri mi sono sottoposto all'ecografia del tendine d'Achille di sinistra e l'esito è tanto esplicito quanto sconfortante: il tendine presenta un vistoso ispessimento per una lunghezza di circa 5 centimetri e mezzo; lo spessore, che in condizioni normali dovrebbe essere di circa 5 mm, raggiunge il massimo di 13 mm, quasi tre volte tanto! Il riposo da solo non servirebbe a molto mentre altre cure difficilmente potrebbero far rientrare la situazione.
Dunque sono di fronte a una duplice prospettiva: lasciare o raddoppiare.
Lasciare la corsa, appendere le scarpette al chiodo e chiudere questa breve e intensa passione che mi ha preso, mi ha sedotto, mi ha trasformato, mi ha fatto sentire vivo e mi ha appagato; con questi tendini non è più possibile, già ultimamente il piacere del correre era diventato solo dolore e sofferenza. Certo, a quasi 55 anni uno potrebbe anche aver già dato e sentirsi ormai appagato, ma io ho iniziato da troppo poco tempo e già pregustavo nuove sfide e nuovi traguardi...
Raddoppiare allora? Risottopormi ai ferri del chirurgo in modo da risolvere definitivamente anche questa patologia?
Non mi spaventa l'idea, in fin dei conti ora sò cosa mi aspetta sia prima nell'attesa che dopo per la riabilitazione. Si deve ripartire nuovamente da zero un'altra volta, i mesi saranno lunghi e la fatica del ricominciare non mancherà.
Comunque vada, il 2012 atleticamente parlando è già finito.
Settimana prossima farò un colloquio col professore che mi ha operato all'altro tendine e insieme vedremo di mettere in programma questo secondo intervento.
Non dico altro, per adesso: vivo ogni giorno per quello che è sapendo che nulla ci è dovuto, tutto è grazia e la vita in fondo è proprio questo continuo dono gratuito di cui spesso non ci si rende conto.
A presto.

martedì 14 febbraio 2012

Pubalgia!

Come sospettavo e temevo ecco la sentenza: trattasi proprio di pubalgia. Sono andato da un medico dello sport al centro Sportlife di Brescia dove ho fatto l'ecografia ai muscoli adduttori e addominali e il referto è quello che riporto qui sotto.



La cosa che mi consola è che il medico mi ha detto di non fermarmi ma solamente di ridurre il carico e soprattutto di attivarmi a fare gli esercizi di stretching e potenziamento dei muscoli stabilizzatori del bacino, massaggi (fatti da uno competente!) e quant'altro.
Il problema pare sia nato dal fatto che l'operazione al tendine di Achille dell'anno scorso ha in qualche modo indebolito la struttura, inoltre ho una muscolatura della gamba piuttosto forte e i tendini devono sopportare uno stress e un carico che li porta in sofferenza.
Tutto questo per dire che non mi è preclusa la partecipazione alla maratona di Roma ma senza forzare e, aggiungo io, senza voli pindarici di fantasia sulla prestazione: quel che verrà verrà, l'importante sarà arrivare fino in fondo, possibilmente sano e salvo.
Intanto dopo uno stop che si è protratto per oltre una settimana, visto anche che il freddo polare ha mollato un pò, riprenderò a fare qualche uscita (e domenica c'è la mezza di Verona!!!).


giovedì 9 febbraio 2012

Eh no, non ci voleva!!!

Posso imprecare?
Da qualche giorno avvertivo un dolore nella zona inguinale che si irradiava lungo l’interno della coscia destra ma era un fastidio più che un vero e proprio dolore. Poi la sensazione dolorosa si è intensificata stranamente a riposo, nel letto: vere e proprie fitte a seconda di come appoggiavo la gamba.
Fitte che non riuscivo a capire bene se localizzate sulla coscia o più su in zona inguinale o addirittura al basso ventre. Ho fatto alcune ricerche in internet e pare che i miei sintomi, che in fase di movimento si attenuano parecchio, siano proprio quelli di una vera e propria pubalgia, in termini tecnici “mioentesite” che colpisce i punti di inserzione sull'osso pubico di diversi muscoli: adduttori, pettineo, piramidale, retti addominali, obliqui addominali, trasversi addominali. Viene provocata generalmente da un carico eccessivo nel corso dell'attività sportiva.
Prima di accettare questa evenienza ho fatto una visita dal mio medico curante che mi ha diagnosticato un probabile stiramento dell’adduttore e mi ha prescritto degli antiffiamatori (di cui però non intendo abusarne) e riposo assoluto per almeno una quindicina di giorni (ma come si fa, con Roma alle porte?); ma soprattutto ho fissato per lunedì pomeriggio una visita da uno specialista dello sport. Vediamo cosa mi dirà.
Intanto incrocio le dita e tutto ciò che posso incrociare….
Non vorrei dover rinunciare alla maratone di Roma, a costo di farmela tutta a piedi (in fin dei conti basta stare entro il tempo massimo che dovrebbe essere attorno alle otto ore).
Inutile dire che ho il morale in caduta libera...


martedì 7 febbraio 2012

Visita agonistica e tapis roulant

Abile, arruolato!
Ho fatto ieri pomeriggio la consueta visita medica annuale per il rinnovo della certificazione di abilità alla pratica agonistica.
Mi hanno sottoposto al test da sforzo sul cicloergometro e poi, cardiogramma alla mano, mi è stata fatta la visita medica.
Pare che vada tutto bene; dopo avermi tastato ed armeggiato un pò il medico mi ha congedato con un “tutto ok, lei può tranquillamente continuare a fare sport” e così per un altro anno sono a posto.

Sono giornate freddissime anche se rispetto al resto d’Italia (e d’Europa) qui la neve non ha provocato grossi problemi, ne sono scesi solo pochi centimetri ma le bassissime temperature (abbiamo toccato i -12°C) hanno trasformato in ghiaccio tutto il manto bianco per cui uscire a correre oltre che fastidioso (occorre infatti bardarsi per bene pena congelamento) è anche abbastanza rischioso.

E allora che fare? Ho in casa un tapis roulant, acquistato da mio figlio, e per la verità a me non è mai piaciuto, però a mali estremi, estremi rimedi e quindi mi sono deciso a svolgere il mio allenamento su quel macchinario infernale.
La prima difficoltà è stata digerire le diverse indicazioni sul display: qui si ragiona in termini di Km/h anziché di min/Km e la cosa mi ha dato parecchio fastidio. Ho impostato una specie di ripetute concluse come nel prospetto seguente.

stepdist min/Km
1
800
7.30
2
800
4.17
3
400
7.30
4
800
4.17
5
400
7.30
6
800
4.17
7
400
7.30
8
800
4.17
9
400
7.30
10
800
4.17
11
400
7.30
12
800
4.17
13
400
7.30
14
800
4.17
15
400
7.30
16
800
4.17
17
400
7.30
18
600
6.00
tot
11000
5.33

Nonostante fossi (s)vestito solamente con calzoncini e canotta come se fosse pieno agosto e l’ambiente non fosse per nulla riscaldato, al termine della prova ero abbondantemente sudato, praticamente fradicio da capo a piedi.

Però alla fine devo riconoscere che il mio giudizio sul tapis roulant è meno negativo di quel che era all’inizio. Evitare di uscire col freddo e col buio e non rinunciare all’allenamento ha i suoi vantaggi. Però… prima o poi finirà questo clima assurdo, e allora comincerò a lamentarmi del caldo….

giovedì 19 maggio 2011

Rapido dietro front.

Pensavo, anche su suggerimento del fisioterapista dopo aver concluso la riabilitazione, di poter tornare gradatamente a correre e infatti mi ero cautamente già messo a farlo partecipando anche a una non competitiva.
L'altro giorno ho sostenuto la visita di controllo con il chirurgo che mi aveva operato.
Appena gli ho accennato che avevo fatto un paio di corsette ma che alla fine mi ero ritrovato con la parte ancora gonfia, mi sono sentito letteralmente investito di un "NO" secco:
Ma come? Vuole rovinare tutto?
E mi ha prescritto, anzi direi INTIMATO di non correre assolutissimamente almeno per altri 50-60 giorni!
Immaginatevi come mi sono sentito...
ne ho parlato col mio medico di base e lui, sorridendo, mi ha tranquillizzato consigliandomi però di fare come mi è stato prescritto e dunque niente corsa fino alla fine di giugno.
Nel frattempo che faccio?
Credo di aver messo sù qualche chilo (sigh) e la pancetta inizia a farsi vedere....
Sono tornato al lavoro, almeno così riprenderò uno stile di vita con meno eccessi.
Faccio qualche giretto in bici (ma anche su questo mi è stato consigliato di non esagerare) e aspetto che il tempo passi veloce e sia davvero un buon medico.
Ciao a tutti.

venerdì 22 ottobre 2010

In lista d'attesa

Dopo l'ecografia, ecco fatta anche la risonanza magnetica. Adesso ho tutta la situazione, fotogramma per fotogramma, del mio piede destro. Mi hanno infilato le gambe all'interno di un macchinario simile a quello in figura e per circa 10 minuti sono stato "vivisezionato", ovviamente senza avvertire alcun fastidio se non il rumore dei magneti che sembrava di tanto in tanto come una raffica di mitragliatrice...
Se ci penso bene devo ammettere che qui da noi ci possiamo ritenere fortunati con tutta questa tecnologia medica a disposizione. Il risultato è stato messo su un CD dal quale è possibile vedere la sequenza dei fotogrammi, proprio come un filmato. Fa una certa impressione vedere il piede che si forma e si scompone piano piano, proprio come se lo si attraversasse.
Cosa dice l'esito clinico? Boh, io con i paroloni medici non vado molto d'accordo ma, tra le righe, mi pare di leggere che...beh...insomma... prima si interviene chirurgicamente e meglio è, il tendine è malconcio, leso, ingrossato, presenta frammenti calcarei....
Ci penserà il chirurgo a vagliare tutto; io metto il mio piede nelle sue mani e spero di riaverlo indietro ancora funzionante e pronto a darmi future soddisfazioni atletiche.
Sono in lista d'attesa; spero che l'attesa non sia lunga perchè poi sarà lunga anche la fase di recupero.... è come un'ultramaratona, sono sulla linea di partenza e aspetto che venga dato lo start!

venerdì 13 agosto 2010

Sul lettino del fisioterapista

Alla fine non ho potuto farne a meno: il tendine che mi aveva tanto fatto soffrire sembrava essere tornato buono buono ma è bastata una corsetta fatta in maniera un pochino meno rilassata e l'indomani "l'amico" si è rifatto sentire.
Allora ho rotto gli indugi e ho contattato un fisioterapista (devo ringraziare Michele per la segnalazione) che alla prima visita mi ha subito fatto notare che il tendine era ben ingrossato e infiammato. Già ieri ho effettuato la prima terapia: steso sul lettino mi ha prima "torturato" il muscolo della gamba per scioglierlo e poi il tendine per ridurre l'infiammazione, infine cinque minuti di laserterapia. In 4-5 sedute dovrebbe andare tutto a posto, in caso contrario sarà necessario fare accertamenti più specifici per verificare se ci sono lesioni delle fibre tendinee (ma spero viovamente di poter escludere tale evenienza). Ho visto le stelle all'inizio della manipolazione ma poi mi sono sentito meglio e stamattina non avverto già più quella brutta sensazione di tensione che mi compariva ogni volta al risveglio.
La buona notizia è che il terapista non mi ha sconsigliato di correre, mi ha solo detto di evitare gli sforzi più intensi.
Da domenica scorsa comunque non ho più corso, anche per il tempo che si è messo al brutto (e da domani inizio le ferie!); ho solo fatto un pò di ciclismo per non sovraccaricare troppo la gamba, però domenica prossima sarò alla partenza del trofeo dell'Assunta a Marone, 9 Km tutti in salita; prometto che li farò piano piano....

venerdì 22 gennaio 2010

22 gennaio: abile e arruolato!


Ieri sera ho sostenuto la visita medica di idoneità agonistica.
Confesso che ero un tantino in apprensione e mi sono portato precauzionalmente tutto il malloppo della documentazione degli accertamenti cardiaci che avevo fatto nel 2007 e 2008 (esami, holter, ecocardio....).
Invece con mia somma soddisfazione non è risultato nulla di anomalo, nessuna aritmia riscontrata nè a riposo nè dopo sforzo.
Il medico mi ha detto che per avere la sicurezza certa di un cuore senza problemi ci sarebbe un solo accertamento diagnostico infallibile: l'autopsia. Solo che a questo punto è praticamente impossibile ottenere il consenso da parte del paziente!


E così anche per quest'anno evito di attaccare le scarpette al chiodo, le dovrò consumare attaccate ai piedi!

Stamattina alle 5.30 sono uscito con un senso di soddisfazione che mi ha fatto gustare il gesto atletico del correre: 9,52 Km con passaggio per il paese a provare il percorso della staffetta per il superpalio di Franciacorta, gara a squadre tra i Comuni della zona in programma il 5 giugno, e poi giro largo verso la Costa e la salitella di Calino prima di chiudere tornando a casa in tempo per partire per il lavoro.

[dettagli su Garmin Connect]

mercoledì 10 dicembre 2008

10 dicembre: piove ma il cuore è OK

Stò colpevolmente tralasciando la tabella di preparazione per Roma 2009 che molto gentilmente mi ha dato Bibe e la stò sostituendo col metodo "Alvin-Katzen" riveduto, ridotto e adattato a un lento come me. Ma prometto solennemente che tornerò in carreggiata quanto prima (a Natale si fanno tutti le buone promesse....).
Intanto oggi piove e fa freddo e qui la neve non c'è ma mi sarebbe piaciuto correre tra i fiocchi bianchi, pazienza!
Stasera finalmente vado a ritirare il certificato medico di idoneità agonistica. Il mio cuore è OK, tutti gli accertamenti fatti hanno appurato che non ci sono problemi e che quindi non ci sono alibi che tengano: correre e sudare, soffrire e tacere!
E sono felice di ciò.
Intanto in questi giorni sono stato preso dalle pratiche per l'affiliazione della mia società alla FIDAL, e anche questo ostacolo dovrebbe (il condizionale è d'obbligo ancora per qualche giorno) essere superato.
Durante le festività natalizie, incrociando gli impegni "tabellari" vedrò cosa programmare nei primi mesi del 2009, fermo restando che a Verona dovrei confermare la partecipazione alla mezza.

giovedì 27 novembre 2008

27 novembre: 7 Km alle 5:55 e poi Holter

Stamattina mi sono alzato presto e alle 5:55 sono partito per il mio giro da circa 7 Km. La temperatura era prossima allo zero ma in assenza di vento tutto sommato si stava bene. Ho indossato la maglia a maniche lunghe e il giacchino giallo, i guanti, i calzoncini a mezza gamba e via. Poco più di mezzora e poi a casa, doccia, colazione e partenza per Brescia dove alle 9:15 mi sono recato alla clinica Sant'Anna per mettere l'holter. L'infermiera mi ha fatto sdraiare sul lettino dicendomi che doveva prima fare un cardiogramma. Mi dice "Si vede che lei ha un cuore di atleta, i suoi battiti a riposo sono 45 al minuto; aritmie non ce ne sono". Bene, domattina ripasserò per togliere "la scatoletta" e vedremo nelle 24 ore cosa è successo.
Intanto dovrei aver cominciato la tabella che Alberto mi ha passato per la preparazione alla maratona ma... ancora non l'ho guardata. Tutto sommato un livello di base ce l'ho già avendo fatto l'ultima Mezza domenica scorsa, però sarà bene che cominci a fare lo scolaro diligente. Dopo Firenze (auguri a tutti!) ricontatterò Alberto e vedremo di mettere in atto una strategia comune.
Intanto sono impegnato a formalizzare l'affiliazione alla FIDAL della nostra società; speriamo che i tempi burocratici non diventino "biblici".

martedì 25 novembre 2008

24 novembre: come volevasi dimostrare…

Giornata di riposo podistico ieri: accogliendo il suggerimento di Uscuru ho tirato i remi in barca dopo la mezza di Padenghe. Avevo però in programma il check up cardiaco per cui alle 13 mi sono recato alla clinica S.Anna di Brescia per effettuare l’ecocardiogramma e poi la prova sotto sforzo al cicloergometro.
Sono state complessivamente due ore in cui mi hanno fatto spremere ben bene e alla fine come volevasi dimostrare l’esito è stato molto soddisfacente.
Lei ha un cuore bellissimo”, non so se era un complimento per la gentilezza e la cortesia verso la dottoressa che avevo espresso oppure solo una constatazione medica…
Le aritmie che ci sono a volte in condizione di riposo sono scomparse durante lo sforzo che ha fatto, ed è stata una prova importante; secondo me lei non ha nessuna patologia, il suo cuore è a posto”.
Da un lato sono soddisfatto, avevo infatti il timore che seppure a distanza di pochi mesi dal precedente accertamento cardiologico fosse subentrato un qualche fattore di rischio, invece a quanto pare è tutto ok; dall’altro mi convinco che poteva essermi evitata questa ulteriore “rottura di scatole”.
Adesso per completare venerdì farò anche l’holter per monitorare il battito nelle 24 ore e poi spero che con tutti questi risultati mi venga rinnovato senza ulteriori tentennamenti il certificato medico di idoneità agonistica.

Ho letto sui vari blog una bellissima e curiosa iniziativa: come eravamo?
Io ero decisamente diverso da come sono ora: fino a una decina d’anni fa avevo una chioma più “corposa” e castana scura e un bel paio di baffi… il tipico identikit del “padrino” insomma…. Appena troverò la foto la posterò per vedere che effetto fa. Adesso metto questa, avevo circa 15 anni, praticamente appena appena svezzato….. ah, come passa il tempo!

Ultima osservazione: IL MIO BLOG HA SUPERATO LE 5000 VISITE.... grazie!

mercoledì 19 novembre 2008

18 novembre: Ancora? Basta!

Lo sapevo, avevo il sospetto che finisse così, purtroppo!
Accortomi che il mio certificato medico era ormai scaduto ho preso appuntamento per la visita di idoneità agonistica dallo stesso cardiologo che mi ha “monitorato” l’anno scorso.
Alla visita del 2007 mi aveva riscontrato delle anomalie cardiache (extrasistoli) a seguito delle quali mi sono sottoposto a tutta una serie di accertamenti diagnostici per scoprirne la causa.
Ho iniziato con un Holter (registrazione del battito cardiaco in modo continuativo per 24 ore) cui sono seguite via via altre visite cardiologiche, un ecocardiogramma, un ecocolordoppler (ecocardio sotto sforzo), un secondo Holter e altri ECG fatti presso strutture e specialisti diversi.
Il tutto nell’arco di tempo che va da ottobre 2007 ad agosto 2008.
Alla fine col mio bel malloppo in mano ho saputo che in sostanza non ci sono patologie particolari, anzi in quell’arco di tempo anche per effetto dell’attività atletica il mio cuore ha sensibilmente attenuato i sintomi aritmici.
Praticamente ogni medico cardiologo che mi ha seguìto mi ha congedato senza darmi una diagnosi precisa, è come se il mio cuore fosse nato così com’è, come uno ha gli occhi di un particolare colore o le dita o il naso fatti in quella particolare forma, insomma… sono nato così e vivo così.
Addirittura su precisa richiesta nessuno mi ha sconsigliato di fare attività agonistica, al contrario mi è stato detto che correre fa bene e anche le lunghe distanze, fatte ovviamente senza voler strafare.
Bene? No, male!
Il cardiologo ha voluto vedere tutti gli esiti di cui sopra, ne ha tenuta una copia ma ancor prima di esaminarli, mi ha detto che siccome ha riscontrato che ho ancora delle aritmie, prima di darmi l’ok vuole che io faccia ancora degli ulteriori accertamenti. “Sa, sono io che metto la firma e se per caso le dovesse capitare qualcosa….”.
Stronzo! So che prima o poi dovrò morire, ma se sarà per lo sforzo di una bella corsa gratificante non sarebbe la miglior maniera di congedarmi da questo mondo?
E se invece succede che esco da casa e mi tira sotto un TIR?
Dunque cosa devo aspettarmi da tutta un’ulteriore serie di esami diagnostici rispetto a quello che so già?
Tralasciando l’aspetto economico (non trascurabile) e del tempo che devo impegnare, mi sorge il sospetto che anziché per il mio cuore questi accertamenti servano più per parare il suo culo!
Nessuno ha più il coraggio di assumersi le proprie responsabilità professionali.
Se hai paura a mettere una firma dimmi che non te la senti, punto e basta!
Sì, lo so che potrei evitare tutto questo casino e rassegnarmi a fare le corsette non competitive ma è troppo bello essere in gara, so perfettamente che non salirò mai su un podio, ma leggere il proprio nome in una classifica ufficiale è una gratificazione cui non vorrei rinunciare, non importa che prima del tuo nome debba scorrerne altri mille arrivati davanti a te.
Sono consapevole dell’importanza di controllare bene il proprio stato di salute, soprattutto passati i cinquant’anni; penso però che aver fatto quello che ho fatto quest’anno (10 mezze maratone oltre a qualche altra gara su distanze inferiori) possa essere un buon segnale che forse questo eccesso di zelo sia un pochino fuori luogo.
Tornato a casa “leggermente incazzato” poco prima dell’ora di cena, mi sono velocemente cambiato e sono andato a sbollire la mia rabbia con una corsa di circa mezzora… senza sentire neppure la fatica. Dopo cena mi aspettava anche l’appuntamento con la corale per le prove che si sono protratte fino a quasi mezzanotte.
Domenica ho la mezza a Padenghe, mi sento un leone in gabbia…..

martedì 5 agosto 2008

5 agosto: 7Km ed esito Holter OK

Uscita all'alba, alle 5.30 ma già a quell'ora c'era afa e caldo, sono proprio le giornate più torride di questa estate. Ho tenuto un ritmo tranquillo per poi accelerare un pochino nella seconda parte e terminare in progressione. Stamattina ho trovato le foto della Dieci Miglia del Garda e le ho messe sul sito della nostra società. Non sono decisamente fotogenico...
Ah, intanto ho una buona, anzi buonissima notizia: l'esito dell'Holter ha detto che praticamente non ci sono più problemi di aritmia cardiaca; rispetto alla prima verifica di fine ottobre 2007 la percentuale di battiti "irregolari" ventricolari è scesa dal 5,8% all'1,1% e quelli sopraventricolari dal 3,1% allo 0,4%. Sono valori considerati trascurabili. La causa? Probabilmente, a detta del cardiologo, l'attività fisica stà dando buoni frutti: non vincerò mai una gara ma il mio organismo si stà cambiando decisamente in meglio!

venerdì 18 luglio 2008

18 luglio: un cuore matto…. o no?

Ieri sera, 17 luglio, sono andato a fare finalmente un esame importantissimo: l’ecocolordoppler cardiaco da sforzo. Da quando ho fatto la visita medica per l’idoneità agonistica, nel novembre scorso, su consiglio del medico cardiologo mi sono sottoposto ad una serie di esami atti a verificare lo stato di salute del mio “cuore matto”, infatti ho da sempre una aritmia asintomatica che però è bene valutare onde evitare spiacevoli e nefaste conseguenze. Quindi dopo una serie di visite cardiologiche, esami, ECG, holter fatti in varie strutture, anche per avere pareri diversi, ecco questo ultimo esame abbastanza approfondito.
Mi hanno fatto sdraiare su un cicloergometro e ho pedalato per circa mezzora con resistenza crescente mentre in contemporanea mi era monitorata la pressione arteriosa e tracciata l’ecografia cardiaca.
Le conclusioni sono state: “Ecocardiogramma da sforzo negativo per ischemia inducibile. Sporadica extrasistolia ventricolare singola monomorfa. Buona capacità funzionale. Normale funzione venticolare sinistra.”.
I dati della frequenza cardiaca: 52 basale e 136 al max sforzo.
La pressione arteriosa: 120/80 basale e 220/110 max.
La cardiologa mi ha quindi gentilmente congedato dicendomi di continuare a correre senza problemi e, a precisa domanda, di non aver nessun motivo per non provare a fare anche una maratona o una corsa che mi impegni anche più di 4 ore.
Che dire? E’ meglio di quanto pensassi, adesso certamente non devo strafare ma provo un senso di grosso sollievo. Non so se mi cimenterò nella maratona ma certamente i 21 Km non rappresentano più uno spauracchio.
Stamattina ho fatto il mio solito giretto da 7 Km, il tempo si stava preparando al brutto (infatti in mattinata ha poi piovuto) ma io “dentro” mi sentivo leggero e felice.