mercoledì 24 marzo 2010

Roma: quarantaduemila metri, centomila emozioni!


Torno a Roma a un anno esatto dal mio esordio in maratona. Come passa il tempo: sembrava ieri e invece è già passato un anno. Un anno ricco di soddisfazioni, un anno della mia nuova vita da maratoneta. Rivivo velocemente nella mente i mesi invernali passati ad allenarmi per preparare questa gara mentre insieme all’amico e compagno di squadra Valter S. siamo sull’aereo che da Orio al Serio ci stà portando nella Capitale. Ho seriamente rischiato di trovarmi tutto solo quest’anno, gli amici di Castegnato non ci sono e della mia società per vari motivi si sono defilati quasi tutti, tranne Valter. So che però a Roma non sarò solo e non perché gli iscritti alla maratona più bella d’Italia (e del Mondo) sono oltre 16mila ma perché troverò i meravigliosi blogtrotters e gli amici con cui ci si confronta virtualmente sul web.
L’aereo atterra puntuale alle 17 a Ciampino ma da lì ad arrivare all’EUR per il ritiro del pettorale e del pacco gara ci vorrà ancora..una vita! Bus, metro, cambio metro a Termini, expo… è già tardi e ci aspettano per la cena. Decidiamo di non passare dall’hotel ma di raggiungere direttamente il luogo del primo blogpoint, il Cantinone al Testaccio dove il “mitico” Yogi ci accompagna. Che bella serata ragazzi! Mi sono abbuffato in maniera scandalosa ingurgitando pasta alla carbonara, bucatini all’amatriciana, bucatini cacio&pepe, dolce…. ma soprattutto gustando la compagnia allegra e spensierata dei…. top runners . Mamma mia, a sentirli parlare con naturalezza dei tempi sperati e/o impostati mi son sentito piccino piccino; questi viaggiano attorno ai 4/Km con la naturalezza di chi passeggia sul lungolago sorbendosi un gelato! Ma è straordinario sentirsi, sia pure dal basso della mia pochezza atletica, “uno di loro”, accomunati dalla medesima passione e dalla medesima spontaneità (per la verità un tantino di imbarazzo lo provo sempre la prima volta che conosco qualcuno mai visto prima).
A mezzanotte siamo a nanna. La notte scorre tranquilla; ogni tanto i “rumori” notturni della città (clacson, traffico, gente che urla e canta…) mi svegliano, però non sono agitato, non più di quel che temevo.
Alle 7 ci si avvia al Colosseo, il clima è buono, nel senso che non piove e non c’è sole e la temperatura è gradevole, forse un po’ troppo elevata rispetto a quello cui eravamo abituati.
Solito caos prima della partenza, cerco di portarmi al punto in cui ci si era dati appuntamento con gli amici del forum ma non trovo nessuno. Rivedo Gianluca Master runners, Gian Carlo e Stefano che farà il pacer delle 3 ore. Due chiacchiere e intanto le telecamere della RAI ci riprendono (chissà se e quando ci trasmetteranno…). E’ ora, consegna borse, pipì come di prassi e via in gabbia. E qui inizio a sentire un’emozione che mi sale dal cuore e mi stringe la gola. Valter, che so farà un tempo sicuramente più veloce di me, deve entrare nel settore indietro, mentre io sono nel settore C tutto solo, sia pure in mezzo a tanta gente che però non conosco.
Riassaporo le emozioni di un anno prima, sono in mezzo a un evento, ancora qui, improvvisamente non so darmi la ragione di una emozione che mi fa salire le lacrime agli occhi. Accanto a me ci sono degli stranieri, saranno tantissimi a correre quest’anno nella maratona che vuole rendere omaggio al grande Abebe Bikila a cinquant’anni dall’impresa a piedi scalzi alle olimpiadi del 1960. Alzo gli occhi e vedo davanti un tiro di schioppo una sagoma conosciuta: è Zio Baga, in un attimo lo raggiungo, ci abbracciamo, passiamo l’attesa del via in compagnia incoraggiandoci a vicenda. Lui poi sarà autore di una prova eroica, conclusa dopo un episodio drammatico in cui ha rischiato di dover abbandonare per problemi fisici. Peccato non esserci rivisti dopo.
Le note di “The final countdown” ci caricano durante l’attesa ed ecco che viene finalmente dato il via. Stavolta è solo un minuto a separarmi dalla linea della partenza, faccio partire il garmin, non ho indossato la fascia cardio per non portarmi addosso un fastidio inutile.
Riesco a impostare un ritmo regolare e vado via bene anche se non guardo il crono. Commetto e ripeto un errore che ancora oggi non mi so spiegare, come un novellino: non bevo. Non mi fermo a nessun punto di ristoro, non prendo nessuna spugna, mi dico che andrò avanti fino al 25° chilometro, memore dell’ultimo lungo in cui corsi per 30 chilometri senza bere né mangiare.
Non so perché ho fatto questa stupidata: intanto il sole occhieggiava dalle nuvole e la temperatura si avvertiva che era salita, sudavo e capivo che se fosse continuato così sarebbe stato un bel problema. Eppure ho insistito a non fermarmi mai. Al 25° chilometro avevo ancora un centinaio di metri di vantaggio sui pacers delle 3.45 ma ero ben consapevole che non sarei stato in grado di mantenere quella posizione fino alla fine. Alla moschea finalmente mi fermo, prendo due bicchierini di acqua e cammino per circa un chilometro. I pacers sfilano via e li terrò d’occhio almeno fino al 30° ma non intendo fare nulla per riagguantarli.
Al 30° chilometro inizia la maratona; da qui in avanti si staglia lo spartiacque tra chi si è preparato con costanza e chi invece l’ha affrontata n allegria e ne paga le ovvie conseguenze.
La folla incita e applaude, i chilometri scorrono lentamente, la strada asfaltata lascia posto ai famigerati sampietrini e qui capisco il secondo errore che ho commesso scegliendo di correre con le ASICS stratus anziché con le Mizuno. Le scarpe non sono molto ammortizzate e ogni passo lo sento, mi fanno male le dita, la pianta, le estremità, sono dolori che arrivano intensi e poi pian piano si attenuano per poi ritornare come ondate di dolore.
Piazza Navona, lo scenario monumentale tanto sognato, ma io davvero sono al lumicino. Decido che al ristoro del 35° chilometro mi fermerò camminando un po’ per bere e così faccio evitando accuratamente di bere integratori salini che tanti problemi mi diedero nelle precedenti maratone. La folla è straripante ma stranamente a me dà un po’ fastidio, mi immagino nelle mie lunghe e solitarie corse fatte nel silenzio dei miei sentieri e boschi con il solo sottofondo della natura e dei suoi suoni e vorrei essere là.
Via del Corso, riprendo a correre, piazza del Popolo sembra irraggiungibile ma devo arrivarci. Mi fanno male i piedi ma non posso fermarmi, se lo facessi rischierei di non ripartire più. Vorrei togliermi le scarpe non per emulare Bikila ma per cercare un sollievo alle mie dita doloranti. Non fermarti, non fermarti ora, resisti…. Mancano solo 5 chilometri, cinque giri del quadrilatero che usavi per fare le ripetute, ma qui ci sono le salite, i sampietrini, non ce la faccio più. Non fermarti, inizio una lotta furibonda tra la mia mente positiva e la mia mente negativa e l’equilibrio è molto instabile, il prevalere dell’una o dell’altra sarà il fattore determinante dell’esito della mia maratona e di tutti i mesi invernali di preparazione.
Mentalmente mi dico che raggiungerò l’ultimo ristoro e rifiaterò, ma dopo l’altare della Patria c’è ancora una salita, un falsopiano, un’altra salita; corro ma non sento più le gambe e anche i piedi ormai diventano meno sensibili.
Vai Alessandro!” una voce mi incita, scorgo il Giampy, lo saluto con la mano, siamo al Circo Massimo, ecco il ristoro, che faccio? No, non posso fermarmi proprio adesso, ormai sento di essere quasi alla fine, testa bassa e avanti con la forza della disperazione.
Viale di san Gregorio, ecco laggiù il Colosseo, ultima salita ma è asfalto e ormai una forza che sento venire da non so dove mi sospinge; la discesa, ma il traguardo dov’è? Ultimi 200 metri che sembrano lunghissimi ma ci sono, taglio il traguardo, non so con che espressione, mi appoggio alle transenne, rifiato, ce l’ho fatta! Stavolta le 4 ore sono ancora più lontane, il display segna 3.54 e rotti, il real time sarà 3.53.09 e, sia pure senza infamia e senza lode, è il mio nuovo PB. Altro errore fatto è stato l’aver settato il garmin con lo stop automatico, così sul mio quadrante leggevo 3.51 e rotti.
Ricevo la medaglia, la mia terza medaglia da maratoneta, mi mettono addosso il telo termico. Non aver preso integratori mi permette di sentirmi meno in subbuglio dell’altra volta. Devo recuperare lo zaino con il cambio ma qui inizia un’altra maratona. Tenterò inutilmente per tre volte di mettermi in coda ma l’unico camion in cui si fa confusione è proprio il mio. Brividi di freddo mi scuotono, il vento soffia e sento che non posso continuare a soffrire così. Finalmente riesco a entrare in possesso del mio zaino e mi asciugo e mi cambio. Valter che ha completato la sua maratona 10 minuti prima di me mi aspetta e finalmente possiamo ripartire. Tento di telefonare a casa ma non risponde nessuno, poi via via arrivano messaggi di congratulazioni. Saluto Heidy (Floriana) dandoci appuntamento per la pizza della sera e ci incamminiamo verso l’hotel.
La camminata è salutare, le gambe sono stanche ma non le sento particolarmente legnose. Pomeriggio di riposo e poi in serata ci si ritrova per la pizza con i simpaticissimi amici di running forum. Per defaticare abbiamo deciso di andare a piedi dal nostro hotel (zona Porta Pia) fino alla Piramide, saranno stati circa 5 chilometri. La serata è bellissima, tutti con la nostra medaglia e con la soddisfazione di aver concluso un’altra bella esperienza ed esserci conosciuti e sentiti ancora più amici.
Lunedì pomeriggio a Ciampino siamo costretti a stare in aeroporto a causa di uno sciopero che fa ritardare la partenza del volo di ben tre ore. Finalmente alle sette posso riabbracciare Cecilia e la mia famiglia.
La maratona non perdona,  ti affascina, ti illude ma ogni minimo errore te lo presenta con un conto molto salato. Il pensiero va a quello sfortunato belga che ha trovato al 39° chilometro il suo traguardo, quello della morte. Statisticamente ci può stare ma penso al dolore e all’incredulità di chi lo avrebbe aspettato e non lo rivedrà più. Penso anche a quei cinquemila che non sono arrivati fino alla fine (poco più di 11 mila i finisher), ma per loro almeno ci sarà la possibilità di una rivincita.

24 commenti:

  1. Un racconto straordinario per un'avventura straordinaria!
    Certo che non bere a Roma per i primi 25 km è una mancanza che non si addice ad un runner esperto come te...ti tirerei le orecchie, ma magnanimo ti perdono stavolta!

    Grande maratoneta!

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  2. Bravo Ale! In quèlla sofferenza finale rivedo almeno un paio di mie maratone... è stata dura,l'hai portata a casa,ti sei migliorato,goditi questo risultato.. complimenti!

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  3. A volte si fanno errori da niubbi anche dopo anni di esperienza. Altre volte si va in crisi senza spiegazione apparente. Nel mio piccolo (mi limito alle Mezze), domenica scorsa avevo le gambe di pietra dopo 10 Km. Volevo ritirarmi, mandare a quel paese tutto e tutti. Poi tra mille sofferenze ho terminato la gara e me ne sono fatto una ragione. Adesso so che la cosa più bella è stata finire la Maratonina, non importa come, non importa con quale tempo. Mi sento meglio, mi sento più forte, sarò in grado di affrontare prove ben più difficili, nello sport come nella vita quotidiana. La tua Maratona, con le dovute proporzioni, rispecchia la mia esperienza e ti posso dire soltanto una cosa: BRAVO!

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  4. grandissimo Ale, un racconto emozionante e spero di avere l'onore di correre una gara insieme.Comunque Ale, ma come ti è venuto nella zucca di non bere per 25 Km, ma hai idea di cosa può comportare la disidratazione? Per quanto riguarda le scarpe, Ale non voglio ricordarti che te lo avevo, ma te lo ricordo lo stesso, ma che avevi deciso di infliggerti delle punizioni corporali durante la gara, non voglio immaginare che sofferenze hai provato, vabbè uno scappellotto virtuale te lo meriti e anche un caloroso abbraccio, comunque questi errori evidenziano ancora di più la tua grande forza sei e rimani un grande, ciao

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  5. Bel racconto Ale! Ancora complimenti x essere arrivato in fondo, ma la vittoria vera sarà quando riuscirai a terminare una maratona faticando ma senza sofferenza. E questo lo potrai fare solo imparando dagli errori commessi. Ciao!

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  6. Un'altra lezione come quella del chip dimenticato... adesso di sicuro ti ricorderai sempre di idratarti prima, durante e pure dopo la gara!
    Comunque davvero complimenti, e sotto con la prossima!

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  7. La modalità di recupero delle borse è da galera. Io gli ho scritto 3 volte, ma sono di coccio.
    Andrebbe fatta dividendo i camion per l'ultimo numero di pettorale(come berlino) o dando numeri di iscrizione progressivi ma di colore diverso insomma ottenendo che le persone arrivano distribuendosi uniformemente tra i camion. Se tu fai un camion con tutta gente che vale tra 3h e 50 e 3h e 55 poi tutti questi(se puntuali ...come te) arrivano insieme e otteniamo un camion assaltato ogni 10 minuti e gli altri tranquilli.

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  8. Racconto bellissimo. Io sono tra quelli che non ha alzato le braccia...ci rifaremo Ale!

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  9. complimentissimi...splendida maratona e racconto:)))

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  10. Non aggiungo altro a quello che hanno già detto gli altri. Sai come la penso sul tuo conto e sono più che entusiasto di avere un megapresidente come te. Domenica ti ho sentito molto stanco e mi hai detto di non chiederti quando sarà al prossima ma sono sicuro che dentro di te ci stai già pensando.
    Sei un grande

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  11. un pb a RM ha un valore particolare, ancora complimenti... anche per il racconto!

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  12. Yogi mi ha rubato le parole, HACKER!!!

    Grande Alessandro, Un PB a Roma vale doppio!
    Stavolta non sono stato con te , ma ti ho pensato tanto, sperando nel tuo nuovo PB!
    Sono contento!

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  13. @ Fatdaddy: non sono per nulla un runner esperto; mi farò spiegare come si fa a migliorare in maratona come hai fatto tu....

    @ insane: grazie, se non si soffre.... come si gode poi?

    @ Rupikaber: hai colto nel segno; poi ognuno si deve confrontare con i propri limiti, ma la tua è tenacia da maratoneta, credici!

    @ francesco: eh sì, me l'avevi detto e io cocciuto a non ascoltarti! Le scarpe giuste le ho messe solo extra gara...

    @ KayakRunner: dovrò farne altre mille per non ripetere gli errori, ma temo che non ne sarò mai esente ;)

    @ bibe: il chip non lo scordo più, adesso vedrò di ricordarmi di bere... grazie. La prossima? Vorrei farla con te.

    @ Gian Carlo: avrei voglia di scrivergli ma vedo che poi non serve a nulla. Peccato perchè mi è parsa l'unica, macroscopica pecca, di una manifestazione molto ben organizzata.

    @ Ezio: rinnovo il dispiacere per il tuo forzato forfait. Le braccia le alzerai ancora tantissime altre volte. A presto!

    @ Francescarun: grazie!!!

    @ Ivan63: è vero, ci stò già pensando... sarò un pò masochista?

    @ the yogi: ancora grazie per la tua simpatia e per la bella serata.

    @ Master Runners: complimenti per la tua gara; ti vedevo bello carico sabato sera ;) Non scorderò mai Venezia ma anche a Roma ti ho sentito vicino, anche se eri lontanissimo.

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  14. Son contento che Roma ti abbia portato bene...
    ..sta' a vedere che e' successo anche grazie al carburante della sera prima.... ;D

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  15. Pure te non ti sei arreso, ma non bere non è da te....
    Complimentissimi per la tua maratona e per il tuo bellissimo racconto !
    bravo Ale !

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  16. Ho chiuso la maratona 10 minuti esatti dopo di te ma considerata la ressa che ho trovato anche io sull'unico camion sono sicuro che per un attimo siamo stati lì affiancati in quel delirio di fila.
    Sottoscrivo quello che ha detto Giancarlo, una soluzione logica esiste, perchè non applicarla?

    Complimenti per il personale, io ho corso tre maratone, tutte a Roma e so quant'è difficile soprattutto alla fine. Sto seriamente pensando che la quarta vorrei correrla su un terreno meno irregolare. I sanpietrini sono un stillicidio.

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  17. questo racconto me lo son bevuto tutto d'un fiato.. e se avessi bevuto anche tu.. magari quel 3 e 51 c'era.. ma non piangiamo sul tempo versato :-)) e gioiamo per il nuovo PB.. grande Ale !

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  18. Ale... sei riuscito a trasmettermi grandi emozioni, complimenti!!! E anche una grande voglia di provarci ;)

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  19. Con tutti gli errori che ci metti dentro ogni volta hai margini di miglioramento pazzeschi!! :-)) Grande Alessandro, complimenti!!!

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  20. Una maratona è sempre UNA MARATONA; un miglioramento è sempre UN MIGLIORAMENTO; per cui guarda il bicchiere mezzo pieno ... e la prossima volta svuotalo in gara (la disidratazione può essere pericolosa, specialmente con il caldo che sta arrivando).

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  21. complimenti per il tuo sudato e meritato personal best! E piacere di averti conosciuto, anche se al tavolo non eravamo proprio a portata di conversazione. Alla prossima, quindi! :)

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  22. Ale, di la verità, non hai bevuto per tutte le volte che ti ho scassato i maroni dicendoti di bere sempre vero?

    Gran tempo, ti sei migliorato di un bel po'....e su quel finale, mi hai fatto sudare 3 camice, ciao vado in doccia!

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  23. Grande racconto e Granda Ale!

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  24. @ Marco Bucci: magico quel carburante... io ne avevo fatto il pieno :)

    @ Francarun: grazie campionessa!

    @ MFM: complimenti a te per la tua maratona. Sicuramente un altro percorso sarebbe più veloce, ma vui mettere la magìa di Roma?

    @ Pimpe: nessun pianto, prendo per buono il risultato che ho fatto; se avrò margini di miglioramento lo si vedrà alla prossima.

    @ Marco: provaci! E' un'emozione che val la pena di provare; il tempo è solo un dettaglio in più.

    @ Daniele: grazie! Certo che di errori ne commetto sempre tanti...

    @ giovanni56: grazie grazie!!! Vedo il bicchiere mezzo pieno, a svuotarlo son sempre in tempo :)

    @ Paolo Cibulo: i miei livelli son questi; troppo distanti dai tuoi, ma che gran piacere aver condiviso la serata in allegria con te e gli altri "top"!

    @ Alvin: ti ho pensato, non ti son fischiate le orecchie? Grazie mitico!

    @ Bradipo: il bradipo sono io ;) Grazie!

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