
Lo sapevo, avevo il sospetto che finisse così, purtroppo!
Accortomi che il mio certificato medico era ormai scaduto ho preso appuntamento per la visita di idoneità agonistica dallo stesso cardiologo che mi ha “monitorato” l’anno scorso.
Alla visita del 2007 mi aveva riscontrato delle anomalie cardiache (extrasistoli) a seguito delle quali mi sono sottoposto a tutta una serie di accertamenti diagnostici per scoprirne la causa.
Ho iniziato con un Holter (registrazione del battito cardiaco in modo continuativo per 24 ore) cui sono seguite via via altre visite cardiologiche, un ecocardiogramma, un ecocolordoppler (ecocardio sotto sforzo), un secondo Holter e altri ECG fatti presso strutture e specialisti diversi.
Il tutto nell’arco di tempo che va da ottobre 2007 ad agosto 2008.
Alla fine col mio bel malloppo in mano ho saputo che in sostanza non ci sono patologie particolari, anzi in quell’arco di tempo anche per effetto dell’attività atletica il mio cuore ha sensibilmente attenuato i sintomi aritmici.
Praticamente ogni medico cardiologo che mi ha seguìto mi ha congedato senza darmi una diagnosi precisa, è come se il mio cuore fosse nato così com’è, come uno ha gli occhi di un particolare colore o le dita o il naso fatti in quella particolare forma, insomma… sono nato così e vivo così.
Addirittura su precisa richiesta nessuno mi ha sconsigliato di fare attività agonistica, al contrario mi è stato detto che correre fa bene e anche le lunghe distanze, fatte ovviamente senza voler strafare.
Bene? No, male!
Il cardiologo ha voluto vedere tutti gli esiti di cui sopra, ne ha tenuta una copia ma ancor prima di esaminarli, mi ha detto che siccome ha riscontrato che ho ancora delle aritmie, prima di darmi l’ok vuole che io faccia ancora degli ulteriori accertamenti. “
Sa, sono io che metto la firma e se per caso le dovesse capitare qualcosa….”.
Stronzo! So che prima o poi dovrò morire, ma se sarà per lo sforzo di una bella corsa gratificante non sarebbe la miglior maniera di congedarmi da questo mondo?
E se invece succede che esco da casa e mi tira sotto un TIR?
Dunque cosa devo aspettarmi da tutta un’ulteriore serie di esami diagnostici rispetto a quello che so già?
Tralasciando l’aspetto economico (non trascurabile) e del tempo che devo impegnare,
mi sorge il sospetto che anziché per il mio cuore questi accertamenti servano più per parare il suo culo!Nessuno ha più il coraggio di assumersi le proprie responsabilità professionali.
Se hai paura a mettere una firma dimmi che non te la senti, punto e basta!
Sì, lo so che potrei evitare tutto questo casino e rassegnarmi a fare le corsette non competitive ma è troppo bello essere in gara, so perfettamente che non salirò mai su un podio, ma leggere il proprio nome in una classifica ufficiale è una gratificazione cui non vorrei rinunciare, non importa che prima del tuo nome debba scorrerne altri mille arrivati davanti a te.
Sono consapevole dell’importanza di controllare bene il proprio stato di salute, soprattutto passati i cinquant’anni; penso però che aver fatto quello che ho fatto quest’anno (10 mezze maratone oltre a qualche altra gara su distanze inferiori) possa essere un buon segnale che forse questo eccesso di zelo sia un pochino fuori luogo.
Tornato a casa “leggermente incazzato” poco prima dell’ora di cena, mi sono velocemente cambiato e sono andato a sbollire la mia rabbia con una corsa di circa mezzora… senza sentire neppure la fatica. Dopo cena mi aspettava anche l’appuntamento con la corale per le prove che si sono protratte fino a quasi mezzanotte.
Domenica ho la mezza a Padenghe, mi sento un leone in gabbia…..