Stavolta non parlo di corsa, il PB di cui parlo è un’altra cosa ma penso che sia ben più importante: oggi infatti ho compiuto la mia centocinquantesima donazione di sangue all’AVIS, un traguardo che mai avrei immaginato di raggiungere.
Ricordo che nel lontano 1981, poco più che ventenne presi la decisione di diventare donatore per esorcizzare la paura del sangue. Il solo pensiero del sangue, anche soltanto qualche goccia, mi faceva letteralmente annebbiare la vista e perdere i sensi e la cosa mi provocava insieme preoccupazione e vergogna: come può un giovane, sano e robusto, vivere una situazione simile di fragilità? Allora, decisi di sottopormi ad una vera e propria terapia d’urto: diventare donatore di sangue e mi iscrissi all’AVIS locale. Forse inconsciamente avevo già nel mio intimo lo spirito del maratoneta, quello che ti fa affrontare le imprese più difficili con serenità e coraggio. Le prime donazioni furono difficili, ne uscivo sempre bianco e smorto come un cencio lavato ma non mollai fino a quando pian piano riuscii a vincere questa situazione e adesso eccomi a tagliare questo simbolico traguardo, 150 donazioni.
Non voglio autocelebrarmi, sarebbe inopportuno e sciocco, ma un pizzico di compiacimento credo di potermelo permettere, anche perché la cosa più bella e sconvolgente allo stesso tempo è il senso stesso della donazione. Mi spiego: è nobile l’intento di chi offre gratuitamente qualcosa di proprio agli altri, soprattutto se ne hanno bisogno e non possono ricambiare, ma la cosa unica che fa del donatore di sangue un essere ancora più pazzo e ammirabile è che questo genere di dono è fatto senza neppure sapere chi ne sarà il beneficiario. Fosse anche il mio più acerrimo nemico, colui che magari mi ha riservato solo torti e ingiustizie, se è nel bisogno potrebbe essere lui il destinatario del mio dono, lui forse lo saprà ma io non lo verrò mai a sapere. Questo è bello e grande.
Donare il sangue è anche una pratica salutare, specialmente per gli sportivi: si è periodicamente controllati e si ha la garanzia che la salute è ben monitorata; inoltre il disagio con relativa sospensione dell’attività fisica è limitato alla sola giornata della donazione ed eventualmente anche al giorno successivo, ma il ricambio del sangue apporta anche energie nuove e se ne ha la percezione alla ripresa dell’attività.
E’ bello e gratificante sentirsi chiedere dal medico durante gli accertamenti prima del prelievo “Lei è sportivo?” e verificare che i dati delle analisi cliniche lo dimostrano; fare sport equivale a conservare la salute sia fisica che psichica; fare un gesto di altruismo qual è la donazione fa anche stare meglio spiritualmente.
E allora lasciatemi festeggiare, senza clamori, nel cerchio ristretto della mia famiglia, il mio nuovo Personal Best: non ci saranno medaglie celebrative, non titoli sui giornali, non luci di palcoscenici ma, ne sono certo, il sorriso ritrovato di chi, senza colpa, si trova nella necessità di ricevere un po’ di linfa vitale e, grazie alla mia piccola goccia, non ne rimane privo.
mercoledì 2 aprile 2014
giovedì 13 marzo 2014
Un pò di fatica di troppo
Dopo tre giorni dalla Half Art Marathon di Brescia sono uscito a correre; mi sembrava di stare bene e non ero uscito nei giorni precedenti a causa di impegni vari. Per non rifare il solito giro dei boschi ho puntato verso Rovato con l'intenzione di affrontare la salita del convento dell'Annunciata. Purtroppo l'orario non era certamente il più indicato e per buona parte del percorso su strada ho dovuto forzatamente convivere con il traffico automobilistico particolarmente intenso e fastidioso (nonchè abbastanza rischioso). La salita l'ho sofferta un pò più del previsto, si vede che erano rimaste alcune tossine della gara di domenica. Porto comunque a casa un bel 12 Km ma le sensazioni non sono state delle migliori.
lunedì 10 marzo 2014
Brescia half art marathon
Bella giornata primaverile e clima ideale per correre "bene" senza troppi affanni in una città finalmente libera dal traffico nervoso e inquinante e pacificamente assaltata da circa tremila runners, dai "top" ai meno dotati atleticamente. Tre le gare competitive con partenza unica da viale Europa. la maratona (664 arrivati al traguardo), la mezza (1363) e la ten (690); a questi si aggiungono i non competitivi sulle distanze di 10 Km e della family walking, in centro.
Negli ultimi 15 giorni ho, mio malgrado, corso un pò meno di quanto avrei voluto e soprattutto non ho mai superato la quindicina di Km; da qui qualche dubbio su come avrei tenuto in gara. Obiettivo dunque era quello di arrivare, possibilmente sano e salvo e meno distrutto del solito, entro le due ore dalla partenza.
Ma avevo anche un altro obiettivo, quello di rendere onore alla memoria di Fabrizio e di Paolo.
Intruppato nella pancia del gruppone, allo sparo ho impiegato oltre mezzo minuto prima di transitare sul tappeto della partenza; poco dopo a Mompiano la strada si è ristretta e d era gioco forza mantenere un ritmo abbastanza contenuto. Mi sono poi assestato su un ritmo regolare, poco superiore ai 5/Km ma non ho cercato di aumentare per tenere in serbo le preziose risorse fisiche in modo da poter arrivare senza problemi fino al traguardo. Molto bene lo strappetto della Torricella, dopo la zona artigianale di Cellatica, al 14° Km ho preso un gel energetico e al ristoro del 15° ho tentato di bere un pò d'acqua col risultato di farmela andare completamente di traverso! Un pochino noioso il tratto di Fiumicello ma ormai annusavo il traguardo ormai vicino. Al 19° Km maratona e mezza si separavano e pensavo allo stato d'animo di chi si sarebbe dovuto sorbire ancora più di 22 Km, mentre io mi sentivo ormai col serbatoio in riserva. L'ultimo Km in pieno centro cittadino l'ho fatto in apnea senza sentire la fatica, tanta era l'adrenalina che avevo addosso. Ho chiuso in piazza Loggia con le braccia alzate: 1.47.11 il mio real time, obiettivo al di là di ogni rosea previsione! Subito dopo mi sono infilato nella tenda massaggi e ho potuto usufruire di un corroborante massaggio che mi ha rigenerato.
Raggiunti gli amici di squadra ci siamo poi complimentati a vicenda (qualcuno ha ottenuto un risultato veramente eccezionale) e in breve si è fatto ritorno a casa.
Il mio medagliere si arricchisce di un'altra medaglia!!! Alla prossima.
Negli ultimi 15 giorni ho, mio malgrado, corso un pò meno di quanto avrei voluto e soprattutto non ho mai superato la quindicina di Km; da qui qualche dubbio su come avrei tenuto in gara. Obiettivo dunque era quello di arrivare, possibilmente sano e salvo e meno distrutto del solito, entro le due ore dalla partenza.
Ma avevo anche un altro obiettivo, quello di rendere onore alla memoria di Fabrizio e di Paolo.
Intruppato nella pancia del gruppone, allo sparo ho impiegato oltre mezzo minuto prima di transitare sul tappeto della partenza; poco dopo a Mompiano la strada si è ristretta e d era gioco forza mantenere un ritmo abbastanza contenuto. Mi sono poi assestato su un ritmo regolare, poco superiore ai 5/Km ma non ho cercato di aumentare per tenere in serbo le preziose risorse fisiche in modo da poter arrivare senza problemi fino al traguardo. Molto bene lo strappetto della Torricella, dopo la zona artigianale di Cellatica, al 14° Km ho preso un gel energetico e al ristoro del 15° ho tentato di bere un pò d'acqua col risultato di farmela andare completamente di traverso! Un pochino noioso il tratto di Fiumicello ma ormai annusavo il traguardo ormai vicino. Al 19° Km maratona e mezza si separavano e pensavo allo stato d'animo di chi si sarebbe dovuto sorbire ancora più di 22 Km, mentre io mi sentivo ormai col serbatoio in riserva. L'ultimo Km in pieno centro cittadino l'ho fatto in apnea senza sentire la fatica, tanta era l'adrenalina che avevo addosso. Ho chiuso in piazza Loggia con le braccia alzate: 1.47.11 il mio real time, obiettivo al di là di ogni rosea previsione! Subito dopo mi sono infilato nella tenda massaggi e ho potuto usufruire di un corroborante massaggio che mi ha rigenerato.
Raggiunti gli amici di squadra ci siamo poi complimentati a vicenda (qualcuno ha ottenuto un risultato veramente eccezionale) e in breve si è fatto ritorno a casa.Il mio medagliere si arricchisce di un'altra medaglia!!! Alla prossima.
mercoledì 5 marzo 2014
Dedicato a Fabrizio
Non lo conoscevo.
So solamente che Fabrizio Bellucci, 44 anni, era alla partenza della mezza maratona Roma-Ostia domenica scorsa.
So che ha concluso la sua gara in 01:42:54 (fonte TDS) ma questo è un dettaglio che non conta, semmai mi fa capire di che livello poteva essere, se un top runner o un "amatore" come me.
Ho letto che dopo pochi istanti dalla conclusione della sua gara ha accusato un malore e non c'è stato nulla da fare. A 44 anni inseguendo il suo sogno, la sua passione coltivata con dedizione e sacrificio ha terminato la sua corsa, quella della vita.
Andarsene così lascia un mare di domande senza risposta; lascia i suoi cari e i suoi amici in un dolore muto e assurdo.
Ma è la vita, siamo davvero appesi a un esile filo e non sappiamo (per fortuna) quando questo filo si spezzerà.
Non conta il numero di anni vissuti, conta la qualità e lo spessore di quegli anni.
Sono sicuro che chi ha la passione sana e pulita della corsa ha riempito di vita gli anni che ha vissuto.
Inevitabilmente il mio pensiero è andato a un altro amico runner, Paolo, e ho riprovato le stesse sensazioni di incredulità e di smarrimento.
E allora non posso dire che Fabrizio non lo conoscevo; devo dire che Fabrizio, come Paolo e come altri (fortunatamente non molti) che hanno avuto la medesima beffarda sorte, li conosco tutti, sono tutti amici, tutti appassionati come me e più di me di questo meraviglioso sport che è la corsa.
Ecco perchè domenica mattina alla partenza della mia Half Art Marathon a Brescia li sentirò vicini, correrò per loro, correrò con loro.
Perchè correre è vivere e voi non siete morti ma siete e resterete ancora e sempre vivi.
So solamente che Fabrizio Bellucci, 44 anni, era alla partenza della mezza maratona Roma-Ostia domenica scorsa.
So che ha concluso la sua gara in 01:42:54 (fonte TDS) ma questo è un dettaglio che non conta, semmai mi fa capire di che livello poteva essere, se un top runner o un "amatore" come me.
Ho letto che dopo pochi istanti dalla conclusione della sua gara ha accusato un malore e non c'è stato nulla da fare. A 44 anni inseguendo il suo sogno, la sua passione coltivata con dedizione e sacrificio ha terminato la sua corsa, quella della vita.
Andarsene così lascia un mare di domande senza risposta; lascia i suoi cari e i suoi amici in un dolore muto e assurdo.
Ma è la vita, siamo davvero appesi a un esile filo e non sappiamo (per fortuna) quando questo filo si spezzerà.
Non conta il numero di anni vissuti, conta la qualità e lo spessore di quegli anni.
Sono sicuro che chi ha la passione sana e pulita della corsa ha riempito di vita gli anni che ha vissuto.
Inevitabilmente il mio pensiero è andato a un altro amico runner, Paolo, e ho riprovato le stesse sensazioni di incredulità e di smarrimento.
E allora non posso dire che Fabrizio non lo conoscevo; devo dire che Fabrizio, come Paolo e come altri (fortunatamente non molti) che hanno avuto la medesima beffarda sorte, li conosco tutti, sono tutti amici, tutti appassionati come me e più di me di questo meraviglioso sport che è la corsa.
Ecco perchè domenica mattina alla partenza della mia Half Art Marathon a Brescia li sentirò vicini, correrò per loro, correrò con loro.
Perchè correre è vivere e voi non siete morti ma siete e resterete ancora e sempre vivi.
giovedì 19 dicembre 2013
Buon Natale
- A tutti i miei amici, a tutti quelli che non lo sono,
- a chi mi vuole bene e a chi non me ne vuole,
- a chi è in cerca di pace, di amore, di serenità e anche a chi vi ha rinunciato,
- a tutti i runners e anche a chi non corre mai...
Buon Natale!!!!
mercoledì 13 novembre 2013
giovedì 3 ottobre 2013
Ultimo post e il blog va in naftalina
Non ce la faccio a tenere aggiornato il mio blog di corsa; mi accorgo che passa sempre troppo tempo e allora ho deciso di finirla qui.
Il blog rimarrà in archivio, congelato; chissà che in futuro mi torni la voglia di riprenderlo.
Per adesso devo solo dire grazie ai tanti occasionali lettori che sono venuti a trovarmi e soprattutto a coloro che mi hanno commentato: i vostri scritti mi hanno dato la carica per fare quel poco che sono riuscito a fare nella mia breve e tardiva carriera di podista.
Ci troveremo "in corsa" da qualche parte, fino a quando al buon Dio piacerà di darmi ancora la salute fisica (stavo per scrivere anche "mentale" ma forse qui siamo già andati oltre...) e il piacere di mettermi in scarpette e tenuta da running.
e con questo...passo e...chiudo.
E ricordate "dietro ogni traguardo c'è una nuova linea di partenza...."
Il blog rimarrà in archivio, congelato; chissà che in futuro mi torni la voglia di riprenderlo.
Per adesso devo solo dire grazie ai tanti occasionali lettori che sono venuti a trovarmi e soprattutto a coloro che mi hanno commentato: i vostri scritti mi hanno dato la carica per fare quel poco che sono riuscito a fare nella mia breve e tardiva carriera di podista.
Ci troveremo "in corsa" da qualche parte, fino a quando al buon Dio piacerà di darmi ancora la salute fisica (stavo per scrivere anche "mentale" ma forse qui siamo già andati oltre...) e il piacere di mettermi in scarpette e tenuta da running.
e con questo...passo e...chiudo.
E ricordate "dietro ogni traguardo c'è una nuova linea di partenza...."
lunedì 2 settembre 2013
Sale in zucca..... e sudore sul corpo.
Si è svolto ieri il 5° trofeo Sale in zucca a Sale Marasino, gara conclusiva dell’8° trofeo del Sebino iniziato con la corsa di Zone e proseguito con Marone e Sulzano. Dopo la partecipazione alla gara inaugurale ho corso anche quella di Marone, di gran lunga la più dura dell’intero circuito, e proprio lì ho accusato un dolore agli ischiocrurali (muscoli del retro coscia) che mi hanno costretto a un riposo forzato che mi è costato il dover rinunciare alla gara di Sulzano. In conseguenza di ciò ne ha risentito ovviamente anche la mia preparazione e in queste gare di montagna è indispensabile avere un po’ di energia nelle gambe e di fiato nei polmoni. Però mi sarebbe dispiaciuto non esserci nemmeno a Sale e così ho deciso di presentarmi al via.
| il "dream team" Libertas: Carlo, io, Angelo e Fabio |
La partenza era fissata dal campo sportivo di Sale dove sono giunto molto presto per trovare il posto auto e la location che non ricordavo bene dove fosse; subito al colpo d’occhio ho afferrato che i partecipanti erano abbastanza numerosi e questo mi ha fatto piacere perché l’intero circuito di gare è ben organizzato e, ciliegina sulla torta, i fotografi coadiuvati dal mitico Conte Oliver immortalano le nostre fatiche nella cornice dei bellissimi luoghi che il mondo intero ci invidia. E’ veramente uno spettacolo vedere il lago dall'alto dalle colline immerse nel verde degli ulivi e dei vigneti….
Subito il percorso scende ma appena riscaldati ecco che la salita non tarda a materializzarsi e costringerci al fiatone; la corro però abbastanza bene, perlomeno in riferimento ai compagni di corsa. Finita la salita si respira un po’ e si scende ma all'incirca al 5° Km ecco che si risale di nuovo e stavolta sono costretto al passo; mi raggiunge l’amico Carlo che è in lotta per un posto sul podio (obiettivo che sarà felicemente raggiunto) e mi stacca di qualche decina di metri che conserverà fino alla fine. Il mio punto debole è anche la discesa che andrebbe corsa a perdifiato mentre io temo sempre di perdere l’equilibrio; però riesco a raggiungere e superare qualche gruppetto pur essendo consapevole che finirò decisamente nelle retrovie, quantomeno eviterò l’ultimo posto.
L’errore che commetto è quello di non stoppare il Garmin che così mi cronometra tutto il dopo gara, doccia e viaggio fino a casa compresi!
Riuscirò con un pò di impegno (e di fortuna) a correggere parzialmente i dati ma alla fine la cosa è poco importante; ciò che mi rimane è una bella soddisfazione per una bella corsa in una bella giornata. Per la cronaca anche il piazzamento finale (9° posto) mi lascia contento; c’è sempre tempo per migliorare…
Prossimi appuntamenti in gara: ad Erbusco, domenica prossima e poi la Brixia half marathon il 15.
Prossimi appuntamenti in gara: ad Erbusco, domenica prossima e poi la Brixia half marathon il 15.
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venerdì 2 agosto 2013
CorrinGhedi: una bella corsetta per una bella serata
Garetta con chilometraggio facile, poco più di 7 Km tutti pianeggianti, quella che ho corso ieri sera a Ghedi.
Non l’avevo mai fatta prima e devo dire che invece è una di quelle garette che non dovrebbero mancare mai nell’agenda di un podista. Unico problema è il caldo estivo ma quello di ieri, pur importante (circa 35° alle 20) era però meno afoso e al riparo del sole si stava anche bene. Sulla linea di partenza ho incontrato con grande piacere l’amico Eros che sfoggiava la canotta AVIS SPORT, e la cosa mi ha fatto ancora più piacere. Eravamo davvero in tantissimi, segno che la gara godeva anche del favore di chi l’aveva corsa negli anni precedenti, e questo va ascritto al merito degli organizzatori.
Causa il susseguirsi di impegni sia di lavoro che di famiglia ho rischiato di non riuscire ad arrivare in tempo, invece ho provvidenzialmente trovato la strada libera e un parcheggio comodo presso il centro commerciale a poche centinaia di metri dalla zona di partenza. Appena fatta l’iscrizione l’incontro, come già detto, con Eros e una veloce corsa al bagno (grazie alla gentilezza della ragazza del bar) e poi l’attesa dello start che è stato dato una quindicina di minuti di ritardo rispetto all’ora prefissata.
Parto bene in pancia al gruppo numerosissimo; il percorso lascia subito il centro abitato per portarci verso la campagna su strade sterrate ma ben tenute. Sudo per il caldo ma il respiro è buono, non si soffoca, non c’è afa e le gambe vanno bene. Riesco a tenere un ritmo attorno ai 5/Km e il mio obiettivo è quello di riuscire a tenerlo fino alla fine. So che in una gara del genere si potrebbe fare meglio ma per me alle condizioni attuali è già un grande successo vedere che la media finale è stata sotto, sia pure di poco, di quella soglia.
Gran confusione al ristoro finale con frutta fresca graditissima e gettonatissima e poi, dopo aver ritirato un nutrito pacca gara (con un costo d’iscrizione di 3 euro non si poteva certo pretendere molto) sono tornato soddisfatto a casa.
Bella serata, ottima gara, buone sensazioni.
Alla prossima.
lunedì 29 luglio 2013
Zone: la via (impervia) degli gnomi
Riprendo il blog a distanza di tempo; tant’acqua è passata sotto i ponti e le troppe incombenze (ma per sincerità sarebbe meglio dire “la troppa pigrizia”) mi hanno impedito di tenere aggiornato questo diario.
Sabato sera ho partecipato alla gara di Zone, la via degli gnomi, prima prova del Trofeo del Sebino 2013.
Nell’attesa della partenza un podista mi ha chiesto come mai non aggiornassi più il blog e allora ho capito di avere ancora qualche lettore che, probabilmente per farsi quattro risate, viene a vedere i miei “progressi”.
Ma veniamo al dunque.
Avevo già fatto la gara di Zone qualche anno fa, me la ricordavo difficile e faticosa; ebbene l’hanno ulteriormente resa più dura. Io che non sono una gazzella e che neppure in discesa riesco ad avere un’andatura accettabile l’ho affrontata con l’incoscienza e la spregiudicatezza di chi non sapeva cosa aspettarsi. Infatti appena la strada ha iniziato ad inerpicarsi ho iniziato a boccheggiare e a trascinarmi, al passo, cercando di non dare ascolto alle nettissime sensazioni di “disagio” delle mie gambe. La salita non finiva mai e io, che avevo come obiettivo quello di arrivare al traguardo e lasciarne indietro possibilmente uno, temevo di dover issare quanto prima bandiera bianca. Bello l’ambiente, indubbiamente, ma l’unico pensiero era quello di resistere e andare avanti, passo dopo passo. Dopo un tempo immenso ecco che la pendenza cambia direzione, si scende, ma la fatica non cambia, all’affanno subentra la paura di cadere e la media di corsa (se di “corsa” si può parlare) non migliora di molto. Dopo la Croce di Zone si entra in un tratto boschivo e il sentiero è molto stretto ma riesco a tenere il passo di due atleti davanti a me; a un certo punto una ragazza poco più avanti lancia un grido e cade a terra inciampando in una radice, l’aiuto a rialzarsi, per fortuna niente di grave. Usciti dal bosco ecco che la stessa sorte tocca a me, mi ritrovo a strisciare a terra con un bel graffio lungo la gamba sinistra. Non c’è nessuno vicino né davanti né dietro e mi coglie un attimo di paura ma mi rialzo, un po’ di dolore ma sono ancora tutto intero. Poco prima del sospirato traguardo un gruppo di bambini mi indicano l’ultima curva e mi applaudono festanti: tutte le cose negative spariscono di colpo. E’ finita, l’obiettivo è raggiunto, ultimo non sono: mi rendo perfettamente conto che queste non sono le gare per me ma è stato bello esserci. Sudato, stanco e un pochino dolorante alla gamba sbucciata torno a casa; nonostante tutto mi sono divertito e ho anche avuto la gioia di salutare alcuni compagni di squadra (ci siamo anche fatti una foto prima del via) e altri amici.
Alla prossima (magari con meno sofferenza…).
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| Il "dream team" Libertas, prima del via |
| la partenza |
| pronti via! |
| al primo Km |
| quasi finita? |
| quasi finita! |
| arrivo |
| obiettivo raggiunto!!! |
mercoledì 17 aprile 2013
Boston 2013: siamo tutti maratoneti
Non ci sono parole umane per commentare questo tragico fatto di cronaca nera.
Per chi crede solo la preghiera è necessaria:
per le vittime innocenti,
per chiedere la guarigione (fisica e psicologica) dei feriti,
per la conversione e il pentimento degli autori,
perchè da oggi tutti noi che amiamo la corsa siamo tutti maratoneti.
giovedì 14 marzo 2013
Un punto di (ri)partenza!
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| con Carlo dopo l'arrivo |
Il nuovo percorso (coincidente per i primi 19 Km con quello della Art Marathon), la possibilità di utilizzare la nuova metropolitana cittadina e soprattutto l'inaugurazione della nuova divisa sociale assieme ai compagni di squadra della Libertas Castegnato sono stati argomenti più che sufficienti per farmi decidere di essere tra i protagonisti.
Per la verità ero ben consapevole che la distanza di 21 Km fosse ancora un tantino oltre le mie possibilità (in allenamento ero arrivato a gestire abbastanza bene i 14-15 Km e non oltre) però il mio obiettivo era solo quello di completare la mezza, anche mettendoci...una vita!
Il nuovo percorso mi è piaciuto anche perchè conoscevo bene tutte le strade per averle calpestate di corsa più volte; l'unico tratto che avrei evitato è stata la zona industriale di Cellatica.
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| ultimi metri.... |
Positiva la decisione delle autorità di indire la giornata ecologica, così senza le automobili sembrava di essere in un mondo finalmente civile. Il ritmo che ho tenuto è stato agevole fino al 16° Km poi, come ampiamente previsto, ho avvertito un netto calo di energia, complice anche il caldo decisamente inaspettato (fino alla sera prima si paventava addirittura una corsa bagnata dalla pioggia che era prevista) e me ne sono accorto anche perchè i pacers delle 3 ore e 45 della maratona che avevo lasciato indietro mi hanno raggiunto e superato piazzandosi avanti di un paio di centinaia di metri. Ma ormai mancava poco e il rientro in centro città mi ha dato la spinta necessaria per arrivare fino in fondo.Ho pensato a Paolo e Simone, due persone straordinarie e appassionate di corsa che adesso non sono più tra noi.
Paolo l'avevo incontrato e conosciuto a Roma in occasione della mia seconda maratona e mi colpì la serenità e la freschezza giovanile, la sua voglia di vivere e di divertirsi e la simpatia che traspariva dalla sua persona, la morte lo ha colto beffarda pochi metri prima del traguardo di una gara a Rieti ma il suo ricordo non se n'è andato e non se ne andrà mai; di Simone invece ho letto e conservo il suo libro in cui emerge la volontà di lottare senza sosta contro il male che alla fine lo ha strappato alla vita ma che non lo mai sconfitto: un Grande!
A loro dedico la mia piccola impresa: un punto da cui ripartire.... grazie amici!
lunedì 11 febbraio 2013
Giro dei due ponti: fiato corto, gambe molli, soddisfazione.
Dopo dieci giorni di assenza assoluta dal mondo della corsa a causa di un fastidioso e subdolo raffreddore con corollario di intasamento, sinusite e quant’altro, ieri sono tornato a mettere le scarpette e rituffarmi nel mondo podistico. Ho scelto di partecipare alla non competitiva “Giro dei due Ponti” organizzata con ottima professionalità (ancorchè di stampo volontaristico) dal Gruppo podisti Urago Mella, gli stessi che ogni anno danno vita alla famosissima Strabrescia.
La grande partecipazione di podisti (circa 380) a dispetto del fatto che a pochi Km di distanza ci fosse in contemporanea il Cross della Badìa organizzato dalla FIDAL in collaborazione con l’AICS, la dice lunga sulla bontà della manifestazione.
La giornata era bellissima, fredda e limpida come spesso succede nelle giornate invernali.
Sono partito senza aspettare l’orario ufficiale (avrei dovuto attendere oltre mezzora) anche perché molti si erano già avviati. I primi Km si è transitato lungo lo sterrato che costeggia il Mella verso Collebeato. Le gambe erano molli, il fiato corto e ho capito subito che non sarebbe stata una corsa soddisfacente sul piano cronometrico, ma l’importante era essere di nuovo “in campo” e ciò mi bastava. Da Collebeato è iniziata la salita lungo sentieri sterrati: l’ho sofferta parecchio e l’ho fatta gran parte al passo, non ero decisamente in forma. In quota però c’è stata la bellissima soddisfazione di gettare lo sguardo fino all’orizzonte e godere di un panorama stupendo! Rapida picchiata in discesa, dove ho persino rischiato seriamente una rovinosa caduta che ho evitato per un nonnulla, ed eccomi al traguardo. Poco più di 12 Km e una grande soddisfazione. Per migliorare non ci vuole molto, basta solo che la salute torni ad essere piena, anche perché ho in programma la mezza di Brescia il mese prossimo e vorrei arrivarci in condizioni meno critiche.
lunedì 14 gennaio 2013
CorriCrema d'inverno
Prima partecipazione a una non competitiva per iniziare il 2013, la CorriCrema d'inverno.
Ancora una volta ho scelto questa bella città per godermi
una corsa, stavolta non competitiva, dopo la bella impressione che ne ebbi
nella precedente esperienza della mezza maratona del 2011.
Allora la nebbia mi impedì di goderne appieno le bellezze,
stavolta la nebbia non c’era ma il cielo era grigio e una lieve pioggerellina
mi ha accompagnato per un buon tratto del percorso.
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| Crema, porta Ombriano - zona partenza |
Mi sono svegliato alle 6 resistendo alla tentazione di
girarmi dall’altra parte vedendo il clima poco favorevole. A Crema sono giunto
verso le 7.15 trovando addirittura di parcheggiare appena dentro porta
Ombriano, a ridosso della partenza. Mi sono aggirato in zona partenza cercando
di vedere se trovavo qualche faccia conosciuta ed ho aspettato una buona mezzora
poi, non riconoscendo nessuno, ho deciso di partire. Tre erano i percorsi: 8,
13 e 20 Km ed ho deciso di affrontare quello più lungo anche per vedere se
avrei retto alla distanza che, dopo la ripresa post infortunio, non sentivo
ancora mia.
Oltre a ciò mi preoccupava lo stato dei miei alluci che
presentavano le unghie nere e doloranti che ho preventivamente fasciato con
cotone e cerotti. Probabilmente il mio modo di correre e l’anatomia dei miei
piedi mi porta a spingere più con le dita che con l’avampiede o forse le scarpe
le devo prendere di un ulteriore numero in più.
Il primo tratto della corsa attraversa il centro storico
fino a porta Serio, l’equivalente dell’ultimissimo tratto della maratonina; poi
si va su uno sterrato che costeggia il fiume. Il fondo è abbastanza corribile e
mi trovo in compagnia di tantissima gente che corre, corricchia, cammina,
parla, spinge passeggini…. È bella questa variopinta umanità che fa di questo
sport una bella occasione di vita. Mi fisso un paio di “avversari” che hanno
più o meno la mia andatura e li terrò a vista finchè potrò ma uno dei due lo perderò
a metà gara .
Siamo in aperta campagna, il grosso del gruppo ha tagliato
per i percorsi più brevi ma ci sono ancora parecchi podisti sul percorso da 20
Km. Ripalta, Capergnanica, Ombriano sono le località che si attraversano e il
mio passo è regolare, non veloce ma mi sento abbastanza bene e i Km passano.
Dal 14° Km si passa dal comodo asfalto a uno sterrato a volte un po’ troppo
fangoso e il ritmo e la fatica ne risentono un po’. Finalmente si torna verso la città: la corsa è
finita, l’altro podista che avevo preso a riferimento l’avevo raggiunto e
staccato ed è una piccola soddisfazione.
Dopo aver ritirato il pacco gara (belle le calze Diadora) e
aver goduto del meritato ristoro sono pronto a tornare a casa dove arrivo poco
prima delle 11. Dunque 20 ci sono, ancora poco e poco veloci ma è un altro
tassello da aggiungere. A presto.
sabato 29 dicembre 2012
Buon anno nuovo 2013
Al termine di questo 2012, anno bisesto e quindi funesto (o no?) eccomi ad augurare a tutti gli amici che corrono un nuovo anno ricco di soddisfazioni e di ogni bene.
Come di consueto lascio parlare le immagini di questo mio 2012 di corsa.
A metà anno il secondo tendine d'Achille mi ha costretto ad un lungo stop, ma ora ho ripreso e sia pure molto lentamente sto ritrovando il gusto e il piacere di questo bellissimo sport.
Programmi per ora non ne faccio, mi basta aver ricominciato, poi si vedrà.
Alcuni dati: ho percorso 1.053 Km correndo per oltre 95 ore frutto di 83 uscite. Ho disputato 19 gare di cui 1 maratona, 3 mezze, 2 competitive e 13 non competitive.
Come di consueto lascio parlare le immagini di questo mio 2012 di corsa.
A metà anno il secondo tendine d'Achille mi ha costretto ad un lungo stop, ma ora ho ripreso e sia pure molto lentamente sto ritrovando il gusto e il piacere di questo bellissimo sport.
Programmi per ora non ne faccio, mi basta aver ricominciato, poi si vedrà.
Alcuni dati: ho percorso 1.053 Km correndo per oltre 95 ore frutto di 83 uscite. Ho disputato 19 gare di cui 1 maratona, 3 mezze, 2 competitive e 13 non competitive.
AUGURI AMICI MIEI.
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| gennaio: Monteforte d'Alpone |
| febbraio: Verona |
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| marzo: Roma |
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| aprile: Trenzano |
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| aprile: Sarnico-Lovere |
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| maggio: Strabrescia |
| luglio: convalescenza post operatoria |
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| dicembre: corsa della Stella (Brescia) |
lunedì 10 dicembre 2012
Ci sono ancora?
Eccomi! Ci sono ancora, sono ancora vivo anche se ultimamente ho un
tantino trascurato il mio blog.
Non ho molte cose da dire: il tempo scappa via velocissimo e
questo scorrere veloce mi prende sempre un po’ alla sprovvista. Nella mente ho
ancora il ricordo delle caldissime giornate estive e già fuori vedo la neve e
il ghiaccio e nell’aria il Natale ormai vicino. Cambio allora lo sfondo del blog passando a una rappresentazione invernale.
E’ passato anche il 2 dicembre e ho aggiunto un altro
tassello ai miei anni: ora sono 55 e il numero un tantino mi spaventa…. ma no,
non può essere, io “dentro” mi sento ancora un giovane e ho tanti progetti e
sogni ancora da realizzare (o almeno provare a farlo).
Va bè, guardiamo avanti che è meglio. Ho fatto poche corse e
mi sono anche convertito al tapis roulant dato che ce l’ho in casa: qualche
lavoretto di ripetute l’ho provato a fare lì sopra e tutto sommato devo dire
che il vantaggio è quello di non dover uscire di notte, al buio e al freddo,
anche se la strada è tutta un’altra cosa e la preferisco decisamente.
Ieri mattina incurante del freddo molto intenso mi sono
recato in città a correre una bella garetta non competitiva il cui ricavato era
destinato al progetto Telethon. Mattinata fredda ma cielo limpido e
spettacolosa veduta, dall’alto del castello, di Brescia imbiancata dalla
nevicata dei giorni scorsi. Non conoscevo il percorso, poco meno di 9 Km, e mi
sono ritrovato con sorpresa a dover fare le due salite del castello e della
Maddalena (i primi 3 tornanti) temendo di scoppiare, invece ho mantenuto un
passo regolare e sono riuscito a correre abbastanza bene.
Mi mancano ancora le distanze medio-lunghe ma almeno il
traguardo dei 1000 Km annui dovrei riuscire a portarlo a casa, sempre che il
tempo da qui a fine anno non corra più veloce di me.
A presto!
lunedì 29 ottobre 2012
Corsa AIDO a Comezzano Cizzago
Domenica di pioggia insistente e freddo invernale. Appena sveglio ho sentito la pioggia scrosciante e mi sono girato dall’altra parte, ma poi ho pensato a chi aveva organizzato e, memore delle mie passate esperienze, ho deciso che avrei corso il rischio di prendere acqua e freddo e sono partito alla volta di Comezzano Cizzago anche perché era per me una novità assoluta, non c’ero mai stato prima. Durante il tragitto la pioggia sembrava cessare per poi riprendere ancora più forte.
Non ho fatto granchè come velocità ma non ho sentito minimamente né fatica né freddo.
Spero di poter ritornare alla prossima edizione, i volontari AIDO lo meritano; nonostante le avversità ho trovato gente col sorriso e l’entusiasmo: bravi!
lunedì 22 ottobre 2012
5 campanili
Finalmente! Si, dico, finalmente sono riuscito a partecipare a questa bellissima non competitiva che da almeno 5 anni avevo in programma di fare ma che per un motivo o per l'altro ho sempre lasciato perdere.
E rischiavo di saltare anche quest'anno a causa di un banale incidente che m'è occorso il giorno prima quando facendo dei lavori a casa sono inavvertitamente scivolato procurandomi una bella e vasta escoriazione alla gamba destra.
Era anche una domenica podisticamente parlando di quelle che offrono più di una occasione e precisamente erano in programma la maratonina di Cremona, sempre bella, ben organizzata e molto partecipata (e c'erano un bel pò di compagni di squadra impegnati là) e la scalata della Maddalena, gara FIDAL in città (pure questa da qualche anno è sotto osservazione).
Ho scelto la 5 campanili perchè oltre che essere non competitiva e quindi da prendere solamente dal lato allegro della corsa, anche per la finalità sempre lodevole degli organizzatori, i podisti di Urago Mella, gli stessi della Strabrescia che ogni anno rende un bel gruzzolo a favore di chi è nel bisogno all'ospedale.
Tre erano i percorsi: 6 Km facili facili, 14 Km un pochino impegnativi e 21 Km, distanza che ancora non sento mia. Ho scelto i 14 Km ma non pensavo fossero così duri, in particolare la salita alla Santissima (in foto) dove a un certo punto mi sono messo al passo, al pari di quasi tutti i compagni d'avventura, e ancor di più la ripida discesa con la paura di scivolare sull'erba bagnata. Bello il percorso attraverso stradine ora asfaltate ora sterrate del comune di Gussago in piena Franciacorta e bella anche la giornata con sole che non dava fastidio ma faceva ancor più belle le bellezze dei luoghi. Con il mio gambone fasciato che mi ha un tantino impedito la fluidità di corsa sono arrivato al traguardo in poco più di 1 ora e 22 minuti. Corsa da ripetere sicuramente nei prossimi anni, magari con un pizzico di preparazione in più.
E rischiavo di saltare anche quest'anno a causa di un banale incidente che m'è occorso il giorno prima quando facendo dei lavori a casa sono inavvertitamente scivolato procurandomi una bella e vasta escoriazione alla gamba destra.
Era anche una domenica podisticamente parlando di quelle che offrono più di una occasione e precisamente erano in programma la maratonina di Cremona, sempre bella, ben organizzata e molto partecipata (e c'erano un bel pò di compagni di squadra impegnati là) e la scalata della Maddalena, gara FIDAL in città (pure questa da qualche anno è sotto osservazione).
Ho scelto la 5 campanili perchè oltre che essere non competitiva e quindi da prendere solamente dal lato allegro della corsa, anche per la finalità sempre lodevole degli organizzatori, i podisti di Urago Mella, gli stessi della Strabrescia che ogni anno rende un bel gruzzolo a favore di chi è nel bisogno all'ospedale.
Tre erano i percorsi: 6 Km facili facili, 14 Km un pochino impegnativi e 21 Km, distanza che ancora non sento mia. Ho scelto i 14 Km ma non pensavo fossero così duri, in particolare la salita alla Santissima (in foto) dove a un certo punto mi sono messo al passo, al pari di quasi tutti i compagni d'avventura, e ancor di più la ripida discesa con la paura di scivolare sull'erba bagnata. Bello il percorso attraverso stradine ora asfaltate ora sterrate del comune di Gussago in piena Franciacorta e bella anche la giornata con sole che non dava fastidio ma faceva ancor più belle le bellezze dei luoghi. Con il mio gambone fasciato che mi ha un tantino impedito la fluidità di corsa sono arrivato al traguardo in poco più di 1 ora e 22 minuti. Corsa da ripetere sicuramente nei prossimi anni, magari con un pizzico di preparazione in più.
sabato 6 ottobre 2012
CorriXBrescia: il ghiaccio è rotto.
Giovedì scorso ho deciso, mentre tornavo a casa dal lavoro in bici, di rompere il ghiaccio e partecipare a una bella corsa non competitiva, la Corri X Brescia.
Così appena arrivato a casa ho preparato la roba e mi sono recato nuovamente in città (stavolta in macchina!) per essere al via previsto per le 19.30. Trovato a fatica un posto per parcheggiare mi sono recato al banco delle iscrizioni in piazzale Arnaldo e lì ho subito notato una folla immensa, davvero un successone di partecipanti. A fatica mi sono messo un pò indietro rispetto alla prima fila (dove ancora una volta ho visto schierato "Mr.P" che non ne perde una e fa di tutto per mettersi sempre davanti salvo poi venire immediatamente risucchiato, mah, contento lui...) e ho atteso la partenza con un mix di sensazioni strane e la preoccupazione di sapere come sarebbe andata a finire, se ce l'avrei fatta o avrei dovuto arrendermi prima della fine anche perchè avevo già nelle gambe i 20 e passa Km in bici. Al via mi trovo immerso nel pancione del gruppo e così si corricchia ma più che altro bisogna stare attenti a non ostacolarsi, poi pian piano la strada si libera e le gambe sembrano un pò meno imballate anche se il fiato, quello sì, arranca. Ho acceso il garmin ma non lo guardo (anche perchè non riuscirei a mettere a fuoco i dati) e non sò a che velocità sto andando ma mi tengo a un ritmo "sostenibile". Finisce il primo giro e si affronta il secondo con molta meno gente, tanti si sono fermati ma io voglio continuare, l'organizzazione parla di 8 Km ma in realtà sono di meno, infatti saranno addirittura meno di 7. Il giro è bello, tutto nella zona centrale della città, via Musei con i resti della Brixia romana e il complesso di Santa Giulia, poi piazza del Duomo, via Mameli, la Pallata, via Pace, corso Palestro, il Teatro Grande, corso Magenta.... solo a farlo a piedi camminando sarebbe un bel giro turistico, peccato che per molti Brescia sia solo industria e lavoro. All'arrivo sono felice, sudato fradicio ma contento di esserci riuscito, le gambe non hanno avuto nessun problema, il clima da gara anche se non competitiva ha il suo bel fascino. Il ghiaccio è rotto, i tempi per adesso sono molto lenti ma c'è tempo e modo di migliorare.
Così appena arrivato a casa ho preparato la roba e mi sono recato nuovamente in città (stavolta in macchina!) per essere al via previsto per le 19.30. Trovato a fatica un posto per parcheggiare mi sono recato al banco delle iscrizioni in piazzale Arnaldo e lì ho subito notato una folla immensa, davvero un successone di partecipanti. A fatica mi sono messo un pò indietro rispetto alla prima fila (dove ancora una volta ho visto schierato "Mr.P" che non ne perde una e fa di tutto per mettersi sempre davanti salvo poi venire immediatamente risucchiato, mah, contento lui...) e ho atteso la partenza con un mix di sensazioni strane e la preoccupazione di sapere come sarebbe andata a finire, se ce l'avrei fatta o avrei dovuto arrendermi prima della fine anche perchè avevo già nelle gambe i 20 e passa Km in bici. Al via mi trovo immerso nel pancione del gruppo e così si corricchia ma più che altro bisogna stare attenti a non ostacolarsi, poi pian piano la strada si libera e le gambe sembrano un pò meno imballate anche se il fiato, quello sì, arranca. Ho acceso il garmin ma non lo guardo (anche perchè non riuscirei a mettere a fuoco i dati) e non sò a che velocità sto andando ma mi tengo a un ritmo "sostenibile". Finisce il primo giro e si affronta il secondo con molta meno gente, tanti si sono fermati ma io voglio continuare, l'organizzazione parla di 8 Km ma in realtà sono di meno, infatti saranno addirittura meno di 7. Il giro è bello, tutto nella zona centrale della città, via Musei con i resti della Brixia romana e il complesso di Santa Giulia, poi piazza del Duomo, via Mameli, la Pallata, via Pace, corso Palestro, il Teatro Grande, corso Magenta.... solo a farlo a piedi camminando sarebbe un bel giro turistico, peccato che per molti Brescia sia solo industria e lavoro. All'arrivo sono felice, sudato fradicio ma contento di esserci riuscito, le gambe non hanno avuto nessun problema, il clima da gara anche se non competitiva ha il suo bel fascino. Il ghiaccio è rotto, i tempi per adesso sono molto lenti ma c'è tempo e modo di migliorare.
lunedì 1 ottobre 2012
Ricominciare
Mi riaffaccio timidamente sul blog per annunciare che ho
finalmente rotto il ghiaccio con due uscite senza pretese fatte il 28 e il 29
settembre rispettivamente di 4,7 e di 5,4 Km.
Reindossare le scarpette da running mi ha dato una certa emozione.
Sudare le proverbiali sette camicie per fare poco più di mezzora di corsa mi ha
dato la consapevolezza che da questo punto non posso far altro che risalire, con
tenacia, con impegno, senza fretta e senza pretese.
Non mi pongo per adesso obiettivi “competitivi”, mi basta
rientrare, così, in punta di piedi, sottovoce, in questo meraviglioso mondo che
è la corsa.
A presto.
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